INDIA, Himachal Pradesh Spiti Valley 2007

In Bici 700 Km e 9.000 m di dislivello da Manali a Shimla


Il gruppo: Eleonora, Paola, Ferruccio, Gianni, Luca, Mauro, Stefano B., Stefano M.


la forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile” GHANDI



4° FOTO-CONCONCORSO NATURAID INDIA

Il gruppo che ha vissuto l'India, con il viaggio di Maurizio, ha partecipato al concorso inviando gli scatti più significativi da cui sono state scelte le 3 foto che meglio rappresentano lo spirito e gli aspetti di questa avventura. Le foto saranno premiate con un film di Maurizio.

 

 

1a Classificata

(Stefano M. anni 42 Padova)

 

 

 

 

 

 

 

2a Classificata

(Mauro anni 47 Brescia)

 

 

 

 

 

 

3a Classificata

(Stefano B. anni 46 Reggio Emiglia)

 

 


Siamo tornati da un gran viaggio: tutto come programmato, anche se questa volta un po per il brutto tempo, che ci ha preceduto nella nostra spedizione, abbiamo trovato qualche difficoltà nei trasferimenti impiegando molte ore per fare pochi km e poi molte frane che a volte ci hanno costretto a percorrere qualche km spingendo la bici. Ma tutti questi imprevisti non ci hanno scoraggiato e questa avventura ci rimarrà nel cuore

Benvenuti nella Spiti Valley

   

 

 

 Un saluto a tutti e a presto per nuove avventure Mauri


Le impressioni di viaggio dei partecipanti


I SETTE NANI SULLE VETTE DEL MONDO

E’ il 7 agosto 2007 quando l’aereoporto di Milano Malpensa ci apre le sue porte scorrevoli e…voilà! Come ci siamo riconosciuti? Sembriamo tutti membri di una famiglia che sta traslocando oltre oceano e coi nostri carrelli ci spostiamo cercando di non travolgere innocenti turisti che straniti si chiedono cosa portiamo mai in scatoloni tanto voluminosi ben imballati. Biciclette! Sì, siamo noi, un gruppo che più disomogeneo non si può, capitanato da un campione di mtb che viaggia per il mondo raccogliendo adepti incoscienti!

Eccoci qui, i protagonisti di un’avventura mozzafiato e assimilabili in tutto e per tutto ai sette nani. Dopo venti giorni di convivenza i profili non hanno tardato a delinearsi: Brontolo (Mauro, frase celebre.”Ah, non ci sono mica più le valli di una volta”), Dotto (Stefano), Eolo (Stefano B.), Mammolo (Gianni, frasi celebri: “abbiamo percorso 89 o 90 km?” “è piccante?” “Fammi una foto!”), Pisolo (Luca, ore 20.50:”Buonanotte a titti!”), Gongolo (Ferruccio) e Cucciolo (La sottoscritta, frase celebre: “Bene, ora che abbiamo montato il campo, facciamo una partita a calcio?”). Naturalmente non potevano mancare la bella addormentata ( Paola, ovvero l’allegro chirurgo) e i due boss: Nonno puffo ( Maurizio, il nostro capogita!) e Gargamella ( il capo staff indiano, “ No problem, very good, very good”).

E’ proprio questa disomogeneità che ci ha permesso di ridere in ogni occasione e ci ha spinto a superare le “difficoltà” del viaggio con tanta leggerezza. Come dimenticare infatti gli schiamazzi nell’oscurità che rimbombavano a tarda sera dalle nostre tende, le risate scambiate percorrendo qualche km di superstrada contromano, gli sguardi d’intesa nel sorpassare le frane della Pin Valley?

Insieme abbiamo percorso a tutta velocità la Chandra Valley, abbiamo fotografato il sorriso di bambini vestiti di stracci, abbiamo bevuto il chai nel monastero di Ki, abbiamo contato le stelle cadenti nella Spity valley, abbiamo “meditato” nel monastero di Tabo, ci è stato offerto da una bimba parte del suo raccolto a Kibar e…siamo perfino diventate comparse di un film nei pressi di Dankar.

Queste sono solo alcune delle immagini indelebili che rimarranno scolpite nella mia mente e che tornerò a ripescare quando chiudendo gli occhi vorrò tornare a perdermi nelle valli sconfinate di un Paese incantato.

Grazie a tutti i miei compagni per aver condiviso questa avventura! Eleonora


Queste sono le quattro parole che racchiudono il senso di questo viaggio in India del Nord, nella zona Himalayana dell’Himachal Pradesh e in particolare la Spiti Valley.

Tante emozioni sono state provate in questo particolare viaggio, in particolare quello che forse rimarrà indelebile è quel senso di pace e serenità che regna nei monasteri soprattutto durante la puja (funzione liturgica) o che si legge nei volti della gente che incontri e ti risponde sempre con un sorriso nonostante una vita fatta di duro lavoro e stenti.

Avventura

Un viaggio in bicicletta in India è senz’altro un’avventura. Affrontare passi e quote elevate sopra i 3000 metri; superare mille difficoltà giorno per giorno; viaggiare in autobus per le strade indiane, conosci la distanza, sai quando parti ma non sai quando arrivi. Avventura è anche sapersi adattare ai ritmi della vita indiana: bisogna dotarsi di tanta pazienza.

Caos

Caos è girare per le strade di Delhi dal traffico caotico, accompagnati da un caldo afoso, tra l’inquinamento degli scarichi degli autobus, camion, auto e tuc-tuc e il frastuono provocato da centinaia di clacson che suonano in continuazione. Sporcizia e povertà regnano ovunque, specialmente nella vecchia città e nella periferia.

Fortuna

Sarà una coincidenza, oppure chiamasi FORTUNA, il nostro viaggio è stato baciato dal bel tempo: bastava partire una settimana prima e il monsone si sarebbe abbattuto sulle nostre teste stravolgendo completamente il nostro percorso. Le strade bloccate dalle frane fortunatamente venivano  aperte lo stesso giorno del nostro passaggio: casualità o qualche Buddha dall’alto ci illuminava?

Spiritualità

Percorrere le strade della Spiti Valley, camminare tra la bellezza e la maestosità dei paesaggi di questa valle a più di 4000 metri di quota infonde nell’animo un senso di spiritualità anche a chi non è predisposto. In qualsiasi parte, nei villaggi, nelle mulattiere la religione è una presenza costante: bandiere con le preghiere al vento, monasteri inerpicati tra le rocce, i chorten (stupa), i muro-mani con i sassi che recano incise le preghiere, la stessa presenza dei monaci con le loro tonache rosse sono il simbolo di questa sacralità buddista.

… e la Bicicletta?

Certamente non si può dimenticare un elogio a questo piccolo mezzo che ha macinato chilometri di strade sterrate sassose, polverose, a volte fangose, in parte cartramate (purtroppo anche lì la civiltà sta avanzando) superando frane e moltissimi guadi, ma soprattutto facendo la gioia di moltissimi bambini che accorrevano curiosi dai villaggi per venirci incontro.

Grazie a tutti i compagni Naturaider, … grazie Maurizio per averci offerto questa meravigliosa Avventura.

Joolè Stefano Morbiato  


 

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