Nome: Giacomo
Cognome: Stefanelli

 

"Ciao a tutti voi, una bellissima sorpresa mi è arrivata a casa. Giacomo il Naturaider DOC, tra i primi a far parte di questo " gruppo" con il suo primo viaggio in Marocco nel lontano 2002, ha scritto un bellissimo libro.

Mi ha veramente riempito di gioia, ricevere il suo libro e stringerlo fra le mani, "A ruota libera". Descrive il suo ultimo viaggio esplorazione in bici in Madagascar, un viaggio che io ho sempre sognato di fare ed avevo preparato nei dettagli, poi messo nel cassetto ad aspettare. Ora non ho più bisogno di fare questa avventura, leggendolo è come se stessi viaggiando, me lo hai fatto vivere e assaporare dandomi le tue emozioni. grazie a te Giacomo"  Mauri

 

Chi volesse acquistarlo il costo è di 10 euro e può contattare:

www.argonautiche.it/libri

Questo è il testo introduttivo.

Come si arriva in Madagascar? Da un incontro casuale ovviamente. Un tour del Madagascar in Mountain Bike. Un percorso ad ‘anello’ che, dai primi di settembre fino a fine ottobre 2009, porterà Giacomo attraverso le colline dell’altipiano centrale, le aride savane della costa ovest, il desertico sud e la (teoricamente) lussureggiante costa est. Sotto a un sole infuocato, in solitaria e senza alcun mezzo di supporto, per un totale di 50 giorni e quasi 2300 chilometri percorsi in sella alla sua bici. Giacomo Stefanelli, di professione grafico, decide di prendersi un periodo lontano dagli obblighi del lavoro assecondando la sua passione per il viaggio, l’imprevisto e la novità. Così, nel luglio 2009, lascia il lavoro per intraprendere una nuova avventura... ‘a ruota libera’.

 




 

Naturaid Trentino 2010 >entra

Report di Giacomo Stefanelli n°35 ritirato al CP9 dopo km 267.5 9700 m + >entra

 

"l'uomo deve salvare se stesso con i propri sforzi, nessuno può fare per lui quello ch'egli deve fare per se stesso."

Alle volte il senso alle cose, anche quando un senso sembra non esserci, dobbiamo essere noi a darlo, a cercarlo.
Sui fatti specifici della gara non vorrei dilungarmi... è chiaro per quanto mi riguarda: da qualche parte ho sbagliato!
Un errore "strategico", di approccio. L'obiettivo, inutile negarlo, era quello di arrivare alla fine e da questo punto di vista ho fallito.
Verissimo... ma questo è il lato tecnico, atletico, calcolatore. Sotto, più in profondità si muove una ricerca più autentica, umana e di sentimenti.
Una cosa alla quale ho pensato spesso nel periodo di preparazione alla gara era quella di non "tradirmi" e di non buttare via questa occasione... beh, strano a dirsi dato che l'obiettivo è stato mancato, ma non l'ho fatto. Non mi sono tradito e non ho tradito quello in cui credo. Gli errori si fanno tutti i giorni. Ma il vero errore sarebbe lasciare che questi sbagli ci fermassero impedendoci di completare il nostro cammino. Così, quando ormai il tempo mi condannava senza appello, da qualche parte si sono mosse le giuste motivazioni dandomi la voglia di continuare fino a quando non si sarebbero chiuse ufficialmente tutte le porte. Anche su questa terra viviamo con un tempo limite e da quello non si scappa ma c'è chi non si è arreso prima del tempo. Così in quei momenti il mio pensiero è volato alla grande amica Franca, al suo coraggio e alla sua incredibile forza d'animo. Ormai condannata non si è fermata, ha continuato a spingere quella bicicletta con tutto il suo peso e tutta la sua fatica... grazie amica per avermi dato un esempio da seguire se pur nel mio piccolo e ridicolo compito. (... Sono pensieri intimi che con voi so di poter condividere)

Non fermarti adesso... adesso sei tu a dover dare un senso alla fatica fatta fino ad ora, adesso sei tu che devi onorare la tua fatica e te stesso, onorare l'impegno di chi ha lavorato duro per darti questa possibilità. Se ti fermi adesso vanificherai tutti gli sforzi e domani te ne pentirai... non cedere alla tentazione più facile. Questo errore
l'avevo già commesso qualche mese fa in Cambogia e detto onestamente mi era rimasto li... mi aveva in parte rovinato gli ultimi giorni di viaggio e mi ero ripromesso che la prossima volta se mi fossi trovato in una situazione simile, avrei dovuto ascoltarmi con più calma senza giungere a decisioni affrettate.
Adesso nel mio animo non c'è rammarico per non aver portato a termine la gara... certo è un peccato... ma la sensazione che prevale è quella di intima soddisfazione.

Che altro dire? mi sono divertito da morire! pedalare nella notte trentina con i miei amici Sebastiano, Ausilia e Ilaria è stato stupendo! ricordi grandiosi mi accompagnano... siete stati grandi! volevo anche salutare e ringarziare Michele Rota per la sua compagnia verso il CP di Strembo... eravamo tutti cotti e stanchi dal sonno dopo più di 40 ore di gara e dopo aver dormito appena 30 minuti ma ci siamo divertiti ugualmente. Che libertà!

Un grazie di cuore a Mauro per aver con impegno è cuore tracciato un percorso stupendo e aver creduto in questo evento... e per aver creato un Road book degno di un atlante stradale! grazie a Vania per la sua tenera amicizia e comprensione. Grazie alla sorella di Mauro per avermi ascoltato sinceramente al mio arrivo... grazie a Giugi per aver partecipato a questa avventura con grandissimo entusiasmo e partecipazione.
Come sempre grazie a Mauri per averci dato un'altra opportunità per scoprirci!

Alla prossima!
Giacomo


 
CAMBOGIA 2010
 
 
 
 

Ciao Maurizio!
sono nuovamente pronto! destinazione Cambogia!


lo zaino è qui al mio fianco... parte del materiale ancora sparso sul pavimento. Guida, cartina, abbigliamento, un minimo di officina... ma questa volta non c'è nessun cartone da imballare o bici da smontare.
No, questa volta la bicicletta me la cerco arrivato a destinazione! mi mischierò completamente alle genti del posto pedalando con una delle loro biciclette! Arrivato a Phnom Penh la mia prima avventura sarà proprio quella di rimediare una mezzo a due ruote presso qualche officina, negozio, mercato... eheheh... vediamo cosa riesco a rimediare.

Da qui mi muoverò verso nord lungo le rive del mitico Mekong. Un fiume lungo 2.795 miglia che, partendo dal Tibet, attraversa la Cina, Myanmar, Laos, Cambogia, Thailandia e Vietnam. Una volta arrivato al paesino di Kratie, mi darò alla ricerca dei rarissimi delfini d'acqua dolce dell'Irrawaddy. Poi dovrei spostarmi verso ovest verso i templi di Angkor. Ma non so ancora seguendo quale pista: dipenderà da che bici avrò rimediato e dalle condizioni di sicurezza. Purtroppo verso il confine con la Thailandia ci sono tensioni politico-territoriali... quindi dovrò capire con la gente del luogo quale strada sia meglio percorrere. Ma non importa adesso! il divertente di questo viaggio è proprio questo!
Dopo aver visitato Angkor mi dirigerò verso Battambang, Pursat, alcuni paesini galleggianti lungo il lago Tonlè Sap e poi, credo, verso sud attraversando la catena montuosa dei Cardamomi. Non ci sono molte piste che li attraversano quindi anche qui vedrò sul momento cosa fare! ad ogni modo prevedo di spostarmi anche con i mezzi pubblici, magari caricando la bici sul tetto di un bus o sul retro di un camion.



Il bagaglio sarà ridotto al minimo proprio per essere agile in questi spostamenti (e anche perchè non sapendo quale bici troverò ho deciso di non portarmi le classiche sacche da bici). Quindi tutto il necessario sarà in uno zaino! Vorrei farmi montare un portapacchi con magari un paio di assi di legno in modo da poter legare con gli elastici lo zaino... non vorrei tenermelo sempre in spalla! sul posto capirò con qualche personaggio come fare... sono sicuro che a loro le idee non mancheranno!

 

 

   Un grande abbraccio! Giacomo

Un caro saluto anche a te, buona fortuna e tanta energia ciao.


"Sogno, CAMBOGIA, realtà" (del Naturaider Giacomo)

Chi desidera mandare dei saluti e incoraggiamenti a Giacomo lo può fare  inviando a maur.doro@tiscali.it


07/02/2010 19.57

Pronti per ripartire

 

Ciao Mauri!
eccomi arrivato alla sera prima della partenza.
Ormai lo zaino è pronto e chi lo dovrà portare anche!
vi scriverò appena possibile da Phnom Penh... magari appena trovata la bici!

Cambogia arrivo!
Un abbraccio e grazie!
Giacomo

 

 

 



09/02/2010 7.02

 

REPORT DI GIACOMO

 

Eccomi atterrato a Singapore!
mentre per voi sta suonando la sveglia vi scrivo due righe... qui sono le 13.55 e fra circa due ore dovrei imbarcarmi per Phnom Penh.
Sono piombato nel giro di 13 ore in piena estate! sembra di essere a Venezia in una di quelle giornate estive dove l'umidita ti cuce addosso un secondo vestito.
Ho trovato una Singapore pronta ad affrontare un nuovo giorno lavorativo, proprio come avevo salutato Milano. La metropolitana era carica di gente, con le facce ancora assonnate, pronta per andare al lavoro... tutti in camicia bianca e pantaloni grigi.
Ho girato per un paio di ore fra le vie del centro, mi sono fermato in un piccolo mercatino coperto e ho bevuto un caffe enorme! La citta e pulitissima. Non un mozzicone o foglio di carta sull'asfalto. Ho visto un addetto raccogliere del fogliame dai marciapiedi... adesso navigo in una bolla di sonno... non ho ancora chiuso occhio...
Vi saluto e vi abbraccio! vado a mangiare qualche cosa!
Vi scrivo da Phnom Penh... Ciao!
Giacomo
 


SALUTI A GIACOMO

 

10/02/2010 8.13

 

Ciao fratello!Eccoci di nuovo a scriverti!Sono tornata oggi al lavoro dopo l'influenza abbastanza ko devo dire....tu come te la passi?Ho avuto notizie dal papa' ieri...

Un bacione!!

Carlotta e stefano

ps gina ed emma sono veneziane in questi giorni.....

 

10/02/2010 11.40

 

È meglio vivere un giorno solo vedendo l'origine e la caduta delle cose piuttosto che cento anni senza averla mai vista.

 (Dhammapada X, 113)

questa massima Buddhista è il mio modo per augurarti buon viaggio!

giugi


 

 

11/02/2010 12.22

REPORT DI GIACOMO

 

 

Eccomi  al riparo del sole sotto al fresco ronzio di un ventilatore.
E' tutto il giorno che cammino come un pazzo e un po' di riposo mi ci voleva proprio...

Ieri mattina, mia prima giornata Cambogiana, mi sono dato alla ricerca della bicicletta. Dopo una bella colazione ho girato a piedi  per le vie brulicanti di motorini e tuc tuc fermandomi di tanto in tanto per chiedere indicazioni...  cosi, verso ora di pranzo, ho finalmente trovato le vie dove, secondo la gente del posto, avrei trovato i negozi che facevano per me. Sembra che in questa zona vendano sono biciclette. C'e' un po' di tutto: bici nuove e usate, bici da citta' e mountain bike. Io dovro' percorre per lo piu' strade sterrate quindi una MTB sarebbe ideale. Detto, fatto! eccomi con una nuova bici... nuova tanto per dire! si tratta di una mountain bike di seconda mano.
Rigida e con la catena vecchissima! pero' ho potuto provarla e mi sembra che tutto sommato vada bene. Per 45 dollari ho comprato bici, portapacchi, un asse in legno per poter legare lo zaino, due camere d'aria e un lucchetto con catena.


Domani sara' il mio primo giorno sui pedali... vado verso Udong, paesino che si trova circa 40 km a nord di Phnom Penh... vedremo come si comportera questa nuova compagna di viaggio!

Oggi ho girato come una trottola fra pagode, palazzi reali e prigioni/lager. Queste ultime sono testimonianze sconvolgenti degli anni di terrore che hanno devastato la Cambogia e causato la morte di piu di due milioni di persone... tutto nel giro di tre anni. Nonostante tutto, e nonostante questo sia accaduto fra il 75 e il 79, la gente sembra essere estremamente cordiale e sempre sorridente. Sono tutti molto cortesi. devo dire che fa una certa impressione guardare negli occhi una persona di 45 anni e sapere che dietro a quello sguardo si nascondono ricordi a dir poco terribili. Fortunatamente a queste brutture rispondono i wat buddhisti... vere oasi di pace e serenita.
 


Adesso vado in camera e preparo le cose per domani mattina... cerchero' di partire prestino per evitare di pedalare nelle ore piu
calde della giornata.
Vediamo un po' cosa mi attende dietro l'angolo!
Un abbraccio a tutti! Ciao! Giacomo

 


SALUTI A GIACOMO

11/02/2010 15.59

Ciao!Bella la nuova bici!!!!Qui stiamo tutti bene,oggi avevavno dato neve tutto il giorno e invece ha nevischiato un po' stamattina e adesso e' grigio e freddino....uno schifo insomma!Oggi e' l'ultimo giorno di turno!!Da domani mattina potro' dormire una mezzoretta in piu'......meno male!

Un bacione da tutti e sempre attento

Tua sorella Carla...............Carlotta ciao

 

ps...Adesso fai parte del NATURAID TEAM IMPOSSIBLE..... grande fratello dai grandi cambiamenti...non piu' di 16,17 anni fa andavi a letto tutte le mattine alle 7 di ritorno dalle discoteche....adesso viaggi sui pedali in cambogia!!

 

 

12/02/2010 1.57

 

Chiunque sia di fronte a te può servirti da maestro se lo vuoi

Ogni volta è la prima volta…buone pedalate

Un abbraccio Sebastiano

 

 

12/02/2010 14.50

 

Carissimo, wow che bici!!! Vedo che ti sei subito ben ambientato: stai diventando un bonzo? maglietta arancio! Ocio ai cinesi!!! Noi tutti ok. Non so se Sebastiano leggerà questa mail, in ogni caso, Seba, in bocca la lupo!!!!!!!!!

Un bacione e divertiti tantissimo, dai, un po' anche per me....baci papà

 

 

12/02/2010 15.04

Buondi fratello!Buon pomeriggio!

Bacioni

carlotta ste e nanette parigine

 


 

14/02/2010 14.46

REPORT DI GIACOMO

 

Il nastro rosso

 

 

 

 

Mi sveglio verso le sei e mezza... preparo il bagaglio e vado in paese per fare colazione. Scorgo un posticino con alcune sedie libere.
Chiedo se sia possibile mangiare qualche cosa ma la risposta e un po "'ambigua"'. Ma non e una novita: farsi capire non e semplice. Chiedo ancora e mi indicano di accomodarmi. Poco dopo una ragazza mi dice che se voglio posso sedermi al tavolo con alcune persone e dividere con loro la colazione.

 

 

 

 

 

Accetto con piacere e mi accomodo al tavolo dove 4 o 5 persone consumano tranquillamente il pasto. Allínterno del locale alcuni bonzi mangiano seduti su stuoie. Látmosfera e rilassata e la gente, come sempre, e cordiale. Mangio della minestra di riso con carne e verdure, biscotti e una tazza di caffe. Attiro láttenzione della ragazza di prima e chiedo il conto. Sembra non capire. Ci riprovo e mi dice che non devo pagare nulla... ma come? gentlmernte insisto ma nulla da fare. Chiedo "'spiegazioni"' e per tutta risposta mi sento dire, a voce bassa, in un inglese traballante e con un mezzo sorriso sulle labbra che non devo pagare nulla... "'mio papa e morto ieri... questa e la veglia in suo onore"'... "'ha... scusa... mi spiace..."' borbotto due parole imbrazzatissimo. Lei sorride e come se fosse nulla torna dai bonzi. La seguo con lo sguardo e noto la figura ritratta del padre dentro a una cornice e dietro, un po in penombra, una bara in legno.

 

 

 

 

 

 

Mi alzo, chiedo permesso, mi levo le scarpe e fra bambini che giocano, profumo di incenso e persone dalláriaincredibilmente serena, faccio la mia preghiera. Tutti mi sorridono.
Nessuno mi guarda come un intruso in un momento cosi difficile e delicato... sembrano apprezzare questo piccolo gesto. Nessuno piange, non una lacrima, non un volto cupo. Cé unímmensa, ingombrante serenita. Fuori, sulla destra, una piccola teca in plastica racchiude delle banconote. Come fanno tutti dono anche io la mia offerta. In cambio, la figlia del defunto, con una serenita sconvolgente, mi lega al polso un nastro rosso mentre unáltro lo lega alla bici... "'questo
per augurarti un buon viaggio"'.

 

 

 

 

 

Vi scrivo dalle rive del maestoso Mekong, precisamente nella citta di Compong Chan. Sono arrivato oggi verso lóra di pranzo dopo una tappa di circa 50 km. La strada per ora e stata asfaltata e pianeggiante. Mi sto giusto abituando alla guida dei locali... quando ti sorpassano pensano di farti una cortesia spaccandoti i timpani con ripetuti colpi di clacson! ma per il resto sono persone stupende... sempre sorridenti, gentili, oneste, curiose... sembra che ti guardino strano alle volte ma basta accennare un sorrideso che subito rispondono con uno ancora piu grande!
Dopo essere uscito da Phnom Penh costeggiando il Ton Le sap (un affluente del Mekong... pensate che quabdo il Mekong e in piena il Ton le Sap inverte la direzione della corrente!) mi sono recato a Udong, una delle vecchie capitali dellímpero Khmer. Adagiate su alcune colline, isolate in un mare di risaie e palme da zucchero, sorgono alcuni Wat. Un paio di questi sono del 1600 e malauguratamente sono stati danneggiati dalla follia di Pol Pot... adesso alcuni lavori vorrebbero riportarli allántico splendore
Oggi ho percorso con tutta calma la strada che mi divedeva da qui. Ho preso un paio di deviazioni lungo strade secondarie e in terra battuta per visitare delle pagode. Nelle vie secondarie cé pochissimo traffico e si pedala benissimo... bene perche dopodomani mi dirigero verso nord lungo le rive del Mekong. La strada e secondaria e poco battuta.
Dovrei passare alcuni paesini di pescatori e dormire in posti piuttosto spartani... ma vi sapro dire!
Con la luce del tardo pomeriggio ho visitato un'isola stupenda! appena fuori dalla citta cé unísola che nella stagione secca (questa) e collegata alla terra ferma da un ponte interamente fatto di bambu!
stupendo! ogni anno con le piene viene spazzato via e ricostruito intereamente lánno successivo... lísola e una vera meraviaglia: strade in terra battuta, vegetazione fittissima di banani, palme erbusti. Ai margini della strada case bellissime su palafitte e famiglie intente a lavorare i campi. Forse domani ci torno! prima pero vorrei andare a visitare un monastero a 20 km circa da qui... quindi sicuramente domani sera saro ancora qua.


Sta per chiudere il locale, devo salutarvi!
Un grosso abbraccio! Giacomo

 

 


14/02/2010 0.47

Ciao Giacomo, siamo a casa e con noi c'è Sebarba. Domani lo portiamo sul Monte Gazza a faticare un po' sulla neve con la stupenda vista del gruppo del Brenta, deve fare l'ultima prova con l'assetto "alaskano" quasi al completo, poi giovedì...
Stiamo pensando a te e alla tua nuova avventura... che ci sembra un ottimo allenamento per il Naturaid Trentino! A noi piace come scrivi, come riesci a trasmettere le sensazioni che provi osservando le sfumature che caratterizzano quello che catture la tua curiosa attenzione.
Buona fortuna viaggiatore e buon respiro! Mauro

 

14/02/2010 19.08

Ciao Giacomo!
Eccoti ancora in sella per il mondo! Bravo, naturalmente ti invidio e capisco la tua gioia ed eccitazione. Ma i wat buddisti sono le autoradio al massimo dei Cambogiani?
Come vedi fai bene a sfuggire da qui, certe freddure...
Un abbraccio
zio Renato

 

 

15/02/2010 9.38

Ciao fratello cambogiano mangiatore di ragni!!!!!!!!Quel paese era proprio adatto a me....!Qui a milano nebbia e freddo mentre a ve ieri era quasi primavera.....mi sembra che il tuo viaggio sia molto meno faticoso di quello in Madagascar o sbaglio?Qui ti salutano tutti

Un bacione

Carlotta Stefano GIna Emma

 

 

15/02/2010 17.06

 

Caro Giacomo, ma che incontri meravigliosi! Ti stai confrontando con sensibilità e delicatezze d' animo che probabilmente ti sconcertano... che stiano crollando certe "certezze"? Sono impatti piuttosto destabilizzanti questi, con spiritualità in fondo cosi' semplici, ma cosi' tremendamenete lontane dal nostro quotidiano occidentale!
Domani è martedi' grasso...finalmente si potrà ricamminare per Venezia. Buon proseguimento, un abbraccio papà

 

15/02/2010 13.04

REPORT DI GIACOMO

Ciao!
non preoccupativi...  per lameno due giorni non potro piu scrivervi!
Che giornata stupenda... la gita e stata di quasi 50 km credo!
allándata ho sbagliato strada! pero una meraviglia. Strade dove non ho visto un turista, sterrati meravigliosi per pedalare... mai solo! ho attraversato tantissimi paesini immersi nel verde della vegetazione, case su palafitte circondate da banani, bambini che tornano dalle scuole tutti in sella alle loro biciclette. Arrivare e stato un po piu lungo del previsto ma ne e valsa la pena: la pagoda era molto bella.
Una delle poche ancora in legno con colonne ricavate da tronchi di alberi e dipinte di blu e oro.
Poi ancora una stradina di venti chilometri lungo le rive del Mekong... che pace ragazzi! e enorme... pensate che in alcuni tratti (non questi ma vi assicuro che e bello grande ugualmente) misura 5km di larghezza! per riposarmi e dissetarmi mi fermavo di tanto in tanto lungo alcune "'baracchine"' per bere da una noce di cocco e mangiare delle pannocchie bollite.
Poi una bella doccia e una birra ghiacciata con lo sguardo perso nel vuoto dellímmensita del fiume. Un giro per il mercato, uno spiedino di non saprei quale animale, una passeggiata per le vie affollate dai cinesi che festeggiano il loro capodanno ed eccomi qui!
Domani lungo piste di terra battuta e polvere verso nord e tutte lungo il Mekong. Fra un paio di giorni dovre arrivare a Kratie da dove spero di potervi scrivere nuovamente.
Un abbraccio a tutti e UN GRANDISSIMO IN BOCCA AL LUPO A SEBA!!!!!!!!!!! VAI CHE SIAMO TUTTI CON TE A SPINGERE QUELLA BICI!!!
Ciao a tutti! Giacomo


 

15/02/2010 21.40

Ciao Giacomo,

bello quello che c'era dietro l'angolo, eh? Non c'é nirnte da fare, il vero viaggio si fa da soli.
Io oggi ho pedalato per una sette, otto di km sulla neve battuta della pista ciclabile di Lipsia, ho visto un monumento sul posto di una delle ultime battaglie di Napoleone: erano Svezia, Prussia, Austria, Inghilterra e Russia contro di lui. Tutti, insomma, peró appena se ne sono liberati e sono tornati i re assoluti, la gente si era abituata all'uguaglianza e al diritto e ha dovuto fare mezzo secolo di casino per riaverli. Insomma non mi é del tutto antipatico. Chissá perché te lo dico, boh.
Domani vado a Hong Kong e venerdi mattina tornando verso Dubai - Lipsia ti passo più o meno sopra. Salutami tutti quelli che incontri
zio Renato
 

16/02/2010 11.16

Che belle foto!E che bei racconti!Ti invidio perche' io non sarei mai capace di fare questo genere di viaggi...!!

Un bacione da tutti noi
Carlotta stefano e cagnoline

 


18/02/2010 1.51

REPORT DI GIACOMO

Adesso viene ol bello!
Ciao, mi trovo a Kratie, un paese lungo il Mekong. Oero sono arrivato qui dopo circa 70\80 km di una strada molto bella tutta lungo il fiume. Ho attraversato paesini di bellissime capanne e ricchi di persone indaffarate nei loro mestieri. Ho avuto anche la fortuna doi incontrare, durante una berve pausa seduto sul ciglio della strada, un ragazzo di 18 anni che rientrava da scuola. So e fermato e per un po mi ha tenuto compagnia facendomi qualche domanda. Poi abbiamo ripreso la strada insieme... dopo qualche km siamo arrivati difronte alla sua abhotazione dove vive con la famiglia. Alte palafitte secondo lo stile locale. Sono stato invitato a pranzare con loro. La madre ha cucinato davanti a noi, sotti a una tettoia, del riso con una sorta di zuppa di mais e verdure... buonissima! io a tavola con luo e o suoi genitori.
Una persona mai vista prima... non hanno choesto nulla loa figlio: ma cho e questo? da dove viene, cosa fa? nessuna aria di sospetto! molto sorridenti e come se fossi stato un loro vecchio amico ma hanno offerto parte del loro pranzo> Non sono ricchi ovviamente. Solo ospitalo. Ol padre e un contadino e la madre vende quello puo lingo la strada. Ma sono sereni anche loro... almeno questo e quello che sembra. Il ragazo studia e fra un paio d.anno vorrebbe andare a Phnom Penh a lavarorare come onsegnante per mantenere la famiglia. Abbiamo mangiato benissimo, il riso con quella salsa era ottimo! finito volevo pagare qualche cosa ma loro non volevano! volevano offrirmi tutto! ma non si puo... ho un po insistito fino a quando hanno finalmente accettato. Ma loro non si aspettavano nulla...
Adesso sto decidendo cosa fare: forse mi fermo qui per la notte, vado a vedere i delfini che dovrebbero trovarsi a circa 15 km a nord e poi torno qui. Domani tradferomento a Stung Treng circa 130 km a nord vicino al confone con il laos. La strada e una statale e non mi sembra particolarmente onteressante... ma da li... attraversato il mekong mi aspettano giornate immerso in una delle provincoe piu remote e povere della cambogia. A quanto pare passano pochi turisti, quasi tutti a bordo mi moto cross... le strade, a quanto dicono sono disastrate! ma deve essere una zona autentica dove poche persone passano. Tutto nella giungla! la situazione politica pare tranquilla. Se questo mi fosse confermato non ci sarebbero altri dubbi! quindi vi faro sapere il prima possibile cosa faro!

Un abbraccio a tutti, Giacomo


 

17/02/2010 8.40

Buondi'!Com'e' andata la notte nel box auto...?Pensavo di affittarti il mio per quando torni...!La prossima settimana mi sono presa 3 giorni e vado in montagna!!Ovviamente il lager dove lavoravo non ha dato le ferie a stefano che quindi mi raggiungera' venerdi sera..che strazio quella farmacia,non so come ci sia potuta stare per 5 anni!!!quasi peggio di sky....o no???Verra' anche nicola da Londra che ho visto ieri sera a cena,lo sai che si sposa????Credo a settembre...vado che inizia ad entrare gente

Un bacione Carlotta

17/02/2010 18.05

Carissimo Giacomo,
forza, siamo tutti con te qui a Roma, sei bravissimo, io adesso avrei paura di fare tutte quelle cose da sola, non so cosa avrei fatto tanti anni fa!!
bellissimi i tuoi racconti e le tue foto, ci fanno saltare quasi le lacrime !!
speriamo che i laci rossi ti facciano compagnia per tutto il viaggio,
a presto, baci da zia Victoria, Eugenia, Sofia e Sergio

17/02/2010 19.43 

ma allora? non ti hanno detto che per mantenere viva l'attenzione del pubblico ci vuole ben altro? fatiche estreme ad esempio, o avversità di ogni genere, litigi con le popolazioni locali..
invece pare proprio che gli indigeni non vogliano collaborare in tal senso, vero? e poi manca la sabbia, tutta questa terra battuta, che noia! per non parlare del cibo: ci aspettavamo reportage di cene a base di ragni fritti e insetti in varie salse, ma tutto quello che abbiamo avuto è stato un misero scarafaggino, capitato -forse per errore- nel tuo piatto. Te lo devo dire, Sharon è molto delusa.
Sei fuori brief, mio caro, perché questo tuo continuo infondere serenità non ha appeal sulla fauna milanese, che si nutre invece di fretta e superficialità.
Infine, non vorrei ricordartelo, ma quando tornerai dovrai mettere i piedi per terra e allora ti accorgerai come gira il mondo!
a questo punto, sfogata la mia invidia profonda per quello che stai provando e per quello che stai diventando, ti abbraccio e ti auguro di continuare a scrivere reportage che nessuna delle nostre televisioni vorrebbe mai trasformare in un reality!
 
..e porta con te l'infinita serenità delle campane a vento dei monasteri buddhisti :)
giugi
 

18/02/2010 11.04

Ciao fratello!

E' passato il tempo in cui aspettavi alla finestra che la mamma tornasse a casa........adesso sei ormai un vero cittadino del mondo....!Beh ricordati sempre che e' bello andare perche' sai che a casa c'e' sempre qualcuno che ti aspetta!Tutto quello che stai facendo e' il frutto delle profonde radici che il papa' e la mamma ci hanno dato....continua a divertirti e a fare le cose che ti piacciono!
Un bacione Carlotta

 

19/02/2010 9.42

Ciao!Piove!!Tanto per cambiare....!Oggi e' proprio stile Madonna Della Salute......hai presente????Tu come va dalle tue parti?Io non vedo l'ora di andare a cortina!!

Bacioni
Carlotta Ste e cagnoline

REPORT DI GIACOMO

Ciao Mauri e ciao tutti!
eccomi a Stun Treng, circa 50 km dal confine con il Laos.
Mi sono trasferito qui questa mattina con un pulmino percorrendo in un paio di ore i circa 140 km che la dividevano da Kratie. Un tratto di strada asfaltata e larga. Cosi ho guadagnato tempo e ho avuto tutta la giornata per organizzarmi i prossimi giorni.
Da qui infatti vorrei spostarmi verso ovest attraversando una delle regioni piu remote e povere del paese. In questi due giorni attraversero un tratto di foresta integra. Incontrero alcuni villaggi dove dovrei trovare da bere e da mangiare ma per non correre rischi ho comprato al mercato uno zainetto dove mettero cibo e acqua di scorta.
Le condizioni della pista saranno parecchio brutte a quanto dicono almeno per i primi 140 km poi dovrebbe migliorare. Basta che non ci sia sabbia...!
Ieri ho passato una bellissima giornata nei dintorni di Kratie da dove sono partito per una escursioni in bici di una quarantina di chilometri. Poi a bordo di uan barca in legno e una guida, sono andato alla ricerca dei delfini di acqua dolce... sono pittosto rari e se ne trovano ancora una settantina di esemplari fra questa zona del Mekong e il Laos... saranno anche rari ma si fanno vedere con piacere! ne ho visti parecchi e abche molto da vicino. Era veramente suggestivo! il fiume placido e larghissimo puntellato da verdi e piccolissime isolotte. al rientro mi sono goduto un tramonto carico di umidita sorseggiando una birra fresca in riva al fiume.
Non so quando avro ancora la possibilita di scrivere magari fra una settimana... ma vi faro avere notizie via SMS.
per ora vi saluto e vi mando un abbraccio! Ciao! Giacomo
 


20/02/2010 7.09

 

Bello mio,

Sei in viaggio e, ancora una volta, sei in viaggio per tutti noi che pensiamo di te.
Ti ringrazio per questo e ti ringrazio per l'amicizia.
Tue parole si incontrano molto caldo e ci sembra che al posto di distruzione e sofferenza hai trovato un sacco di amore incondizionato, di rispetto e di accoglienza e di tutto ciò è solo ci mostra che Dio è reale e che l'amore è da Dio.
Ti auguriamo numerosi incontri piacevoli, odori e sapori e ricordi vividi che durerà una vita e ad arricchire ancora di più.
Hugs from Africa.
B & D

 

20/02/2010 15.43

Ciao Giacomo, leggo i resoconti del tuo viaggio e provo un misto tra invidia (non so se esista una forma "buona" di invidia ma nel caso sto parlando proprio di quella) e immensa ammirazione. Il messaggio che mi arriva è che bisogna seguire la propria strada, l'importante è che questa strada abbia un cuore. Nel tuo caso la strada ha cuore, polmoni e gambe.
PS: Per il Buddha mi sono arrangiato, mi aspetto però delle foto da rimanere senza fiato (royalty free ovviamente)
un abbraccio e a presto Ago

 


21/02/2010 10.28

REPORT DI GIACOMO

La selva oscura


Sveglia alle 5. Dopo una notte di sonno pesante e profondo mi alzo riposato. Preparo il bagaglio e scendo le scale mentre ancora tutti o quasi dormono. Fuori, con mio grande stupore e il buio ricopre ancora tutto. La mia idea era quella di cominciare a pedalare verso le sei del mattino in modo tale da avere dodici ore di luce per coprire i circa 80 km che mi attendono. Voglio prendermela con calma... e poi devo percorrere delle strade potenzialmente molto sconnesse e non voglio rischiare di rimanere al buio nele mezzo della forseta. Mi e stato sconsigliato "di giorno non ci sono pericoli, ma la notte potrebbe venire fuori qualche animale"... giusto per la cronaca nelle forsete della Cambogia esistono (se pur rari) esemplari di tigri e orsi oltre a qualche specie di serpente particolarmente velenosa tipo cobra... ma mi assicurano che lungo la strada, se fatta di giorno, non ci sono pericoli.
Verso le sei sono al molo che da sul Sekong, un affluente del Mekong, dove, dietro un grande albero, dovrei trovare il traghetto per la riva opposta da dove parte la pista. I miei piani vanno subito a quel paese: il primo traghetto parte alle sette di mattina. (ieri avevo capito che con la luce iniziavano a partire...). Un po perplesso mi guardo attorno e mi rassegno all'idea che dfovro aspettare. Alle otto meno venti sono i sella.
I primi trenta chilometri sono di una strada sterrata perfettamente battuta. Mentre pedalo ripenso alle parole del gestore del locale dovo ho dormito:" ti conviene prendere una guida... altrimenti rischi di perderti... un mio amico se vuoi, per sessanta dollari, ti puo accompagnare". Ma quale perdersi? e uno sterrato magnifico, la strada e perfettamente battuta e senza ombra di dubbio la principale! (ad ogni modo, prima di prendere la decisione mi sono recato al mercato del paese e ho chiesto ad altre tre o quattro persone e tutti mi avevano detto che la strada principale che avrei dovuto seguire era ben battuta e non ci si poteva sbagliare).
Per ora la foresta e presente ma non invadente. Arrivo al primo bivio dove sono costretto achiedere informazioni in un villaggio. Prendo un nuovo sentiero. Questo e meno battuto e in breve si addentra nel verde della vegetazione. La pista e piuttosto sconnessa e in buona parte ricoperta da foglie secche. Mi trovo nel pieno della forseta Cambogiana. I rumori delle cicale e quelli di strani uccelli (almeno credo fossero uccelli) mi danno l'idea di non trovarmi nei boschi dietro casa. Sono sicuro di essere sulla strada giusta perche qualche chilometro fa ho chiesto informazioni. Dovrei continuare cosi per non so esattamente quando fino a che questo sentiero incrocia un'altra strada. da li devo girare a sinistra e proseguire dritto. Questo mi conforta. E gia un'oretta che pedalo  fra fitte volte di vegetazione, lungo un piccolo corridoio alle volte molto rovinato, passando piccoli dossi e piccoli guadi di un'acqua scura che, se non fosse per quell'indicazione, penserei di essermi smarrito in una di quelle strade che finiscono nel nulla. Ma non ho preso deviazioni. Devo trovarmi nella strada giusta e se cosi non fosse, dovrei solo girare la bici e tornare sui miei passi. Finalmente dopo [piu di un'ora arrivo al bivio. Abbandono i rumori della foresta e mi riimmetto in una vera strada, sempre sterrata, ma senza ombra di dubbio una strada.
Il percorso diventa piu agevole. Non piu buchi e solchi ricordo della stagione delle pioggie ma un'altra bella pista scorrevole. Trovo un ragazzo al quale chieder informazioni. Parla un po a vanvera mi pare e mi dice che mancabo ancora 5o km! non e possibile! Riprendo a pedalare che sono gia le due circa. Secondo i miei calcoli non dovrebbero mancare piu di trenta km (ovviamente non ho il contachilometri...)
Procedeo per un paio di ore e incontro un signore in bicicletta.
Chiedo quanto manchi e lui, sorridente, mi dice che mancano ancora...  tre chilometri! tiro un sospiro di sollievo e in breve trovero da dormire... ma non un letto! No. dormo in casa di privati che affitano una stanza senza letto. Una stuoia, un asciugamano e un cuscino: dormo sul pavimento! beh, non mi lamento perche trovato da dormire, da mangiare, da bere... cosa chiedere di piu dopo una giornata cosi? poi il tutto (cena con bevande, notte e colazione, mi costera sei dollari).

Una bellissima giornata! conclusasi dopo 83 km (questo mi e stato riferito) passati fra forsete e piste poco battute e una cena osservando, insieme a chi mi ospita, una telenovela cambogiana... i testi non li ho capiti ma posso immaginarli benissimo... sono tutte uguali, anche qui!

Adesso mi trovo a T. Mean chey e da domani proseguo verso ovest sud ovest sperando di raggiungere Seam Reap nel giro di 3 o quattro giorni.

Ciao a tutti e grazie! Un grosso abbraccio! Giacomo


22/02/2010 8.53

Carissimo Giacomo, come sempre i tuoi reportages dalla cambogia sono pieni di vivacità e immediatezza; ci sembra di essere li' con te, hai la capacità di farci vivere e sentire le tue impressioni, ci sembra di patire il caldo e l'umidità che ti circondano. Certo, non tutti partecipano in termini positivi alle tue descrizioni di serpentelli vari, ipotetiche tigri e rumori sconosciuti della foresta....hai presente la mamma? Noi invece non abbiamo i tuoi dubbi...la strada è sempre quella, la stessa da molti anni: calle del Dose, campo S. Stefano...non ci sono bivii con incognita, tutto sempre uguale, come un cd lasciato girare all'infinito, che ritorna automaticamente al primo testo! Bene, carissimo, un grande abbraccio e buon proseguimento! Vorrei dire a quel tuo amico che vorrebbe sapere se c'è un ' invidia buona, beh, si', c'è di sicuro! Sarebbe mai possibile che leggendo le tue mails tanta gente possa provare quel sentimento negativo? No, io credo si tratti di invidia buona, anzi ottima!!! Un bacio papà

 

22/02/2010 9.40

Ciao fratello cambogiano!

Che bello averti sentito ieri!!!Belli i serpenti...???Mi sei sembrato bello contento e non particlarmente stanco..bene bene...indovina...qui PIOVE!!!!!!!!!!!!!Mi sa che a cortina trovero' orrendo il tempo..pazienza!Spero di riuscire a farmi almeno una sciata....
Un bacione Carlotta stefano gina emma
 

22/02/2010 10.20

..va bene che ormai sei uno scrittore affermato, ma non ti sembra di esagerare citando addirittura Dante? :P

cmq ciao!
ti ho letto, che avventura la foresta.. io forse avrei avuto un po' paura, ma mi sarebbe piaciuto moltissimo lo stesso!
caspita, non sapevo ci fossero anche gli orsi.. :O
io invece me la devo vedere con account dai denti a sciabola e boss constrictor, mi sa che te la passi meglio tu!
buon viaggio Giac
giugi
 

22/02/2010 15.57

Mi sembra che tu abbia un po' troppi ammiratori....mi sa che quando tornerai a lavorare come noi poveri sfigati,perche' tornerai a lavorare e io quel giorno mi prendero' ferie per vederti uscire di casa,avrai una specie di shock....!!

Bacioni Carlotta

23/02/2010 7.24

REPORT DI GIACOMO

Ciao a tutti!
adesso mi trovo a seam reap (Angkor) dove mi fermero per qualche giorno per visitare gli straordinari siti nei paraggi.
Sono arrivato fino a qui percorrendo gli ultimi 100 km in un pulmino carico di donne e bambini piccoli (non so come mai ma forse ero lúnico
passeggiero maschio...).
Fra qualche giorno cominciero a spostarmi verso sud. Ci sono ancora un sacco di cose che vorrei fare e vedere!
Ma vi faro sapere nei prossimi giorno un minimo di dettaglio e come sono andate le visite di questi giorni!
Un abbraccio, Giacomo


23/02/2010 0.08

ciao pedalatore delle foreste!
sono su google earth che cerco di ricostruire il tuo percorso, ma è difficilissimo! quando eri in MAD era tutto molto più semplice, tra i granelli di sabbia cmq si distinguevano le piste che percorrevi (forse era più semplice per me dall'alto che per te!), i nomi dei paesi erano talmente lunghi che, quando riuscivo a trascriverli (senza errori) nel campo di ricerca, mi conducevano senza possibilità di sbaglio a te!
ma adesso è tutto più complicato, la giungla inghiotte le tue tracce, e i nomi dei posti che visiti mi ricordano tutti un po' i cigolii di una vecchia bicicletta... allora tendo le orecchie, provo a seguirli, mi avvicino, ma subito mi perdo tra le rovine dei templi diroccati, tra la vegetazione... immobile, mi pare di distinguere nuovamente il rumore dei raggi, ma no, sono gli uccelli, o forse le scimmie -ce ne saranno qui?- ah, no, è la televisione..
grazie per queste parentesi che mi regali un bacio, giugi

23 febbraio 15.26

Ciao fratello pedalatore solitario!!
Un BACIONE
Carlotta


24/02/2010 16.35

REPORT DI GIACOMO

Forse e solo suggestione.
Fra il verde ancora nero della vegetazione scorgo lémozione dell'esploratore. Quellántico mistero si nasconde dietro le fitte chiome. Con il sole la sagoma nera dell'"Angkor Wat si fa sempre piu visibile. Emerge dalle tenebre del suo passato ancora glorioso come se fosse, di fatto, immortale.
Avvolto dalla giungla si rispecchia sulle immobili acque del grande fossato che lo protegge. L'"oceano da dove, simbolicamente, emerge il monte Meru.
Límpressione e quella che questo posto sia nato dal nulla, insieme alla giungla. Questo e il suo posto nello spazio e nel tempo. Non e stato costruito, sono state le divinita ad avrecelo messo. Qualche cosa di magico e ancestrale si cela dietro alle sue forme di pietra nera. Qualche cosa di sacro scorre nell"'aria. Profondo, intimo, primordiale, legato allo splendore dello spirito umano e a quello della natura, di cui sembra esserne parte integrante. Qui uomo, natura e divino, sembrano aver trovato il perfetto equilibrio... ma forse e solo suggestione...
Adesso vado a chiudere gli occhi. Oggi sveglia alle 4.45 per godermi lo spettacolo...
Buona notte! Giacomo

 


26/02/2010 17.41

 

Ciao!
Siamo tutti a casa della nonna Ita a bere il the con lo zio mario,la zia gigi,lo zio toncy e la zia annamaria....si sta sempre benissimo!!!stasera arriva stefano
Un Bacione
Carlotta

27/02/2010 12.28

Caro Giacomo,
finalmente sono riuscita ad avere 2 minuti per collegarmi al sito  ed a vedere i tuoi reports, le foto etc. Splendido! per noi immersi nella nebbia, nelle piogge, nel freddo di questo lungo e pesante inverno sembra irreale. I sorrisi della gente: è' quello che mi ha sempre colpito visitando l'India ma anche il Marocco, ti mette di buon umore già quello. Che sia questa la grande differenza tra il cosiddetto "Oriente" e il cosiddetto "Occidente", che da noi non si sa più sorridere? speriamo che gli immigrati di quei paesi arrivati da noi non perdano in fretta questa capacità e magari riescano a contagiarci un pochino. Un abbraccio e buon proseguimento, Giovanni è rientrato stanotte da New York e anche lui pareva entusiasta della città, ma è un'altra cosa!
Buon proseguimento!
zia Manù (o Emanuela...ma è una battaglia persa!)


01/03/2010 1.38

10° REPORT DI GIACOMO

Ciao a tutti!
Mi trovo a Battambang. Ieri ho fatto un bel trasferimento su di un battello lungo i Tonle sap, il lago più grande del sud est asiatico, e
poi lungo un fiume fino ad arrivare qui. 8 ore di battello bellissime! il corso d'acqua andava via via restringendosi e il livello del fiume
sempre più  basso. Ci siamo quasi incagliati sul fondo una paio di volte ma l'abile capitano conosceva a memoria i tratti migliori dove
tentare il passaggio. Lungo il [percorso barche di pescatori, villaggi galleggianti e una bella varietà di uccelli.
Oggi mi rimetto in cammino verso il mare. Ho ancora un paio di settimane e mi piacerebbe farmi qualche pedalata lungo la costa...
magari anche un bagno dato il caldo! penso che ormai durante le ore più calde si arrivi ai 40 gradi...
Vi terrò aggiornati!
Un abbraccio a tutti!
Giacomo

 

01/03/2010 9.40

Ciao fratello!      Siamo rientrati ieri sera a milano dopo 4 giorni bellissimi!Ovviamente 2 ore di coda a Longarone....!!!Tu come stai?La nonna Ita non ha capito molto delle tue email e delle foto,,,,,!Comunque sta benissimo!Tutta abbronzata!

un BACIONE    Carlotta ste gina emma


03/03/2010 10.35

11° REPORT DI GIACOMO

 

 

Ciao a tutti!
eccomi nuovamente.
Mi trovo a Kompong Chhnang... una cittadina decisamente assolata! ieri ho percorso una strada bellissima... ai piedi dei primi monti
Cardamomi. Una strada poco battuta fra colline, piccoli villaggi e bestiame al pascolo! per fare felice una mia Ammiratrice (Giulia) ho
anche dovuto percorre una ventina di km a fondo sabbioso... mi ricordavano un''altro luogo del pianeta visitato non troppo tempo
fa... Dopo circa 85 km sono approdato in un villaggio poco battuto ai turisti. Infatti, non esisteva una pensione o un letto per me! Il
villaggio successivo distava troppo cosi ho deciso di fermarmi ugualmente dormendo ospite nella ''caserma di polizia''... beh
insomma... una capanna che doveva essere lo spogliatoio degli agenti e una sorta di tavola di legno dove dormire. Non mi hanno chiesto soldi,
anzi, mi hanno offerto una birra e mi hanno fatto stare con loro durante la cena (gli agenti non erano propriamente in divisa... cena a
petto nudo tutti madidi di sudore!) eheheh...
La capanna non aveva porte e luce ovviamente. Ma mi sentivo sicuro perche appena fuori, disteso su unámaca, dormiva un agente.
Domani e dopodomani dovrei passare altre zone poco battute per poi immetermi nella strada principale che porta al mare... dove penso di
arrivare fra due o tre giorni.

Un saluto a tutti!
Giacomo

2/03/2010 15.04

Ciao!    Manca poco ormai al tuo ritorno....!E' gia' passato quasi un mese...!Qui oggi sembra primavera finalmente!

Un bacione e goditi il mare!!Bacioni    Carlotta

 

03/03/2010 14.06

Ciao cugino-su-due-ruote!

Che invidia ed emozione, i miei ricordi di Angkor risalgono al 2007 e da allora non ho smesso di pensarci....i bambini che parlano mille lingue,
i templi e gli alberi, le zanzare con la malaria, i serpenti che ti osservano, le mine ant.....ops, non è che questo post verrà letto da
parenti e amici, no? Scherzo. Divertiti, goditi il piacere di sudare  come una bestia senza provare alcuna vergogna, bevi le noci di cocco
fresche ma soprattutto mangia il mitico Durian, orrendo frutto  nauseabondo di cui trovi anche il gelato (schifoso quanto il frutto).
Abbracci torinesi,
Giò  

03/03/2010 15.49

Carissimo figlio,

dopo vari giorni di black out, finalmente mi hanno sistemato il pc e posso contattarti. Vedo che laggiù tutto va bene e che non mancano le
occasioni di fare incontri sempre interessanti; anche la traversata in battello ti deve aver dato la possibilità di vedere scorci e spaccati di vita lacustre bellissimi. E poi quanti " osei" ..... Oggi qui è freschetto e stamattina c'era un bel nebbione. Quando sarai sulla costa, dai un occhio , ci potrebbe essere
Marie Thérèse con alla barra Moitessier...Hai iniziato il libro? Un forte abbraccio dalla mamma e da me ormai pensionato, ciao e che il nastro rosso ti porti fortuna! 

03/03/2010 9.57

Ciao!Hai deciso di arruolarti e cosi' sei andato a vedere come si dorme in caserma...????Da quello che mi ha detto il papa' non mi pare tu abbia dormito proprio benissimo disteso per terra....!!Dai che quando torni il letto ti sembrera' un sogno!  Bacioni

Carlotta e stefano

ps la gina e la emma dicono che loro per terra non dormono neanche morte.....!!


 04/03/2010   15.13

Ciao!Finalmente tue notizie!!!Veramente il papa' mi riassume sempre tutto,ma mi diverto di piu' a leggere le email e a guardare le foto...!!Nell'ultima sei proprio simil rambo ormai.....ti vedo proprio che torni a vestirti normale,non che tu debba girare in giacca e cravatta....ma guarda,mi hai appena scritto un sms in cui racconti che anche stanotte sei a dormire con i poliziotti.... Un bacione e stai sempre attento!  

Carlotta Ste e cagnoline

 

03/03/2010 23.15

Ehilà! ma da dove sbuchi con quello sguardo circospetto?

ti stai guardando le spalle, forse ti stanno ancora inseguendo.. l'hai sotterrato bene il forziere? dopo l'altra notte passata in gattabuia non sai nemmeno tu come sei riuscito a scappare, ma ora sei libero di cavalcare sui monti Cardamomi, fino al mare e oltre..

Poi la sera, solo la stella polare a guidarti e via, verso una nuova avventura..

una cosa però non mi è chiara, hai scelto una strada un po' lunga, non mi sembrava che la Cambogia fosse nella rotta per i Caraibi..

ciao Pirata Giacomìn

un bacio

la tua Jolanda (NB: la figlia del corsaro nero, per stare in tema, non quella della Litti.. ;)

 

05/03/2010 19.59

Ciao Giac, la foto del tuo 11° report  mi ricorda molto Martin Sheen  in Apocalypse Now, stai attento quando incontrerai il colonnello Kurtz.
Domani vado a comperare la mappa dell'Elba, ok lo so che non è nulla  rispetto a jungla, templi e Mekong ma io (e non credo di parlare solo 
per me) ne ho davvero bisogno. Quando hai finito di cialtronare per il  mondo ti aspetto per riprendere gli allenamenti insieme ;-)
Un abbraccio e a presto
Ago


06/03/2010 14.04

Bello mio, Il tempo passa in fretta.  E 'già marzo e tu viaggi attraverso giungla per raggiungere il mare.     Che beli ricordi e le sfide!  Enjoy e divertirti.

Un sacco di amore e di abbracci dall'Africa.      B & D 


08 marzo 2010 08.03

Carissimo Giacomo,

ormai non ti manca molto, una puntatina sulla costa, un bagno nel vecchio golfo del Siam e poi su, verso nord est, verso P.P., verso casa.

 Oggi sono tre mesi che abbiamo accompagnato la carissima Franca, anche allora giornata fredda di bora....

qui a Venezia è tutto a posto, la mamma è sempre indaffarata, insomma tutto nella normalità. Ci vedremo tra 15 giorni o qui o a Milano, dipende da quello che preferisci.

Un salutone papà


09 marzo 2010 09.17

 

12° REPORT DI GIACOMO

Eccomi al mare!

Sono in costume pronto per visitare le spiagie di Sihaonukville!  ho pasato gli ultimi tre giorni totalmente immerso nella foresta pluviale dei Cardamomi: la seconda forseta incontaminata epraticamente disabitata del sud est asiatico. Una immensa distesa sconfinata di colline ricoperte da una vegetazione impenetrabile.

La scorsa settimana stavo abbandonando l’ídea di farlo... le strade che attraversano questa zona sono poco piu di sentieri (single track) con pochi villagi dove fermarsi. Io, al contrario del viagio inMadagascar, non ho con me grosse scorte di cibo e una tenda. In piu ovviamente non ci sono segnali nella giungla e si rischia facilmente di perdersi! non bello credo... valutando attentamente la situazione mi sembrava poco saggio avventurarmi in una zona cosi remota.  Pero... pero... cé una strada asfaltata che costeggia e attraversa la zona sud dei monti.  Non vederli proprio mi sarebbe dispiaciuto... e poi avvicinandomi e prendendo altre informazioni dalla gente del luogo..stai a vedere che un giro al loro interno si puo fare! infatti e cosi!

Ogni giorni si aggiungeva un tasello, una piccola notizia che mi faceva pensare che forse, la posibilita sarebbe saltata fuori. Conosco casualmente una guida locale che mi informa che fra unatrentina di chilometri cé una strada sterrata ma ben battuta che si inoltra per altri trenta chiolometri nella forseta. Oltre non posso andare. Ogni tanto qualcuno lo fa con la moto da cross ma adesonemmeno con quella perche i ponti sono crollati e le strade rovinatisime. Ok, bene, almeno trenta chilometri fra i Cardamomi me li faccio! voglio entrare e vedere da vicino, da dentro una vera foresta (abitata da orsi, tigri, leopardi e non so ebene quanti rettili).Sempre la guida mi dice che questa strada e sicura  perche battuta dagli abitanti del villagio e le guardie del parco.Arrivo al bivio. Una strada stupendamente battuta si snoda fra la vegetazione fittissima. Ai bordi della strada lo sguardo a tratti non penetra la fitta boscaglia.

Arrivo a un piccolo abitato dove vendono da bere. Mi fermo e prendo qualche cosa in modo da non toccare le scorte che ho nello zaino. Arrivano tre tipi in moto. Sono sporchi di polvere fino ai capelli e sono italiani. Mi dicono che hano appena visuto una sorta di incubo. Si sono smarriti nella foresta dove hano dovuto dormire nella vegetazione e senza acqua. Credevano di non uscirne vivi. Il mattino hanno mollato le moto per tornare sui loro passi (con le moto non riuscivano ad uscire dalle stradine dove si erano ficcati) in cerca di alcune pozze di acqua viste il giorno prima. Hano camminato per ore fino alle pozze da dove hano finalmente potuto bere (strada facendo mi dicono che hano dovuto idratarsi bevendo la loro pipi). Riamngo colpito dai loro racconti. Qui non si scherza, e la foresta che detta le legi e noi siamo ospiti  troppo speso inconsapevoli. Mi dicono che dove sono diretto io non ci sono problemi. Il mio villagio dista 30 km. Quello succesivo circa 20 ma la strada diventa piu rovinata e con salitone scavate dalla pioggia.

Dopo, se volesi continuare dovrei chiedere a qualche abitante di scortarmi fino alla strada giusta e non fare come loro (e li che si sono persi). Infatti su di un campo di erba partone diverse piste che vano tutte circa nella stesa direzione... poi pero solo una porta al villagio succesivo a circa 50 km e quindi fuori dai monti. Le altre...Ringrazio e riparto. Cavoli, allora cé la strada che attraversa questa zona dei monti. Mi hano anche detto che ieri un gruppetto di 4 ciclisti americani avrebbe provato a farla. Inutile dirlo: mi piacerebbe veramente pasare i monti Cardamomi. Pero non sono pazzo, non voglio mettermi nei guai e non ho esperienza di "vagabondagio"' nella foresta. Verso le tre e mezza arrivo al primo villagio. Trovo da mangiare... ci sono ancora tre ore di luce e il villagio succesivo dista solo 20 km.Trovo il guardia parco e gli chiedo informazioni. Lui mi dice che se parto adesso poso arrivare al villagio succesivo prima che faccia buio. ok, vado! ah... lui mi ha asicurato che non ci sono pericoli (devo averglielo chiesto una decina di volte).La strada si rovina moltisimo. Nelle salite piu ripide devo scendere e spingere. La bici, che ha tutto il peso del bagaglio dietro, si impenna costringendomi a non pochi sforzi per tenerla giu. Non dovrebbe mancare molto mentre vengo avvolto dalla luce del tramonto. I rumori della foresta si fano sentire e a tratti sento qualche animale scappare fra la vegetazione. sto percorrendo un rettilineo quando dal bosco escono due scimmie!... maledette! che spavento! (anche loro hanno preso paura... forse piu di me!)  Alle sei e 15, dopo 85 km e 11 ore trascorse arivo al mio villagio...nel bel mezzo dei Cardamomi!

Sono contento. Mi sarebbe spiaciuto perderliA cena conosco un ragazo che parla un po di inglese e mi accordo con lui per il giorno succesivo. mi accompagnera per 13 dollari fino a dove non ci sono piu bivi. Benisimo! sopra di noi una bellisima stellata illumina il cielo. Dormo per lénesima  volta sul pavimento...

Alle sette partiamo. Ogi devo scavalcare a quanto pare 4 o 5 "monti"'. Pasiamo il campo  dove si sono persi i motociclisti... effettivamente non era affatto difficile sbagliare strada. Arriviamo alla prima salita. La strada e praticamente quello che nella stagione delle piogie deve esere un torrente. Spingo a fatica la bici. In discesa, a mano, prendo una buca e... ciao portapacchi! Spezzato bene,  adesso? lo zaino pesa almeno 15 kg e mi tocca caricarmelo in spalla per il resto della giornata! il portapacchi lo sistemo con delle fascette e una corda elastico e ci piazo lo zainetto piu piccolo. La strada ormai e un sentiero totalemente avolto dalla vegetazione. Rami e foglie mi sbattono in faccia ma il sentiero e pedalabile. Si, la foresta e pazesca e incute un certo timore e rispetto. Dopo 5 ore circa arriviamo al villaggio... arriviamo? e gia, Al momento di salutare la guida scopro che non ha resto da darmi... provo a convincerlo che di strada ne abbiamo fatta molta meno di quella che mi aveva detto ma non vuoe sentire ragioni (e molto simpatico ad ogni modo). E qui lui mi dice che per 40 dollari mi accompagna fino a destinazione. Io ne ho solo 25 al moemnto e cosi ci accordiamo.  Al momento sono sodisfatto... poi pero devo ammettere che la cosa mi dara un po'di delusione... avrei voluto pasare anche questo tratto da solo... mi sembrava una piccola sfida. Invece cosi la sfida l'ho saltata, mi sono "'adagiato"' alla sicureza di unáltra persona. Mi sono di fatto precluso la posibilita di gioire pienamente al mio arrivo! una serie di circostanze mi hano fatto cedere alla tentazione... ok... anche da questo "'errore"' imparo qualche cosa... Ho scritto troppo forse?... mah, adeso vado al mare!

ma prima volevo fare i miei complimenti al grandisimo Seba: grande, grande, grande!!!! nulla da agiungere... solo molta curiosita! Spero di vederti presto per avere tutti i tuoi racconti!

E poi un grande in bocca al lupo a Mauri!!!!

Ciao a tutti!!!

Giac. 

Ps. Le foto le ho sulla Canon... la compattina mi ha abbandonato sul piu bello! appena torno vi giro le foto della foresta ormai manca una settimana.  

Ps2... la tastiera e rotta e saltano quasi tutte le doppie!

 

 

09 marzo 2010 23.45

 Tu su spiagge assolate, circondato da vegetazione lussureggiante, noci di cocco da cui dissetarti e acque limpide..   

Io a milano.    c'è una sola cosa che forse potresti per un attimo invidiarmi: questa sera sono andata a correre sotto la nevicata! è stato bellissimo!!   ..te l'ho dedicata :) 

 bacio      giugi

 

09 marzo 2010 12.40

Ciao Giacomo!  Vedo che tutto procede alla grande e sono molto contento per te!

Ci vediamo quanto torni cosi mi racconti bene tutti i dettagli!

Un abbraccio

Giovanni

 

09 marzo 2010 09.38 

Manca poco ormai!!Pensavamo saresti tornato con la primavera e invece qui c'e' un freddo polare!Stamattina alle 7 davano -4 gradi....preparati!!!!!!!!!!

Un bacione

Carlotta Stefano Gina Emma che non vedono l'ora di fare un bel giro al parco con te....anche tu aspetti con ansia quel momento vero????????????

 


Salve, ma dov'eri sparito ? Era un po' che non arricchivi il tuo diario telematico! Non ci avevi detto proprio tutto nella posta personale: forse meglio cosi', quando la mamma leggerà la tua ultima nota sull'attraversamento della foresta, sono sicuro, farà una corsa all' agenzia viaggi sotto casa per prenotare una settimana al villaggio, non il primo, il secondo, quello un po' più nascosto....Bene bene, anche questa volta avrai un sacco di cose da raccontarci, e noi ad ascoltare con le narici aperte come per percepire i profumi dei tuoi racconti....Non avendo il cellulare tuo,Giulia, tanti auguri   per il tuo compleanno ( un po' per vie traverse , come vedi)!  A te, Giacomo,

un salutone e un abbraccio papà 

Ciao!  Come stanno andando gli ultimi giorni???Anche questa volta ti sei fatto una bella esperienza...sei contento di tornare?Martedi sera ti aspetto a cena con la Giulia per i racconti..o mercoledi se sei troppo stanco!  Un bacione      Ti aspettiamo      Carlotta Ste e le nipotine pelose

 Caro Giacomo...in fine di avventura a quel che vedo, ma ecco che mi aggiungo pure io alla lunga serie di persone che da lontano ti seguono e ti pensano. Leggerti è un piacere. Dai la possibilità anche a noi di staccarci un po' dalla nostra realtà e viaggiare un po' al tuo fianco, guardare il mondo con i tuoi occhi e viverlo con le tue parole.Chissà...se un giorno scegli di fare un viaggio costeggiando ti potrei sempre seguire a nuoto! Magari in posti senza troppi squali...sai com'è...  ;-)   Un grande abbraccio e goditi gli ultimi giorni lì!Maria

 Bello mio,

Goda il mare, la miscela delle ombre poco profonde ed il sole! È una ricompensa dopo il viaggio lungo.

 Se paragoni questa esperienza a Madagascar - che cosa è la differenza più grande nelle tuoi emozioni e pensieri?

 Hugs from Africa.  B & D


 

13° REPORT DI GIACOMO

13 marzo 2010 14.11 

La doccia non lava via tutto

 Eccomi tornato a Phnom Penh!una giornata stupenda si sta chiudendo... direi un viaggio stupendo!questa mattina alle sette e mezza sono stato nel locale sotto alla

guest house per fare colazione: la solita zuppa di noodles! Serenissimo monto in sella alla mia bici e procedo lungo la strada  asfaltata che conduce a Takeo. Oggi e una giornata speciale... devo trovare la famiglia, persona, bambino a cui dare la mia bicicletta! e gia... non la porto via questa bici. Lídea era quella di, una volta terminato il mio viaggio, regalarla a qualcuno. Ma a chi? Continuo a pedalare sereno e leggero. Davanti ai miei occhi due biciclette di due contadine che si recano al mercato (credo) con le mercanzie sul portapacchi. Interessante penso! le seguo... sorpasso la prima e mi accodo alla seconda. Dopo poco svolta e imbocca una stradina sterrata che srotola fra le campagne. Perfetto! contibnuo a seguirla ma, prima che prenda paura, la affianco e cerco di stringere un contatto. Purtroppo non parla una parloa di inglese... la seguo ancora un po ma non rieasco a comunicare (lei sorride sempre ma non riesco a farmi capire). Ok... nulla da fare. Pero sono nel bel mezzo della campagna cosi mari posso trovare altre ispirazioni. Mi fermo per guardarmi attorno mentre una raggazza, semkpre in sella ad una bici, mi viene incontro. La saluto con un cenno della mano. Lei si ferma poco dopo e mi fa un bel sorriso! da questa parti sono sempre gentili... ok... non parla inglese ma riesco a capire che casa sua si trova poco distante. DCerco di spiegarmi e lei mi dice che posso seguirla. Ci siamo! ent,ro nel cortile dove un bambino di due o tre anni le corre incontro. Poi arriva il marito, anche lui gentilissimo. A gesti faccio capire loro che la bicicletta e loro! smonto il mio bagaglio, tolgo il borsellino dal manubrio menrte loro, un po increduli, stanno la guardarmi. Poi realizzano e fra grossi sorrisi mi salutano e mi ringraziano. Prendono anche il secon,do figlio piu piccolo e me lo fanno conoscere. Facciamo qualche foto ricordo insieme mentre il primo bambino gioca con una camera dária. Mi chiedono il numero di telefono e il nome. Poi saluto e fra grossi sorrisi accetto un passaggio da un loro amico su di un motorino al villaggio piu vicino. Sono contento, mi sento bene e non ho voglia di prendere subito un mezzo... mi incammino... a piedi vado avanti 1 ora circa. Poi cerco un passaggio! dopo un po di tentativi a vuoto mi faccio caricare da un trattore che trasporta grossi blocchi di ghiaccio con a bordo solo due contadini. Al primo paese mi scaricano. (con me ho solo 2 dollari e cinquanta e non voglio cambiare 100 dollari che non mi servono... cosi cerco di andare il piu avanti possibile con mezzi di fortuna fino a quando non saro troppo lontano da Phnom Penh che adesso dista 140 km). Continuo a piedi fino a quando vengo raccattato da carretto tr ainato da un mulo... al primo paese devo scendere perche lui svolta li... avanzo ancora a piedi! e via... diversi tentativi a vuoto ed ecco un motorino che rimorchia un carro stracarico di merci. Mi prende a bordo e mi fa salire su8l retro in mezzo alle merci e un altro ragazzo del posto! facciamo pochi chilometri e... nell'attraversare un ponte... chi passa per primo? ci tocchiamo con una macchina! tutti a terra...! arriva la polizia, discussioni, gente che si accalca dalle vicine campagne... passa il tempo... finalmente si accoredano, si riparte! dopo qualche chilometro entriamo in  un paese e... Buuuummmm! scoppia un pneumatico!... ma temo di essere io a portare nera! ad ogni modo lui si ferma qua. Io mi incammino nuovamente! il solo picchia cosi decido di spendere quello che posso in una vbottiglia di acqua. Mentre sono li seduto allómbra vedo arrivare un furgone... lo fermo e gli chiedo quanto vuole per portarmia P.P. (andava li casualmente)... mi cghiede 5 dollari... non li ho. Ne ho due! ok, fa nulla sali a bordo! cosi, allínterno di un furgone maladato e lentissimo torno qui! Mentre a piedi cerco un posto dove dormire arriva una chiamata: e il fratello della ragazza di questa mattina, quella della bici! parla inglese  e voleva ringraziarmi da parte di sua sorella per oggi! mi dice di tornare a trovarli il prossimo anno... 

Ho sempre questa sensazione quando concludo un viaggio... esco dalla doccia convinto che non tutto quello che si era appiccicato a me se ne sia andato via con il getto dácqua... no, mi pare sempre che qualche cosa rimanga attaccato! 

che dire... come sempre, grazie a tutti!

Ciao fratello vagabondo!!
Anche questa volta e' finita...!E come l'altra volta la mia ultima email di saluti...e' sempre bello ed emozionante leggere i tuoi racconti....ti auguro di riuscire sempre a realizzare tutti i tuoi sogni!!   A domani sera!!!!!
Un bacione   Carlotta Stefano Gina Emma

 

 

 

 

 

 


in questa pagina altri report (vedi sotto):

 "3000 Km in Madagascar", "Gran meraviglia e viaggio! 5500km fra casa e la Turchia".



 


 


 

3000 Km in Madagascar (del Naturaider Giacomo avventura precedente > Turchia in moto)

Chi desidera mandare dei saluti e incoraggiamenti a Giacomo lo può fare  inviando a maur.doro@tiscali.it


La sua pothogalley


 Un abbraccio pieno di avventura a tutti i Naturaider e ciao a tutti Giacomo


PROGETTO

 

Ciao Maurizio,

ormai ci siamo, la febbre sale.

dopo mesi di pensieri eccoci finalmente e l'avventura può cominciare!

il 9 settembre alle 6.55 del mattino prenderò il volo per il Madagascar.

Mi trovo a Milano per sistemare il bagaglio, preparare la bici e tutto il necessario per pedalare per 50 giorni in solitaria per le terre di questa bellissima Isola.

In realtà dopo i primi 3/4 giorni di bici e circa 300 km percorsi mi troverò con il Naturaider Sebastiano (del Naturaid Team Impossible)

Insieme dovremmo pedalare per circa una settimana verso ovest. Dal paesino di Ambositra punteremo verso la costa occidentale... dove ci attendono Baobab millenari! saranno giorni memorabili.

Da qui io seguirò la costa "rotolando verso sud", passerò piste sabbiose e poco battute fino a ritrovarmi dalle parti di Cap Sainte Marie: la punta più a sud dell'isola. Da qui proseguirò verso est per poi risalire a nord fino a ritornare ad Antananarivo. Il cerchio dovrebbe chiudersi dopo aver percorso circa 3000 km. Ho fatto un programma di massima... ma come sempre voglio che il caso sia mio compagno di viaggio e sarà lui ad avere la parola decisiva sul percorso da prendere. Farò i conti con imprevisti, incontri, stanchezza quindi si vedrà il 28 ottobre, data del mio rientro, cosa ne sarà stato dei miei propositi.

Cercherò di mantenere il più possibile i contatti!

 

 

 

 

 

 

ps. in allegato una cartina con il percorso indicativo e tre foto prese da internet per mostrare un po' l'ambiente (vedi tu se metterle perché ovviamente non sono mie!)



 

 

Un abbraccio e grazie! Giacomo (avventura precedente > Turchia in moto)


09/09/2009 06.55  Giacomo è partito per l'avventura

 

Bene è arrivato il momento, sono contento!

Maurizio te lo saluto sicuramentein nostro Seba! l'ho sentito prima e il tempo è buono: fresco al mattino ma se c'è il sole scalda bene... avrò 12 ore di luce e nei primi 300 km un po' di salite per percorrere l'altipiano. Ma mi sento pronto a tutto ormai...
ciao!!!! Giacomo.
P.s. questa mattina toccavo il cielo con un dito!

Chi desidera mandare dei saluti e incoraggiamenti a Giacomo lo può fare  inviando a maur.doro@tiscali.it

SALUTI A GIACOMO

09/09/2009 11.12

Bene, Giacomo , sei in volo! Che periodo splendido che hai davanti, hai fatto una scelta forse difficile, ma certamente positiva e che ti arricchirà moltissimo. Bolivia, India e adesso Madagascar.... Tutto perchè alle 6 di una mattina di maggio del 2002 ho ritrovato durante la randonnèe di Gambettola il carissimo Maurizio, che avevo conosciuto alla Marathone des Sables del 1998. Poi è stato Marocco e tutto il resto. Quindi grazie a Maurizio, che saluto con tanto affetto. A te un grandissimo in bocca al lupo e attento....forse sono imbucato in qualche tasca delle tue sacche!!!!! Un bacio papà


10:09 2009

1° COLLEGAMENTO TELEFONICO:

Giacomo è arrivato alla capitale del Madagascar, Antananarivo. Ha trovato alloggio in un albergo vicino all'areoporto. Una sorpresa lo attendeva:il Naturaider Sebastiano lo attendeva in areoporto. E' stato un bel momento per entrambi e il loro abbraccio ha creato una grande emozione.

Sebastiano è poi tornato al lavoro alla Missione dove sono ospiti bambini orfani e ammalati. Grande esperienza di vita per lui.

Giacomo ha preparato la bici e dice che è veramente carica e pesante, domani comincerà la sua avventura verso sud.

Lo Staff Naturaid ti augura buona fortuna e buona avventura

10/09/2009 15.53 Ciao Maurizio!
ti scrivo da un "cyber cafe" nel centro di Antananarivo! finalmente sono arrivato! Altro che viaggio in solitaria! ieri dopo una lunga coda per ottenere il visto, la bici e il bagaglio ero già in compagnia di Seba davanti a due birre gelate! lui era già in città e ha deciso di fermarsi anche la notte per darmi il ben venuto! come inizio non c'è male...
Oggi, dopo aver sistemato la bici, siamo venuti a visitare la capitale e le sue vie polverose... bambini scalzi, polli, taxi, baracchini ambulanti, mercati!
domani mattina vorrei partire presto e cominciare a far scorrere della strada sotto alle mie ruote.
per ora un caro saluto e al prossimo "cyber cafe"!

ciao! Giacomo


SALUTI A GIACOMO

Ciao!!Sei arrivato!!!Che bell'avventura che hai davanti!!!Io sono in farmacia e ti immagino tutto pronto per la prima giornata di viaggio!Quanto hai desiderato farlo?????Alla fine ci sei riuscito!!In bocca al lupo!
Un bacione
Carlotta Stefano Gina Emma (stamattina erano ancora sotto le coperte quando sono uscita....)

Ciao!!A che punto sarai oggi pomeriggio???Qui Milano corre come al solito...come non ti piace piu' tanto!Ho scritto anche stamattina ma mi sa che ho sbagliato indirizzo e l'email non e' andata a buon fine...sono molto tecnologica!!Comunque,ne approfitto di un momento di calma per scriverti in bocca al lupo!!Buon divertimento e buon viaggio...in tutti i sensi...fisico e psicologico perche' quest'avventura sara' anche,se non del tutto,un viaggio con te stesso.Sara' una bellissima esperienza!

Bacioni
Carlotta Stefano e le 2 BASSOTTE
PS secondo me il papa' e la mamma non vedono l'ora che torni....
ciao!vado che entra gente...inizio ad invidiarti!!!!!!!  

 

 

Ciao bello mio,

Un abbraccio grosso da noi due – Goda, rimanga sicuro, divertiti e sai che sei sempre nel nostri cuori!

Blanche & Dacha

 

 

 

La sera prima della partenza!

Carlotta

 

 

 

 

 

 

 

11/09/2009 18.17

Ciao Giacomin!
Ho visto che sei arrivato a destinazione sano e salvo assieme al bagaglio (ed alla bici), hai trovato il tuo amico, hai visitato Antananarivo e sei pronto per partire (anzi, credo tu abbia iniziato a pedalare già da stamattina).
Martedì a pranzo, prima della tua partenza, mentre mi parlavi del tuo viaggio con grande entusiasmo, devo ammettere che ti ho molto invidiato (e ti invidio tutt'ora...)!
Beh, che dire in più... goditela al massimo.
Buon viaggio ed in bocca al lupo! Giovanni V.


08:00 10-11-2009

2° COLLEGAMENTO TELEFONICO:

Abbiamo sentito Giacomo per telefono, la sua voce era quella gioiosa del bambino curioso che ha tante cose da scoprire e da assaporare. Oramai sta pedalando da alcuni giorni e ha gia percorso 95 km il primo giorno e 100 il secondo giorno, oggi probabilmente percorrerà altri 100 km per arrivare alla missione che ospita i bambini orfani e dove lavora il Naturaider Sebastiano.

Giacomo ci dice che dopo le prime ore di pedalata per entrare in sintonia con l'ambiente e capirne le reazioni della bici al carico, la pedalata è leggera e la condizione molto buona, come si dice "le gambe girano bene".

Sta pedalando con la sua MTB su piste di terra-argilla battuta dal colore, tipico di quella zona, rosso arancio, a volte polverose quando passa qualche camionetta di lavoratori, ma sono molto rare. Anche le abitazioni dei piccoli villaggi che incontra lungo la pista sono costruite con lo stesso materiale del posto e il colore rosso con i tetti di paglia le confonde con l'ambiente, la gente è cordiale e curiosa.

Giacomo ha con se materiale per essere completamente autonomo, compreso filtro per l'acqua e tenda. Ma ieri ha trovato un piccolo alberghetto e con 6 euro ha dormito e mangiato.

Giacomo saluta tutti gli amici e manda un bacio alle amiche che lo seguono.

Aspettiamo il suo prossimo collegamento. Buon proseguimento


Chi desidera mandare dei saluti e incoraggiamenti a Giacomo lo può fare  inviando a maur.doro@tiscali.it

13-11-2009

3° COLLEGAMENTO (dalla Naturaider Ausilia)

Ciao Mauri, oggi mi ha scritto verso le 15 italiane Seba felicissimo che stava brindando al Naturaider Giacomo appena arrivato nella cittadina di Ambositra. Era partito l'11 mattina dalla capitale, dopo aver trascorso la giornata precedente in compagnia di Seba che si era recato là ad accoglierlo al suo arrivo in Madagascar....quando l'ha visto partire Seba mi ha detto che gli tremavano davvero le gambe per l'emozione...i km che separano la capitale da Ambositra sono più di 300 su strada molto sconnessa mi ha scritto Seba...ed oggi è arrivato lì...stasera sarà ospite nella "casa di Giovanna" che è il posto dove Seba sta prestando il suo servizio di volontariato per aiutare Giovanna Varisco, coraggiosissima ragazza di Mestre che grazie alla sua volontà ha fatto costruire una casa famiglia che ospita bimbi orfani o figli di carcerati... quando ho novità te le scrivo anche se Giacomo mi ha detto che farà il possibile per inviartene..
credo comungue Seba abbia poi deciso di non interrompere il suo servizio di aiuto perchè dice di essere sceso là con quello scopo e credo che Giacomo riparta da solo.


SALUTI A GIACOMO

14/09/2009 9.12

Carissimo Giacomo, sei arrivato da Sebastiano! Mi pare che tu avessi previsto di arrivarci in tre/quattro giorni, sei stato puntualissimo: tre giorni, quindi tutto bene: la bici ti asseconda e l' allenamento salta fuori: come sempre chi dà prima o poi riceve!!! Cerco di immaginare l' ambiente che ti gira attorno, la Missione con i bambini: me li vedo festanti e incuriositi da questo ragazzo in bici, bello carico di bagagli, con un sorriso grande cosi': sono sicuro che anche questo possa servire loro a far diventare una giornata normale, una giornata speciale! Ed è già qualcosa....Oggi dunque riposo, domani riparti senza Seba? Sempre in gamba, mi raccomando. Un bacio papà e mamma

 
14/09/2009 9.33

Ciao fratello!

Ho sentito che sei arrivato sano e salvo da Seba! Sei stanco?? Sara' molto bello anche vedere la missione dove presta aiuto...che bravo! Com'e' li? Noi stiamo tutti bene oggi piove e fa freddino...sembra proprio arrivato l'autunno....stasera sono a cena fuori con lo zio mario e la zia gigi che ti salutano.
Un bacione!!
Carlotta e le nanette

14/09/2009 15.11

4° COLLEGAMENTO CON GIACOMO

Ciao Maurizio!!

Finalmente posso scrivere una mail!

mi trovo ad Ambositra e sono in ottima compagnia... ieri l'arrivo è stato molto emozionante! dopo 100 km ho trovato Giovanna festante correre giù dalle scale per abbracciarmi come se fossimo grandi vecchi amici! é stato un bel "premio" e la sua spontaneità una magnifica sorpresa! Anche Seba mi é poi corso incontro con la sua solita gioia... grazie!

questi tre giorni sono andati molto bene e non ho avuto problemi. la gente è molto sorridente e curiosa. lungo le strade non sono mai solo e spesso vengo superato da biciclette cariche di merci, galline, persone... il percorso è caratterizzato da coltivazioni di riso e dolci colline. il colore della terra e delle case (che sono veramente caratteristiche... più alte che larghe con i tetti di paglia secca) è di un arancio intenso e stupendo. questa "strana" forma mi dicono é dovuta a questioni di sicurezza... bande di nomadi storicamente fanno furti di zebu e le popolazioni per difendersi vivono al secondo piano (collegato al primo da una scaletta "mobile") mentre al piano terra rimangono solo pochi utensili.

in queste notti ho dormito in piccole pensioni dove ero l'unico ospite! non ho visto altri "vazaha"... in questo modo i malgasci apostrofano gli stranieri "bianchi".

Ieri era domenica ed é stata una sorpresa vedere famiglie intere vestire l'abito della festa per recarsi alla messa! sono poveri e vedere come cercano di curarsi per l'occasione mi ha stupito.

oggi abbiamo accompagnato Elis, un ragazzo che aiuta Giovanna, alla ricerca di 6 bambini che forse verranno ospitati nella casa. La loro madre non se ne potrà occupare più. Abbiamo passato paesini sperduti con una renolt 4 "inarrestabile"... percorrendo sterrati veramente sconnessi! abbiamo trovato i bambini ma non la madre... domani continueranno la ricerca.

Io invece torno verso nord coun un pulmino locale per 100 km circa ripercorrendo la strada fatta ieri al contrario. purtroppo la strada che avrei voluto fare é considerata pericolosa per via dei nomadi/banditi quindi ho dovuto studiare un'alternativa sicura. trovata! sempre verso ovest una strada mi condurrà verso la costa fino al paese di Miandrivazo da dove con una piroga scenderò lungo il fiume tzibirihina fino alla costa (per tre giorni). da li devo percorrere strade secondarie dove spero di trovare da dormire dai locali nelle loro case (non ci sono strutture turistiche)... prima devo prendere delle informazioni al villaggio di Morondava da dove dovrei riuscire a scrivere nuovamente!

 un abbraccio a tutti vi penso anche io!!!! Giacomo

perdonate la scrittura ma sulla tastiera i tasti sono invertiti e mancano degli accenti!


SALUTI A GIACOMO

14/09/2009 20.12

Bene, bene, mi sembra che qualcuno se la stia spassando laggiù, non faccio altro che leggere di brindisi, baci e abbracci.. ;)

ma da domani si cambia registro mi pare, basta con le comodità, comincia l'avventura vera!

Affronterai lemuri mannari e patirai la terribile carenza di birra ghiacciata, ma cos'è tutto questo rispetto ad SKY?!?

Nei momenti difficili pensa a noi qua chiusi in ufficio (magari nel pieno di un brief alle 02:00 del mattino), e vedrai che ti sentirai subito meglio!!!

GODITELA, GODITELA GODITELA!!!

...e -come suggerisce Sharon- fai tante foto al cibo!

baci e saluti da tutti :) giugi

p.s. ogni tanto ho un po' la sensazione di essere laggiù con te anch'io.. dici che mi devo preoccupare?

 


5° COLLEGAMENTO CON GIACOMO

 

 

 

I Naturaider Giacomo e Sebastiano su una camionetta.

 

 

 

 

15/09/2009 7.47 Mauri!
sono in attesa di prendere il pulmino vero ora di pranzo cosi provo a rimandarti le foto (ti mando più mail la connessione è lentissima) e per fare un giro per il paese e per le sue vie! amo mescolarmi alla vita della gente locale e vedere che magari farli ridere pêrchè sono uno dei pochi stranieri che vedono... viaggiare, viaggiare e viaggiare!!!!

 

 

un abbraccio a tutti!!! Giacomo


SALUTI A GIACOMO

15/09/2009 9.26

Ciao!

Mi pare che ti stia invidiando un po' di gente....lo zio mario ieri sera continuava a dire:beato giacomo beato giacomo come lo invidio...!!!In effetti.....di la verita' che preferiresti essere in ufficio alle prese con SKY!!!
Un bacione Carlotta Stefano e le bimbette

15/09/2009 14.28

Un saluto particolare a Giacomo !!!!
non ti conosco di persona, ma ti seguo dal sito di Mauri,buon proseguimento della tua avventura in Madagascar
ciao, Pino

 

15/09/2009 16.43

Ciao Giacomo!!!

oggi ti ho visto per la prima volta, grande!
E´ come se fossi lí anch'io...Siiii!!, Viaggiare, viaggiare, viaggiare!!!!!
É vero che sembra che niente accada per caso anche senza pianificare nulla? Che ogni incontro, letto dove dormi, tempo che incontri, tetto che ti ripara non potesse che essere quello? Che tutto si sistema sempre anche se arriva la sera e ancora non sai dove dormire? Saluta i Madascaresi(?) anche da parte mia e continua a farli ridere anche parlando di me.
Un bacione Zio Renato

15/09/2009 17.52

Ciao Maurizio
sono Davide, che assieme a Giulia e Giacomo si è girato in bici le Azzorre.
Ti scrivo perchè mi piacerebbe lasciare un messaggio a Nello (giac) sul sito
"Ciao Nello, mi fa piacere sapere che tocchi il cielo con un dito mentre SKY non ti tocca più ;-) qua facciamo il tifo per te, io continuo gli allenamenti e ti prenoto per il prossimo raid ...rotolando verso sud ovviamente.
un abbraccio Ago" grazie mille Davide

 


16/09/2009 7.54
 

Ciao Giacomo, leggo le tue impressioni sulla Missione della Giovanna: deve essere una persona meravigliosa, forse ci sentiamo un po' più inutili sapendo quello che riesce a dare a quei bambini! Un saluto a te, Giovanna, e a Seba: bravi bravi!!! Ora che li hai lasciati forse ti senti più solo, forse il tuo viaggio incomincia proprio adesso. Ma poi tanto solo non sei, vedo che cyberneticamente parlando sei in ottima e numerosa compagnia, benone! Un abbraccio e fa' sorridere i bambini che incontri, ciao. Papà 
 

16/09/2009 9.02

Ciao fratello!

Hai un sacco di ammiratori...!!!!Ti pensano tutti!Pensa quando tornerai....dovrai assumere una segretaria per fissarti tutti gli appuntamenti!E io mi dovro' prendere 3 giorni di ferie per vedere tutte le foto!Sono curiosa soprattutto di vedere i bambini della missione...poverini...credo che venga voglia di portarli via tutti!
Buona giornata e stai sempre attento!!
Bacioni
Carlotta Stefano Gina Emma
ps va beh aggiungiamo anche mamma e papa'.....baci

16/09/2009 11.22

Ciao Giacomo,

ho letto il tuo intervento sul sito di....Maurizio?, non mi ricordo il  nome, ma insomma hai capito.
Che bello deve essere girare cosi in bici e non sai quanto ti appoggi e sia contenta per te. Hai contatto con i locali? Come sono, aperti, disponibili? E le strade? fattibili o piuttosto piste che nella stagione delle piogge diventano fiumi? Ma li adesso non é stagione delle piogge, giusto?
Io sono qui che lotto con il tedesco, che da interpretare é bestiale. Stai molto meglio tu di me!
Un bacione, stammi in forma, goditi questo bellissimo viaggio e non avere fretta di tornare!
Zia Adele

 

 

16/09/2009 11.35

Ciao bello, Sono felice perche tutto va bene! Goditela per tutti noi! Come va con il cibo? Hai provato:

Lasopy (minestra)

Akoho misy sakamalao (pollo)

Romazava (stew)

Hunawukalogie (pesci)

Un abbraccio! Dacha

 

16/09/2009 19.35

Ciao Jack,

dopo tante avventure in compagnia "sei veramente pronto" per questa esperienza in solitaria.

Sono con te con il pensiero e triangolo con il tuo vecchio per avere sempre tue notizie fresche fresche.

buon cammino!! baci franca


17/09/2009 9.07

Ciao!

Ieri sera ho sentito che eri in una bellissima locanda...un po' spartana e senza elettricita'!!Il vero viaggio e' appena cominciato!I posti pero' mi sembrano bellissimi e la gente molto sorridente e ospitale...tu stai sempre attento pero'!Noi ti pensiamo tutti!!!
Un bacione Carlotta
 

6° COLLEGAMENTO CON GIACOMO 20:37 17-09-2009

L'avventura continua per il nostro Naturaider Giacomo, e si fa sempre più entusiasmante e selvaggia. Giacomo si sta portando verso nuovi limiti, nuovi orizzonti, una avventura alla scoperta del mondo e di se stesso. Si sente forte e protetto, è solo in questo momento, una solitudine ricercata, sa che le persone e gli amici a casa sono con lui e lo seguono gli da grande energia e aiuto. Oggi ha percorso 123 km, in un continuare di salite e discese per i valloni del gigantesco altipiano. Una giornata veramente estrema, 10h30 per percorrere questi 123 km a 40° e nessuna possibilità di un riparo all'ombra. Caldo e polvere gli unici compagni per arrivare a Mandrivazo. Domani con l'aiuto di una guida locale su di una piroga scenderà per 3 giorni il fiume Tsirbihina fino a Belo Tsirbihina.

Buona fortuna, aspettiamo tue notizie. E come sempre, attenzione, "LA VITA E' UN'AVVENTURA"


SALUTI A GIACOMO

caro maurizio sono angelo sto abbastanza bene ed il prossimo anno vorrei fare qualcosa per il momento ho imparato dal grande maestro ad avere contatti con giacomo, io sono stato 2 volte im madagascar con i missionari salesiani e capuccini ti invio e-mail di risposta di don serge al quale avevo chiesto il numero di telefono per farlo avere a giacomo  Chers amis et collaborateurs pour le Projet NOSY FALY,

questo è il numero telefonico del missionario cappucino che devo dare a giacomo per qualunque evenienza può telefonare
grazie angelo bortoli

00 261 32 44 55 795 Don Serge

17/09/2009 22.53

Ciao Giacomo,
anche la discesa del fiume in piroga con la guida locale!!
Mi raccomando, se incontri un signore inglese vestito di kaki, con il cappello da esploratore, devi dire "Doctor Livingstone, I suppose."
Tutto bene l'avventura? Hai giá avuto occasione di ricollaudare la tenuta della tenda alla pioggia, dopo il collaudo di Luglio?  Mah, ci penserá il Regista, quello col basco, di The Truman show, ..."vai con la pioggia" oppure "avanti l'autoctono con l'ospitalitá per la notte".
Tu mettici del tuo con un po' di prudenza.
Occhio ai nomadi, zio Renato

17/09/2009 23.46

Ciao fratello!

Ti ha scritto anche angelo!!!!!! Mi hai pensata ieri sera quando hai visto il bagno pieno di scarafaggi....'????
Buona notte Carlotta e tope
 

17/09/2009 23.50

Ciao Giacomino!
Ti sto seguendo con molto entusiasmo ed invidia soprattutto...!!Cosa ti devo dire...nulla....la cosa piu' bella e' che ci stai trasmettendo la tua avventura rendendoci partecipi come se fossimo li' con te.VAI AVANTI!!!Non mollare!!!
Con affetto Stefano 

18/09/2009 7.59

Carissimo Giacomo, vedo che non ti manca il supporto morale: ma siamo mica a "C'è posta per te" per caso? Angelo ti ha mandato il n. di tel. dei missionari che lui conosce bene: nno si sa mai, dovessi averne bisogno, hai un punto di appoggio, oltre la Giovanna.A proposito, ti ho detto che Gilberto la conosce? Com' è piccolo il mondo: mi ha detto che è fantastica! Sempre in gamba, un abbraccio papà

18/09/2009 11.15

Ciao Giacomo,
non ci conosciamo, o meglio ti ho visto su un video del Naturaid in Marocco di Maurizio.
Bellissima avventura, ti auguro giorni indimenticabili, e pieni di ogni bene.
Ti seguiamo in tanti con entusiasmo!!
Ciao Massimo (BS)
http://www.dinobosigroup.com

18/09/2009 12.21

Nessuno parte da solo

Ciao Maurizio
dopo quasi due mesi di meraviglioso Madagascar credo che nella bandiera di questo paese ci possa stare benissimo il simbolo di un bambino in bicicletta. E' forse il mezzo più diffuso per spostamenti locali dopo i nostri preziosi piedi.
Che emozione accogliere l'alfiere Giacomo qui con la sua bicicletta ed il suo carico di entusiasmo.
Dal progetto iniziale di pedalare qualche giorno con lui ho scelto di rimanere nella casa del sole di Giovanna e i suoi bambini.
Dedicare del tempo per un esperienza di volontariato mi sta donando molto più di quello che riusciro' mai a dare a questi bambini e dai raggi di un enorme sole dipinto nella facciata della casa gialla a tre piani di Giovanna voglio dare a Giacomo una spinta fatta di coraggio speranza debolezze e fiducia nelle persone che incontrera':
fermati guarda e ascolta questa gente
viaggia per amore del viaggio ascolta i tuoi bisogni e riempi il tuo tempo di sensazioni
Non sara' facile al rientro testimoniare le nostre esperienze di vita ma dobbiamo farlo per cercare di orientare gli sguardi lontano dai nostri letti di piume.
Un abbraccio forte a te Naturaider valoroso a tutti gli amici e parenti che ti seguono e a Maurizio che ci ha preso per mano e ci ha dato il mezzo per colorare la tela della nostra vita. Seba

 

18/09/2009 14.03

Carissimo Seba, sono Giuseppe, il papà di Giacomo; voglio ringraziarti per l' accoglienza che hai voluto dare a Giacomo, assieme alla Giovanna. E volevo ringraziarvi per quello che fate, e dirvi che deve essere stupendo vivere i vostri giorni con i bambini che aiutate: ti credo intimamente quando dici di ricevere molto di più di quello che che dai loro. Di' alla Giovanna che ieri ho parlato di voi con Gilberto Sartorato che mi ha detto che la conosce benissimo: mi ha fatto una descrizione piena di stima per lei. Grazie ancora di tutto e vi auguro ogni strameritato bene.

Un abbraccio Giuseppe

18/09/2009 17.53

 

Ciao!Che bello quello che ha scritto Seba!anche tu tornerai con un bagaglio di esperienze in piu' e sara' di sicuro difficile riprendere la vita normale...HAI FATTO BENE a partire!!!Noi stiamo tutti bene,la mamma e' presissima per l'apertura del suo nuovo studio...ti racconteremo i vari dettagli!
Bacioni Carlotta
ps da farmacista ti ricordo il malarone!!!!!!

18/09/2009 23.05

Ciao Nello, ho letto tutti i messaggi raccolti nel sito di Maurizio e mi sembra che in tanti ti vogliono bene. Anche io sono un tuo grande ammiratore, vecchio compagno di lavori/sole in Lumen. Percepisco che questa esperienza sia veramente forte e forse da qui non si possa capire fino in fondo. Già sentire le storie di Seba e Giovanna mi danno la prospettiva di qualche cosa di veramente profondo e totalmente distante da quello che è la vita che noi quotidianamente portiamo avanti nelle nostre città. Approfitta totalmente di questa esperienza perchè sicuramente la tua vita non potrà più essere la stessa. Credo che quando si aprono nuovi orizzonti di questa portata il modo di concepire il vivere stesso non possa che esserne sconvolto radicalmente.
Un abbraccio forte forte e un grossissimo in bocca al lupo.
Sappi che ti sono vicino. tuo Jack
PS Mi raccomando non dimenticarti della Gelateria. Ci conto!


19/09/2009 20.06

Ciao viaggiatore!

Come stai?Oggi non abbiamo ricevuto nessuna tua notizia,il papa' mi ha detto che ieri sera l'avevi avvertito che non saresti stato raggingibile per un paio di giorni...e' sabato e fa ancora caldo!Ti salutiamo tutti,dovrebbe scriverti anche la lorenza,ma sai com'e'....!!!!

Buona notte Carlotta ginella emmuccia


21/09/2009 8.50

da venezia .........gli ziiiiiiiiii caro Giacomo......complimenti.......abbiamo visto le prime foto! BEATO TEEEEEEEE che stai facendo quello che vuoi

un abbraccio divertiti gb  e mario
 

21/09/2009 9.08

Carissimo Giacomo, hai incontrato Mr. Livingstone durante la discesa verso il Canale di Mozambico? Immagino tu abbia gli occhi pieni di meraviglie della natura, certo che Milano....Ti salutano Vladi e Gilberto: hanno detto che ormai sei peggio di me! I recuperi sono buoni? Beh, la discesa dovrebbe esserti servita anche a questo; fra poco griderai: thalassa, thalassa!!! ( mare,mare!!) UN forte abbraccio dal papà e dalla mamma.

21/09/2009 15.29

Ciao!Com'e' andato il giro sul fiume???Come puoi vedere i tuoi fans aumentano ogni giorno!Al tuo ritorno troverai tutti in lacrime stile Maria De Filippi.......!!!

Un bacione Carlotta

21/09/2009 16.58

Bravoooooooo Giacomin!!!!!!!
Mi sono ricordato che potevo raggiungerti anche in Madagascar dopo il ns caffettino di Venezia prima che tu partissi!!!
Pare che non te la stia passando male...pedala mi raccomando e mangia tutta la strada che le tue gambe avranno la forza di farti percorrere! E' quello che desideri!
non vedo l'ora di avere i tuoi racconti davanti ad una buona birra!
tieni duro!!!! W Zeeeburg
un grande abbraccio Toni


7° COLLEGAMENTO CON GIACOMO    18:10    21-09-2009
Giacomo continua la sua avventura con la MTB, un collegamento molto disturbato, ma le informazioni arrivate dicono di una esperienza molto forte sulle acque torbidissime del fiume Tsirbihina. In canoa, lui, la sua bici e una fidata guida locale consigliata da Giovanna è sceso per 3 giorni tra coccodrilli che si nascondevano subito al loro passaggio. Le soste erano lungo il fiume prima di arrivare al villaggio di Belo Tsirbihina, ma aspettiamo le sue info dettagliate per email. In questo piccolo villaggio finalmente un pasto abbondante e una doccia calda in un piccolo dormitorio. Ora si sta dirigendo verso Morandova. Alla fine della prima tappa è stato sorpreso da una fortissima tempesta di sabbia che gli ha impedito di montare la tenda, si è riparato con le borse della bici creando una sorta di muro e si è rinchiuso nel sacco a pelo. Oggi ha percorso 65 km molto duri su una pista a volte con sabbia molto alta che lo ha spesso costretto a spingere la bici risucchiata dai granelli polverosi, faticando ancor più per l'altissima temperatura che ha raggiunto la punta massima di 45°. E quando si poteva pedalare, il classico ondulè gli faceva vibrare il carico e indolenzire mani e braccia. Probabilmente domani raggiungerà questa grande città di circa 30.000 abitanti sul maestoso canale di Monzambico sull'oceano. Aspettiamo con curiosità la sua emai con i racconti di questi ultimi giorni

Forza Giacomo, raccontaci tutto.


22/09/2009 9.36

Ciao Nello,
Ho appena finito di leggere sul sito di Maurizio i tuoi ultimi aggiornamenti sulla fantastica avventura che stai vivendo, che bello!
E' fantastico perché mi sembra quasi di essere lì con te, sai che ci metto poco a viaggiare con l'immaginazione :)
Anche se non ho mai sperimentato di persona avventure simili sono sicuro da come ne parli e dalle emozioni che riesci a trasmettere che questa darà una svolta alla tua vita, goditela fino in fondo, siamo tutti con te!
E come diceva qualcuno (o qualcosa????, non so, ho rimosso...)
"non smettere di sognare"
Vedi che tutto nella vita ha uno scopo preciso?
Un grosso abbraccio Gian
P.S. Non vedo l'ora di vedere le foto, mi raccomando dacci dentro!

22/09/2009 10.37

Carissimo, ieri ho visitato il sito su Belo Tsirbihina e con la veduta dal satellite, ovviamente molto ingrandita, sono andato a curiosare per le vie del villaggio: chissà dov'era la tua locanda!! Sai, fa molto effetto pensarti a passeggio tra quelle case. Mi dici che fa molto caldo: temo sarà sempre più intenso, là sta per iniziare la primavera....Prossima tappa Morandova? Vuol dire Canale di Mozambico, vuol dire BAGNI in oceano, non male come prospettiva, vero? Un bacione papà e mamma
 

22/09/2009 11.00

Ciao fratello avventuriero!!!proprio come me......!!!!Cosa diceva il nonno Bruno???State a casa..........ieri ti ho visto sul satellite!!!!Io ero stanca dopo 1 ora di spinning........che sorella super sportiva!

Forza!!!! Un bacione Carlotta
 

22/09/2009 18.01

ciao SoloColVento ! hai appena concluso la durissima tappa di oggi, bravo!
notavo, leggendo i tuoi sms, come qualsiasi cosa tu mi scriva, anche la più semplice, sia estremamente poetica... il posto e il viaggio ti stanno ispirando.
ti immagino sorridente, sereno sotto il tuo albero, contento come un bambino di aver consumato il tuo primo pasto in autonomia... :)
quello che serve al tuo corpo l'hai e quello che serve al tuo cuore anche, perché una parte di noi è lì con te: hai ragione di sorridere, sei completo e puro.
buon viaggio giugi

22/09/2009 21.22

Ciao Giacomo,
la cosa che mi colpisce di piú delle tue notizie é il caldo e la mancanza d'ombra. Dev'essere durissima, occhio.
Ti scrivo da emigrante anch'io: mi sono appena fatto un mega piatto di spaghetti nel mio appartamentino a Lipsia: da solo e con la TV che parla tedesco, ma almeno dove c'é Barilla c'é casa! Quí coccodrilli non ce ne sono, peró parlano tedesco.
Buon Cammino zio Renato

23/09/2009 10.00   8° COLLEGAMENTO CON GIACOMO

"Camminando per la strada ho incontrato una viaggiatrice solitaria e curiosa. Senza che la invitassi si é unita a me per la cena. Senza che lo volessi mi ha seguito in camera... per la notte voleva tenermi compagnia. Ma io, l'ho cacciata via... maledetta nostalgia!"

 
Leggendo le vostre mail vi assicuro che mi sono commosso più di una volta. Quando si é soli si é più sensibili e le emozioni si dilatano e diventano palpabili e questo é stupendo! non sapevo come avrei cominciato il mio racconto ma leggendovi l'ho capito... e se quella viaggiatrice "invadente e curiosa" se ne é andata è anche merito della vostra presenza! grazie di cuore a tutti voi che mi fate sentire coccolato.
 

Mi trovo A Morondava sul canale di Mozambico. ieri é stata una giornata eccezionale... Mi sono messo in cammino alle 5.30 del mattino... sapevo mi ci sarebbe voluta tutta la giornata per arrivare qui e percorre i 103 che mi separavano dall'oceano. cosi la sera prima sono andato al mercato di Belo e mi sono accordato con il tizio di una bancarella... già perché Belo si trova sulla riva a nord del fiume Tsiribhina e io dovevo passarlo! (peccato che i traghetti partissero alle 7.30... troppo tardi per me)... cosi ho "barattato" il passaggio su di una barca da un locale!
perfetto! la strada, come il giorno precedente, sarà faticosa. 90 km di pista di sabbia dove ogni due per tre mi areno, come una nave sul fondale del mare, mi inclino e alle volte "cado" dalla sella! il sole picchia e il riverbero sui tratti di sabbia chiara non mi permette di capire dove sia meglio pedalare cosi vado a naso... alle volte ci azzecco, altre no e mi incaglio nuovamente! pero rispetto al giorno precedente si pedala con più regolarità e io non mi innervosisco più ( forse perchè in un certo senso mi ci sto abituando e so che arrabbiarsi comporta solo fatica in più e non mi serve a nulla). poi in un silenzio assoluto interrotto solo dalla voce di un vento piacevolissimo, mi sistemo all'ombra di qualche albero e mi cucino il mio pasto in perfetta
serenità seduto sulla pista polverosa! mi sono proprio divertito a cucinare (io...). riprendo pedalando fra giganteschi baobab posizionati lungo la strada. è veramente stupendo! il verde delle risaie contrasta con il marrone rossiccio dei baobab e della terra mentre due contadine entrano nella scena aggiungendo un tocco di umanità in questo che mi sembra un quadro dipinto da un grande artista!

l'arrivo a Morondava sarà memorabile. Sto bene e non sento la fatica... sto cosi bene che trovo anche il tempo di improvvisare una "gara" con un ragazzo locale anche lui in sella alla sua MTB con un grande sacco di riso sul manubrio! mi sorpassa, io mi accodo. Lo sorpasso facendo finta di nulla e lui si accoda. aumento il ritmo, sempre facendo finta di nulla, e lui non molla... mi risorpassa lanciando una vera e propria volata! a questo punto la sfida è dichiarata e mi lancio all'inseguimento al grido di :" Ale la competition!!!! woooow"... due bambini che giocano! beh, vince lui di misura... si ferma al paesino prima de mio! fra le risate e due grandi sorrisi ci salutiamo... l'arrivo sul canale di Mozambico, dove finisce la strada, con la luce del tardo pomeriggio, dopo una giornata cosi, sarà il mio premio!

Sto vivendo tantissime esperienze e anche la mi bici penso... ne sta facendo di tutte! è stata portata su di una piroga lungo il fiume, caricata su di un carro trainato da zebu, sul tetto di un taxi brousse... mitica!

I giorni passati sul fiume sono stati una bella esperienza e ho visto un sacco di animali fra una pagaiata e un'altra! coccodrili (tutti piccolini), camaleonti, martiin pescatori, anitre... gente che si lavava sulle sue sponde e la mia guida riempirsi la bottiglia direttamente dal fiume e bere senza problemi!!!!
la prima notte sarà di passione! una vera e propria tempesta di sabbia non mi permetterà di montare la tenda e sarò costretto a dormire al riparo dei miei bagagli (la sabbia non li ha rispamiati entrandoci dentro) rintanato nel sacco a pelo. pero ragazzi che stellata! mai visto nulla del genere! milioni di stelle e pianeti sopra alla mia testa! non c'era la luna ma il buio non era totale per via della luce delle stelle... il nostro pianeta era letteralmente inglobato nel cosmo!
il resto della "gita" sarà più tranquillo e potro anche togliermi i quintali di sabbia dai capelli facandomi una fantastica "doccia" sotto all'acqua di una cascata!

Questo pomeriggio devo cercare un taxi brousse per domani mattina che dovrebbe portarmi a Morombe (circa 250 km più a sud sempre sulla costa)... purtoppo la zona fra i due paesi mi dicono non essere sicura, cosi ho deciso di non correre stupidi rischi e la taglio. poi dovrebbe esere tutto ok per continuare a pedalare!

 
 

 

vi scrivo il prima possibile! grazie a tutti!!!!!! Giacomo

 

 

 

 


23/09/2009 10.25

Ciao!Come va li viaggiatore??Stai veramente trasmettendo a tutti la tua esperienza!Quando leggerai tutte la email vedrai in quanti ti pensano!!Tornando alle tue pedalate hai un caldo bestiale.....oggi pulizie varie??Bici ecc...??Come sono i locali?E tu?Ti senti solo?Qui stiamo tutti bene,sabato la mamma inaugura l'"ALTRO SPAZIO" cosi' lo vedo finito!

Un bacione
Carlotta Stefano e le nanette
PS hai anche risposto ai mie messaggi alla faccia dell'avarizia.....!!!!!!!!!!
 
22/09/2009 17.55

Accidenti a te Stefanelli!
Mi sono collegata al sito decisa a mandarti qualche simpatico insulto di incoraggiamento e mi sono ritrovata a leggere ogni tua notizia e ogni messaggio dei tuoi amici (e di quei cialtroni dei tuoi ex colleghi) con i brividi! Un po' come quando leggo Kapuscinski (renditi conto della portata del paragone!) e mi sembra di essere in Africa, con gli odori e i colori e la gente e tutto il resto.
Ecco, va a finire che adesso mi metto qui a fare il tifo per te e che questo folle viaggio su sella, per giunta ad alto rischio di incontri ravvicinati con scarafaggi giganti, non mi pare più un grande gesto masochista ma un'avventura meravigliosa. E va a finire che  spero che a tutti noi che siamo qui con SKY (che fa più male della sella e più schifo degli scarafaggi) arrivi un po' della tua passione, del tuo entusiasmo e della tua grande energia. Anzi, forse qualcosa è già arrivato....a parte l'invidia, s'intende. E di questo potrei anche ringraziarti se non fosse che mi pare più urgente farti avere un sincero Vaffa - il copyright è tuo, la censura mia - e una raccomandazione: preserva almeno un po' di pancetta, se puoi!
ihihihih, sarah

23/09/2009 15.21

Ciao Sarah,

sono carlotta,la sorella di giacomo,un commento a proposito della sua pancetta:non preoccuparti,appena tornera' e smettera' per un po' la sua attivita' sportiva la trippa iniziera' a lievitare velocemente!!!!
PER GIACOMO
come vedi sono tutti preoccupati che tu perda il tuo fascino.........la pancia ha un suo perche'...!!

23/09/2009 19.01

...alla fine ce l'hai fatta!

Ciao Nellooooo!!!
per fortuna c'è qualcuno che mi considera ancora ed aggiorna anche me  sulle tue avventure straordinarie! adesso che ho scoperto che è  possibile, ti seguirò e mi porterò "alla pari".
mi è molto spiaciuto non averti salutato prima della partenza che  immagino ormai dimenticata, ma sicuramente ha lasciato spazio a queste  esperienze giornaliere nuove e indimenticabili: goditela... e so che  non c'è bisogno di dirtelo! ma magari, oltre ai tuoi sogni che stai in  parte realizzando, cerca di portare a casa un semino di baobab anche  per noi!
Come sai invidio il coraggio e la decisione che ti ha permesso di  compiere questo cammino e di metterti alla prova; io ne frattempo ne  sto affrontando un'altra, che al momento sta distruggendo a  piccolissimi pezzetti un giornale con sopra le "creazioni" che la sua  mamma aiuta a realizzare... ;-) ma va bene anche così!
ti penso e buona avventura. cri


24/09/2009 10.01

Caro Giacomo,
leggere quello che scrivi dal Madagascar mi fa vivere delle fantastiche emozioni  !!!!! sembra di essere li con te !!!!   sento la stessa sabbia sotto i piedi.
grazie Giacomo,  e continua così,  ci conosceremo al tuo ritorno, ciao,
Pino (TN)

24/09/2009 10.17

Ciao viaggiatore! Stamattina mi ha svegliato il tuo sms in cui mi raccontavi del viaggio in autobus tra persone e polli.....mi e' venuto da ridere mentre ti immaginavo la in mezzo mentre io ero sotto le coperte...!!Mi sembra che tu te la stia passando bene..sono contenta!!Come vedi ti pensano tutti quindi puoi dire alla nostalgia che deve andare a trovare qualcun altro...!!

Ti saluta stefano che dal lager dove lavora non riesce a scriverti!!!(MENO MALE che me ne sono andata!!!!).Domani vado a venezia

Un bacione Carlotta Ste e nane

24/09/2009 10.41

Ciao Jack,
Che Belle le tue Foto e racconti, bravo! sono contento, molto contento per te.
La prima cosa che mi è venuto in mente quando ho visto le foto è quando parlavamo di quante volte mentre si lavora seduti davanti al computer con la frenesia di una consegna di una consegna guardiamo attraverso la finestra per magari vedere una splendida giornata e ci siamo chiesti tante volte "Cavolo come vorrei essere su in montagna, o in bici o in un posto lontano ed esotico..." bene...adesso sei e fai quel che volevi.
Ti mando un abbraccio forte dalla mia avventura londinese Eduardo Murillo


9° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  25/09/2009

Ancora avventura e brivido per il Naturaider Giacomo. Lui è proprio nell'avventura, avvolto dai profumi, dalle persone, dalle occasioni, dagli eventi e dagli imprevisti. Si trova in un grande gioco dove la regola principale è essere se stessi, solamente in questo modo l'anima può nutrirsi del premio, che è lo scoprire la nostra vita.

Arrivato a Morondava, le cose si pensava passassero lisce, ma come ci ha scritto precedentemente la pista da percorrere fino a Morombe è pericolosa e facile agli assalti da parte di banditi. Un giorno di meritato riposo pensava, ma il mattino seguente viene informato che il primo bus per Morombe partirà forse domenica. E uno è proprio partito da qualche ora. Giacomo è corso velocemente all'hotel e dopo aver messo in allarme tutto il personale raccontando della sua necessita di raggiungere velocemente il paese di Morombe corre in camera e ammucchia tutta la sua roba frettolosamente nelle sacche (sperando di non aver dimenticato nulla). Lo aspettano in strada, sorpresa, un vecchio taxi è disposto a percorrere la polverosa pista e cercare di raggiungere il bus già partito. Caricata la bici sul tetto via nel taxi senza aria condizionata. La fortuna lo aiuta, il bus fa moltissime fermate sulla pista e raccoglie chi seduto all'ombra aspetta chissà da quante ore. E' fatta alle 14 del caldo pomeriggio lo raggiunge e con sorpresa si accorge che il bus è stracarico, di uomini donne, bambini, galline, prodotti della terra, legname ecc. Ma un posto c'è anche per lui e sul tetto stracarico anche per la sua bici.

Sul bus anche 2 francesi, esperti viaggiatori da sempre che hanno navigato molto anche sull'Oceano Atlantico in solitaria con il figlio piccolo, grandi avventurieri. E' stato uno scambio di avventure piacevoli.

Un viaggio lunghissimo, scomodo ma ricco di situazioni: il film della realtà, senza tagli o dissolvenze. Molte soste con gran disordine di gente che scendeva e saliva in continuazione portando e togliendo prodotti e animali. Durante il viaggio c'è poco da fare se non dormire spesso cullati anche dalla strada sconnessa che fa ballare il bus.

Giacomo ha passato la notte in bus al bordo della pista e dopo un'altro giorno di battaglia finalmente alle 10 di sera arriva a Morombe un piccolo villaggio dove non si trova acqua in bottiglia e ancora un ultimo sforzo per filtrarla con il suo importante filtro.

"32 ore per fare 250 km... bella gita! Mangio qualche cosa e vado subito a letto"


25/09/2009 6.57

 

Sono più felice perché tutto sta andando bene e conosco semplicemente quanto stai godendo ogni momento di questa sfida grande e personale. 

Che cosa in tensione ora sei, onestamente credo, la vita della libertà e come con la libertà venga la responsabilità, sono felice che hai deciso tagliare la parte problematica del corso ed evitare i rischi inutili.

Un abbraccio da cuore.Goditela! Dacha

 

25/09/2009 8.21

 

Carissimo Giacomo, finalmente hai schiacciato il pulsante per far fermare il bus alla meta! Come va con la polvere? Ti ricordi quella specie di talco rossiccio prima di arrivare al Salar de Uyuni in Bolivia? Li' però si trattava di "sole" 12 ore di jeep, qui la situazione mi sembra un po' diversa....E' molto bello leggere i tuoi diari di viaggio, le tue descrizioni sono particolarmente coinvolgenti, ci trasmetti emozioni e venature che ci prendono un po' tutti; è vero, io sono un po' di parte, ma vedo che sei molto seguito: è come se ai lati delle piste che stai percorrendo, ci fossero tutti i tuoi vecchi e nuovi amici con le bandierine per seguirti ed incitarti!!! NOSTALGIA DISINTEGRATA!!! Ora ti aspetta qualche giorno ai box per un pit stop? Un grosso abbraccio Mamma e papà
 

25/09/2009 9.51

Buon giorno!!!

Dove sei oggi???Che belle le foto che hai mandato!BUONA PEDALATA!!!!
Un bacione Carlotta
 

25/09/2009 15.18

Ciao!

Stavo pensando che dopo questi 250 km in autobus la tua vecchissima,sporchissima e disordiantissima PUNTO ti sembrera' una jaguar !!!!A parte gli scherzi...che bell'esperienza che stai facendo!Poi con i tuoi racconti,le foto e le email di tutti stai veramente rendendoci partecipi del tuo viaggio!Io lo sto raccontando a tutti!
Un bacione
Carlotta ste e cagnoline
ps le devo lasciare a ve questo we perche' il prossimo vado a parigi...sigh sigh sigh...invece la mamma e il papa' non vedono l'ora di tenere le nipoti pelose!!!
CIAO!!!!!

25/09/2009 22.22

"I wish lots of luck and i am going to think that you will be very strong to finish your"

Sandra Araújo (PORTOGALLO)


27/09/2009 17.09

Ciao Giacomo,

saluti da Roma stavolta, anche dalla zia Victoria che é qui affianco. E da Eugenia, Sofi e Sergio
Buona pedalata
Zio Renato
 

28/09/2009 9.49

Ciao!

In questi giorni non ti abbiamo sentito,forse sei in una zona in cui non prende il cellulare..sabato l'inaugurazione della mamma e' andata benissimo,e' venuta tantissima gente e il posto e' veramente bello!Tu come stai viaggiatore solitario,...???Ti pensiamo sempre!
Bacioni Carlotta
 

28/09/2009 10.21

ciao viandante!  stai sperimentando tutti i mezzi possibili per spostarti, vedo, ma non doveva essere un viaggio in bici???
quanti "todo fora" hai dovuto fare, eh? :P
quassù sta cominciando l'autunno, con belle giornate fresche e luminose, che rendono meno duro il pensiero di te laggiù..
spero di ricevere presto tue nuove!
un bacio, giugi

28/09/2009 15.04

 

Allora, carissimo, in quale angolo del Madagascar ti sei cacciato? Tutti ti cercano, tutti ti vogliono..... chissà in che beata solitudine ti trovi!!! Qua si va in ufficio, in studio, presto che è tardi, ocio al cliente, bisogna rifare perchè non gli va bene e via discorrendo! E là ci si nasconde:mhhh, l'invidia è una malabestia!! Dai, come stai? Aspettiamo tutti tue notizie, mi sembra un po' come quando gli astronauti, nel loro girare attorno la luna, non potevano dare notizie perchè coperti dalla luna stessa. In trepidante attesa, un bacione e un forte abbraccio. Papà e mamma

28/09/2009 18.13

"Chapeau" Giacomo!  Il Poeta direbbe: "dei pedali fece ali al folle volo".
Comunque grazie per i sogni di avventura che regali agi stanziali come noi.
Continua cosi'
 Zio Fino
 


10° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  29/09/2009

Ciao a tutti!!!!!!!
Finalmente sono approdato a Toliara! veramente stanco e in piena riserva ma adesso sono arrivato! i 400 km di piste di sabbia fatti negli ultimi 10 giorni sono stati una dura prova devo ammettere e forse come è normale e giusto che sia sono venuti a galla tutti i mie difetti e debolezze... ma viaggiare in bicicletta è in posti del genere ti mette veramente a contatto con la "tua natura". il viaggio non si limita più nel vedere il mondo esterno e i suoi sterminati orizzonti, le genti e modi di vivere cosi lontani dal nostro quotidiano... no, non si ferma qui! il vero viaggio si completa con il vedere e scoprire la parte di mondo che si annida dentro di noi. Quello che solitamente é sopito e si nasconde qui ritorna prepotentemente a galla. non é volontario. Semplicemente viene fuori! vorrei evitare di cadere nell'eccesso della retorica ma é veramente cosi... e adesso non é facile da decifrare nemmeno per me.
in questi giorni ho passato paesini che avevano poco o nulla. ho mangiato poco per lo sforzo fatto ma quello che c'era era quello: un po' di riso in bianco e senza sale, e due pezzi di carne o magari pesce. ho dormito in stanze spartane e dai muri scrostati e sporchi per  2 euro... senza luce ma con un letto dal materasso sottile sottile... ma almeno era un letto!
sono cambiati molto i villaggi rispetto a quelli degli ormai lontani altipiani. qui le abitazioni sono basse e larghe. i tetti sempre in paglia o canne e sporgono dal perimetro della casa sostenuti da pali in legno per creare delle zone di ombra sotto alle quali si svolge la vita del villaggio: le donne lavano i panni e i bambini giocano con quello che trovano. le mura sono di fango tenuto insieme da uno scheletro fatto di canne e rami.
giornate intere a pedalare e spingere. dalle 5.45 di mattina fino alle 5 di pomeriggio. Ho passato posti stupendi: foreste spinose (sono formate da piante grasse dai molti "rami" alti e sottili e con grossi spini), zone del tutto simili alla savana africana con orizzonti lontani, sterpaglie bruciate dal sole e poche nubi nel cielo azzurro.
Ieri sera, dopo 96 km a dir poco estenuanti, ho consumato la cena più goduta della mia vita. Finalmente un pasto vero e appetitoso... ho provato a gustarmi ogni forchettata di quel filetto di calamaro... e quando ho finito ero talmente estasiato e grato dalla cosa che sono andato in cucina a ringraziare lo chef!
Oggi ho pedalato lungo alla bellissima spiaggia di mangrovie... dove fra l'altro ho avuto la mia prima foratura! pedalare sulla sabbia dura é stato molto più semplice che sulla pista...e poi accanto ad un mare stupendo con le vele quadrate delle piroghe sullo sfondo.
Toliara indica una sorta di primo traguardo. da qui infatti mi dirigerò verso est per raggiungere la costa orientale e il paese di "Fort Dauphin" che sarà il secondo traguardo. in mezzo... ancora piste! dovrebbero essere circa 700 km che spero di coprire in 10 giorni circa. Spero! perchè dipenderà tutto dalle condizioni delle "strade".
Ma domani mi prendo una giornata per ricaricare le batterie che sono prossime allo zero! e cerco di sistemare la bici da un meccanico (ho dei problemi alla ruota posteriore che ormai non gira più nel suo asse e a tratti "gratta" sul telaio dandomi un certo fastidio per non dire altro!)... già perchè il tour in Taxi Brousse, quelle 30 e passa ore per le boscaglie del Madagascar sono state una prova specialmente per la mia bici! sul tetto ha preso tante di quelle "ramate" e botte che la metà sarebbe bastata! Quel trasferimento è stata una vera esperienza e vedere come si spostano loro una cosa incredibile! un delirio di persone, animali, mezzi, bambini che affogavano fra i sedili senza poter nemmeno vedere fuori o davanti... per ore! sballottati a destra e sinistrf senza sosta come se fossimo in una nave in balia delle onde oceaniche! dormire abbarbicati al sedile e poi scendere in 50 uomini per spingere il mezzo che non voleva saperne di riaccendersi... incredibile "MADagascar"!!!!
stanno chiudendo il locale e devo scappare! vi saluto e vi abbraccio tutti!!!!! grazie!!!!!!!!!
Giacomo

Mauri domani ti invio qualche foto!


Ciao! Finalmente tue notizie!!!Eravamo tutti in attesa.....ti sei fatto un bel bagno???Mi ha detto il papa' che hai qualche problema con la bici..poverina anche lei sara' stanca!!!!Come vedi tutti ti salutano e ti invidiano,soprattutto perche' hai avuto il coraggio di fare una cosa che in pochi avrebbero affrontato...noi siamo qui!!

Un bacione da MILANO!!! Carlotta e Stefano (le topette sono a venezia)...........sigh!!!


30/09/2009 10.11

Ciao fratello vagabondo!

Ti sento un po' stanco...normale che tu lo sia!Oggi riposati e ricarica bene le batterie che l'avventura e' ancora lunga!!!Qui stiamo tutti bene,domani io vado a parigi con stefano per 3 giorni!!!Non vedo l'ora...!!!!Proprio un viaggio avventuroso...!!!Che bello leggere i tuoi racconti,sei proprio bravo!Se ci fosse ancora la tua ex odiosa maestra gliele farei leggere.......!!! Un bacione sempre attento mi raccomando Carlotta

PS quando torni ti potrei anche cedere per una notte il mio letto.....ma solo dopo che ti sei lavato nell'antipulci dei cani!!!!!!!!

30/09/2009 10.25

 

La vita e bella!

Dacci dentro, divertiti, goditela!

Grazie per le notizie.

Un abbraccio da cuore. Dacha

 

30/09/2009 15.22

 

Ben arrivato a Toilara! Mi sembra sia arrivato il momento giusto per ritemprare bicicletta e chi ci sta sopra; ho letto che è una città che si sta proponendo al turismo, quindi l'ideale per qualche giorno di riposo. Nei  tuoi ultimi contatti non hai più parlato del caldo africano dei primi giorni: ti sei abituato o, come penso, la vicinanza dell'Oceano mitiga la temperatura? Non hai più avuto bisogno di filtrare l' acqua?Qui a Venezia stiamo tutti bene, la mamma è sempre sotto con i vari spazi e le cagnette ti aspettano....Un abbraccio e sempre in gamba, ok? Baci mamma e papà 

 

Ho guardato toliara sul satellite!!!saluta che ti vedo!!!
Bacioni Carlotta

30/09/2009 17.12

 
Stefanelli, tu mi commuovi!
Non solo non ti arrendi mai - nonostante la fatica, la pancetta che si deteriora (e meno male che Carlotta mi rassicura sulle tue doti di fogna per un pronto ripristino al tuo ritorno!) e la bici che scricchiola - ma ti lanci anche in poetiche descrizioni del tuo viaggio...roba degna di un copywriter di alto livello...qualcuno, per capirci, che qui in Lumen se lo sognano!
Grazie per aver condiviso con noi le sensazioni legate a quel "vero viaggio" che "si completa con il vedere e scoprire la parte di mondo che si annida dentro di noi" e grazie anche per immagini come quella dei " bambini che affogavano fra i sedili". Va a finire che l'editing dei libri di fotografia che sicuramente riuscirai a pubblicare potrai fartelo benissimo da solo...il che un po' mi scoccia, ma mi consolo pensando che forse è anche merito mio: che un po' di "copytudine" sia passata per osmosi da un tavolo all'altro?
Ti saluto con il consueto Vaffa. Che questa volta significa: vai a farti un bagno appena puoi, che sicuramente puzzi!
eheheheheheheh sarah

01/10/2009 9.28

Ciao!!!!

Ha ragione la tua amica sarah.....chissa' quanto puzzi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Ti ricordo anche che oggi e' l'anniversario dei nostri vecchi!Come stai??E la bici???Mi stupisci fratello...sei diventato un poeta!!!!A parte gli scherzi,sono sicura che sia un'esperienza stupenda quella che stai facendo....ti auguro una buonissima giornata di riposo!!
Un bacione Omero Carlotta e stefano

11° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  01/10/2009

Ciao Mauri e ciao a tutti Eccomi ricaricato a dovere!
ho deciso di fermarmi qui anche oggi e ripartire domani mattina. Penso che sia stata una decisione giusta visto che per i prossimi 10 giorni non attraversero cittadine di un certo rilievo...
Adesso sono pronto per ripartire e gettearmi nuovamente nella mischia!
leggervi è sempre un piacere! grazie a tutti!
adesso vado a farmi un giro per il mercato e poi un bel bagno al mare. Domani mattina mi muovo e la strada mi riporterà all'interno del paese e quindi penso che la piacevole brezza che soffia qui rimarrà solo un bel ricordo! ma vediamo un po'...
vi giro anche qualche foto!
Un abbraccio a tutti!!! Giacomo

 


01/10/2009 14.35

 
Ciao Giacomo, ho visto le foto: belle e dimostrative, rendono bene l' idea di dove  e come ti stai muovendo. So che ti stai ricaricando bene, per cui domani riprendi la strada per la seconda "tranche" del viaggio. E' un coast to coast inedito! Quando sarai in vista dell'Oceano, se aguzzi la vista, magari con una mano sulla fronte, lontano lontano, all'orizzonte,potrai vedere, se è proprio terso terso, che so, l'Australia o il Borneo!! Da quanto dici, forse il prossimo net point sarà a Fort Dauphin: una decina di giorni? Buon viaggio e divertiti.

Un abbraccio papà e mamma

 


12° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  06/10/2009

Ancora incontri carichi di sentimento ed emozione. A Toliara il "cavallo e il cavaliere" si sono dati una bella spolverata e ricaricato le energie. Giacomo oramai coinvolto da questo semplice ambiente ma dai contatti umani di grande spessore, si è fatto fare una da una robusta mamma la bandiera Malgascia, un gesto importante che indica l'amore che si sta consolidando tra il viaggiatore e il popolo. Verrà messa sventolante sulla bici. Questo gesto è stato molto aoprezzato tanto che il sindaco di un paese lo ha ricevuto e poi accompagnato per 50 km sulle piste seguendolo in moto. La pista oramai la conosciamo e lo accompagna da molti km, sabbia, buche ondulè, superando piccoli insediamenti e paesi come Ampanihi, con la sua piazza centrale e tanto di monumento che funge da fulcro dove gira la maggior parte del quotidiano e dove si possono fare incontri come l'insegnante inglese che oramai ha dato qui il suo senso alla vita. Una chiacchierata, per conoscere ancor più a fondo questo popolo che è poi continuata con l'invito in un piccolo locale spartano per la cena dove li hanno raggiunti moglie e figli piccoli. La pista che ora sta seguendo Giacomo è la N10, gran numero ma non pensiate che il fondo sia al passo, come da regia è l'ideale per i fuoristrada. Ieri, pochi ma intensi km per raggiungere il piccolo paese di Tranora dove ancora non è arrivato l'asfalto. Il morale di Giacomo è alto e ci manda un grande saluto e ringraziamento a tutti.


01/10/2009 14.35

Ciao Giacomo, ho visto le foto: belle e dimostrative, rendono bene l' idea di dove  e come ti stai muovendo. So che ti stai ricaricando bene, per cui domani riprendi la strada per la seconda "tranche" del viaggio. E' un coast to coast inedito! Quando sarai in vista dell'Oceano, se aguzzi la vista, magari con una mano sulla fronte, lontano lontano, all'orizzonte,potrai vedere, se è proprio terso terso, che so, l'Australia o il Borneo!! Da quanto dici, forse il prossimo net point sarà a Fort Dauphin: una decina di giorni? Buon viaggio e divertiti. Un abbraccio papà e mamma

 

02/10/2009 12.55

ciao giacomo! siamo eugi sofia e sergio...ammazza quanta strada che hai fatto!! poi in bici sulla sabbia deve essere stata una fatica enorme....comunque le foto sono molto belle! un bacione! Renato

04/10/2009 9.09

ciao Jack non ti ho scritto per un pò perchè ho avuto un piccolo pit stop e non mi sono collegata. Ho ripreso a seguire, sempre con grande emozione, la tua avventura. Forse la prox settimana facciamo un raduno al lago con quei matti dei naturaider....ci sarà da ridere....e chissà che strane avventure si saranno inventati....Week end dopo invece vado a Sossano a far visita ai matti della 24h....quelli da psicologo ah ah ah un abbraccio franca

05/10/2009 8.56

Ciao!!!

Sono tornata a milano ieri sera tardi che schifo!!!!!Troppo bello a Parigi!Ci siamo divertiti tantissimo!!!!!!!Tu come va?Il papa' mi ha detto che oggi hai "solo"45 km da fare...cosi recuperi un po'!!E' gia' quasi un mese che sei partito ma mi sembra molto di piu'....
Bacioni Carlotta e Stefano

05/10/2009 12.27

Curioso Giacomo, la tua voglia di nutrirti di vita arriva anche a casa nostra e sul lavoro... Gusta tutto quello che di più sano per te! Hai
una grossa responsabilità, continuare a raccontarci quello che ci vuoi regalare nella maniera più genuina e autentica possibile, cosa che
peraltro a te viene naturalmente bene!!! Tre abbracci!!! Tirannomauro

05/10/2009 23.34

Ciao Giacomo, guardo le foto che hai pubblicato, leggo le tue righe ispirate, ascolto un altrettanto ispirato Nick Drake che suona e non posso che provare un piacere immenso, sono commosso e non ho intenzione di nasconderlo.

Ago
 

06/10/2009 8.55

Ciao!!Come stai??Oggi e' il compleanno del papa'...te lo ricordi????????????????Noi stiamo bene,venerdi vado a ve per i festeggiamenti visto che poi l'anno scorso non abbiamo proprio fatto festa....Come ti va da quelle parti?Sono curiosa di vedere le foto,devi aver visto dei posti bellissimi e anche la gente che hai incontrato deve essere stata interessante...vedere come vivono...in un modo cosi' lontano dal nostro!sembra impossibile!!

Tu sempre attento!
Bacioni Carlotta e stefano
 

06/10/2009 14.28

Ciao carissimo figlio, oggi sentirti per il mio compleanno è stato molto bello,un bel regalo! Mi sei sembrato in forma e l'incontro dell'altro giorno col ragazzo che insegna inglese nel villaggio di Ampanihi mi pare ti abbia dato molto morale. Si incomincia  a sentire il profumo del salso dell'Oceano Indiano?Beh, è un po' prestino,ma sai, pian piano ti stai avvicinando....Un caro abbraccio Papà e mamma


07/10/2009 9.31

Ciao fratello!

Buono il riso no sale con 2 pezzetti di carne...i miei fichi d'india ottimi!!!!.....
un bacione Carlotta

 

 
07/10/2009 13.12
 
buongiorno pedalatore delle sabbie!
 
dove sei? quando mandi i nomi dei paesini ti vado subito a cercare su google earth, mi piace pensare di poterti vedere in tempo reale, piccolo piccolo con la tua bici carica, che attraversi le distese di terra brulla lasciandoti dietro una linea tratteggiata, a segno del tragitto percorso..
la stanchezza comincia a farsi sentire? mi sembra che cmq il riso abbondi, quello che davvero ti manca per sentirti a casa è il tonno ;)
hai visto qualche animaletto simpatico? qualche lemure? :D
ho una voglia matta di sentire tutti i racconti dal vivo, di vedere come ti ha plasmato questo viaggio, e non parlo solo della tua probabile magrezza -alla quale porremo rimedio- ma del tuo spirito.. if you know what I mean..
:) giugi

07/10/2009 15.18

Ciao!Stavo pensando che forse al tuo ritorno vorrai mangiare un po' di riso bollito.......................magari e' la volta cha a casa la mamma preparera' una super bisteccona invece dei semini............!Dopo il papa' mi deve dare il nome del posto in cui ti trovi cosi' ti guardo su google e ti saluto!
Bacioni Carlotta

08/10/2009 11.10

Ciao viaggiatore!!!

Come te la passi?Mi sembra che tu sia un po' meno stanco in questi giorni...ho guardato il posto dove sei che bello!!!!
Ti mando un bacione carlotta

09/10/2009 7.00

 

Caro Giacomo,

I giorni stanno andando vicino e stai riguardando sempre più la distanza; cose di sensibilità di che non avei ritenuto mai prima e riposando la testa testa alla notte probabilmente nei meno posti comodi, che, spero, fornisco più rilassamento che la cosa migliore delle basi.

Che cosa è la singola cosa che più difficile siei sfidati con?

Che cosa è la singola esperienza che più bella avei avuto finora?

Un abbraccio da noi. Blanche & Dacha

 

09/10/2009 16.13

 

Ciao!Il papa' mi ha detto che ieri e' stata una tappa durissima...dai che tra poco arrivi in un posto bellissimo,tieni duro!!!Io stasera vado a venezia,domani festeggiamento per i compleanni del papa' e la mamma!Ci sentiamo in questi giorni tramite sms,non porto via il computer...

Bacionissimi!! Carlotta


13° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  10/10/2009

Ci ha fatto attendere trepidanti, ma finalmente abbiamo notizie del nostro Naturaider Giacomo.

 

Sta pedalando l’ultimo tratto difficile verso la città di Tolanoro (Fort Dauphin) sulla costa dell’estremo sud est del Madagascar sull’oceano Indiano. Pensiamo che in serata raggiunga questa città.

“Non vedo l’ora” ci ha detto. “Qui incomincerà la strada asfaltata e la mia pedalata sarà più comoda, eccome. Mi fermerò qualche giorno per gustarmi il ricordo di questa prima parte e recuperare le energie consumate”

Fino ad ora Giacomo ha percorso circa 1700 km e questa ultima parte  da Toliara a Ambovombe di circa 700 km lo ha messo veramente a dura prova, le piste erano veramente disastrate, il classico ondulè faceva veramente piacere pedalarle rispetto alla sabbia e al fondo roccioso, alcuni tratti gli hanno ricordato il fondo roccioso e mosso incontrato in Marocco sulle montagne dell’Alto Atlente in un viaggio precedente con il gruppo di Naturaider e il papà, un ex grande atleta podista (protagonista tra i primi italiani alla Marathon de Sabbles in Marocco nel 1998, 230 km in 6 tappe in autonomia vedi anche http://www.mauriziodoro.it/Marathon.htm ) e ciclista stradista sulle lunghe distanze.

Giacomo ci ha parlato di grandi lunghi tratti per superare passaggi sabbiosi, uno di questi lungo 7 km lo hanno impegnato per 2 ore spingendo la pesante bici.

Ha attraversato e sostato nei piccoli e poveri villaggi di Beloeh, Tsiombe, Ambovombe, dove poco poteva trovare se non un ricovero dall’odorante rancido, dalle pareti di rami, sterpaglie e fango con il tetto di lamiera e un piatto di riso senza sale con alcuni pezzi di carne.

Durante il giorno recupera l’acqua con il filtro e con il suo indispensabile forellino si cucina il cibo disidratato perché non si trova proprio nulla, i paesini sono molto poveri.

Ieri sera Giacomo era al villaggio di Ambovombe “Che meraviglia, mi sono bevuto 2 litri di succo d’anans e ho mangiato un tubo di patatine croccanti, avete presente quei tubi tondi? Bene che piacere ritrovare un gusto per il palato che mi ha riportato al bambino quando ne mangiavo in grosse quantità di nascosto da mamma e papà”


10/10/2009 10.59

 Carissimo Giacomo, invece che Terra!!! Terra!!! , griderai Asfalto!!!Asfalto!!!! Era ora...Mi pare dai tuoi racconti, che questo coast to coast sia stato parecchio impegnativo; dall' acciotolato alla sabbia fino all' ondulè...Il tutto per godere più intensamente i 2 litri di succo e le pringles!! BRAVO! Adesso fatti un paio di giorni sulle spiagge di Fort Dauphin, con la pancia?!? al sole. Baci tanti Papà e mamma


10/10/2009 18.00

Il Naturaider Giacomo è arrivato a Fort Dauphin telefonicamente le sue prime parole "dall'Inferno di Sabbia al Paradiso Verde, questa sera ristorante e .... gran pesce e birra ghiacciata".

Bravo Giacomo, aspettiamo report dettagliato e foto. Per ora buon riposo.


14° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  12/10/2009

For Dauphin!!!!!!!

Ho atteso a lungo questo momento e come un marinaio dei deserti, dopo una lunga attraversata "oceanica" fatta di fatiche, sudore e sabbia, ho potuto gridare dall'alto della mia bici, come una vedetta sulle caravelle di Colombo, mare! mare! mare!... é stato un'arrivo strepitoso. Ero senza parole... un nuovo mondo si apriva davanti ai miei occhi, un mondo stupendo fatto di verdi pendii, alberi mossi dal vento, acqua, banani, ananas, fiori e risaie dal verde brillante. non c'é più traccia di sabbia... é un paradiso verde che, dopo l'inferno di sabbia, mi apre il cuore. Si apre davanti a me una nuova stagione fatta di frutti appetitosi e natura riglogliosa. Questo cambiamento mi rigenera lo spirito reso cenere dalla dura realtà delle giornate precedenti. Nuovo ossigeno in una stanza chiusa da mesi; acqua fresca e corrente in una pozza d'acqua ormai stagnante. Pedalo nella luce calda del tramonto su di una lingua di asfalto scorrevole scorrevole... mi fermo per qualche minuto davanti ad una bancarella e bevo da una noce di cocco un succo dolce e fresco. Arivvare fino a qui é stata una prova durissima... sono onesto. Dura come forse non potevo aspettarmi. Non tanto per lo sforzo fisico giornaliero, che ad ogni modo é stato notevole, ma quanto per il suo protrarsi quotidianamente, metro dopo metro. Sono stati 9 giorni che mi hanno messo veramente alle strette. La strada mi sembrava troppo dura e severa con me per essere "amata"... come una maestra severa non puo essere capita da un giovane alunno che ne apprezzerà gli insegnamenti solo "da grande". Mi sentivo impotente e solo, senza energie con davanti l'incertezza del percorso. centinaia di km a fondo sabbioso alternato da pietre e ondule. Gli ultimi 130 km sono stati massacranti. mi avevano detto che la strada nel tratto fra Beloha e Ambovombe sarebbe stata meglio dei km fatti in precedenza... forse per un 4x4! per una bici carica era un incubo! chilometri e chilometri di sabbia alta. una mattina per farne 7 ho impiegato 2 ore. Sentivo solo la sabbia che sfregava sotto alle ruote che sprofondavano miseramente, il mio ansimare e le gocce di sudore cololare su tutto il corpo. sono fradicio. Davanti a me vedevo un lungo rettilineo di sabbia bainca scomparire all'orizzonte. in quei momenti sono arrivato, con mio grande stupore, a domandarmi quale fosse il senso di tutto questo... perchè non lo vedevo più. mi facevo la domanda e trovavo solo una risposta: il senso non puoi vederlo adesso, é nascosto esattamente come il sole si nasconde e tutto diventa buio... ma "nessuna notte è infinita". Dobbiamo credere e aspettare, aspettare e continuare e il senso tornerà ad illuminarci della sua luce. Non è facile... per nulla... ma forse, se decidiamo di "smettere" non permetteremo all'alba di raggiungerci e noi di raggiungere lei. Ecco che mi pare di aver "imparato" qualche cosa da quella maestra tanto severa! ma non è l'unico insegamento... in questi giorni ho fatto alcuni incontri molto belli. Ho dormito in villaggi poveri con bambini dai ventri gonfi e ombelichi sporgenti come vulcani sulla crosta terrestre (penso che sia ernia ombelicare ma andrebbe verificato). Guardandomi in giro mi rendevo conto che questa gente non ha scelta. Questa é la loro condizione e molto difficilmente potrà cambiare. Molti non si pongono nemmeno la domanda... ma altri (pochi credo) ne sono tragicamente consapevoli. Io, mi trovo qui per una scelta ben precisa, per mia volontà... e questa mi pare sia la più grande ricchezza che abbiamo. Noi, possiamo scegliere che vita vivere! noi possiamo scegliere se essere dottori, avvocati, viaggiatori, grafici (non fatelo siete ancora in tempo!;)... é un'opportunità grandiosa la possibilità di realizzarsi e non possiamo sprecarla vivendo "addormentati" senza nemmezno renderci conto dell'immensa fortuna che abbiamo. Scusate lo "sfogo" ma mi sembrava giusto condividere i miei pensieri con voi... altrimenti che senso avrebbero?

Ieri ho passato una giornata stupenda. Seduto su di un muretto sopra ad un'altura, ammiravo imbambolato l'oceano indiano e le sue onde infrangersi sotto ai miei piedi, i serfusti e la sabbia bianca, il colore turchese delle sue acque. Il vento dritto in faccia e la sconfinatezza dell'oceano e dei suoi orizzonti. tutto davanti ai miei occhi. é stato un momento magnifico che mi sarebbe piaciuto si propagasse all'infito come l'eco di una voce... mi sarebbe piaciuto farvelo vedere! Sono pieno di pace, stupore e una rilassata e appagata gioia. Mi godo il momento solo come si godono le cose che si sono guadagnate!

Scendo sulla spiaggia e mi sdraio comodo comodo su di una branda. Due bambine vengono a vendermi dei bracciali. Sono simpatiche e decido di comprarne un paio. Nemmeno farlo apposta!!!! su uno dei due é inciso il disegno di una tartaruga. La tartaruga ha per me un siginificato moltro particolare da quando, nell'agosto del '96 ebbi la fortuna di vederne sbucare una appana nata dalla sabbia. La seguii per tutto il suo percorso verso il mare. Era sola. Mi colpi la fatica che quella creatura appana nata dovette sopportare per arrivare al suo mare e quindi alla vita. Impronte che sulla sabbia a lei dovevano sembrare dune altissime, a tratti si fermava come sfinita dallo sforzo per prendere fiato per poi riprendere il suo cammino. La chamai "Alba" perchè sbuco proprio con le nuove luci del giorno. Da allora per me lei é un simbolo di tenacia e coraggio, di fatica e sudore per raggiungere "il proprio mare". Adesso Alba, oltre che nel cuore, la porto anche sul mio polso destro per ricordarmi nei momenti difficili la sua importante lezione!

Penso che mi fermero qui ancora domani per fare una gita al pic st-luice dal quale si dovrebbe godere di una bella vista sulla baia! poi riparto verso nord seguendo la costa fino al paese di Manakara da dove prendero il treno per Finarantsoa! penso saeà una bella esperienza anche quella!!!
 
Grazie a tutti voi e vi abbraccio!!!!!!!!! Giacomo

12/10/2009 10.02

Ciao fratello!

Com'e' la sosta in spiaggia con aragosta al seguito???Mi sa che ti ci voleva proprio!!!Ho guardato su google il posto,mi sembra favoloso!!Con la mamma dicevamo che li' potremmo andare anche noi!!!Ormai non manca piu' molto alla fine della tua avventura...cosa vuoi mangiare di buono quando arrivi??Secondo me riso bollito...........!!
Bacioni Carlotta stefano gina emma
Ciao Maurizio e grazie per passare i nostri messaggi a Giacomo

12/10/2009 17.08

 

Ciao Jack,
a un mese dalla tua partenza ho finalmente trovato il momento per scriverti e dirti BRAVO!!!
Sento Carlotta e da quello che mi riporta capisco che deve essere molto bello anzi bellissimo e, allo stesso modo, durissimo, ma BRAVO . bravo per quello che stai facendo e per i motivi per cui lo stai facendo ( per te e per tutti quelli che ti vogliono bene!!)
Sono davvero felice per te, perchè ho vissuto la nascita di questa tua passione da vicino e poi, anche se da un pò più lontano ho visto quanto ci hai pensato e quando hai maturato la decisione
Caro mio ce l'hai nel sangue, quindi goditela, goditela al massimo e ti assicuro che all'arrivo di questa tua prima tappa ( perchè so che il Madagascar è solo l'inizio ;-) ) troverai tutti a applaudirti e urlarti la loro ammirazione. Non sarà all'arena di MIlano, ma varrà di più

Un grosso abbraccio

Io sono qui se hai bisogno Lore

12/10/2009 17.14

Vai così Stefanelli, che fai miracoli e mi diventi il santo protettore degli scrittori! Hai visto che bello il racconto di Giulia della vacanza (massì, chiamiamola vacanza quella faticaccia che vi siete inflitti...) alle Azzorre? Ops, no, mi sa che non hai visto perchè eri troppo impegnato a scofanarti tubi di patatine e il primo vero cibo dopo giorni e giorni. E meno male che hai trovato di che nutrirti a Fort Dauphin! In quanto coordinatrice del gruppo "Salviamo la pancetta marsupiale di Nello" stavo cominciando a organizzarmi per inviare un canadair carico di pizze 4 stagioni. OOOh, ecco un altro miracolo di Santonello da Venezia...la telepatia multimediale! Io sono qui che scrivo e Giulia ti sta parlando al telefono (sai che dalla mia nuova postazione origlio le telefonate altrui che è un piacere...). Ah! E così saresti in una specie di paradiso terrestre, eh? Bene, a questo punto è ufficiale che anche io, con il mio culo pesante e l'incurabile dipendenza da comfort, ti invidio tantissimo...fetente che non sei altro!

Tanti baci (fetenti quanto te), sarah


12/10/2009 19.44

Ciao Giacomo,
Parlando per me ma penso anche a nome di tutti quelli che ti stanno seguendo in questa avventura vorrei dirti solo GRAZIE per i racconti ed i pensieri che condividi.
Leggendo queste cose sento che la tua avventura ti sta regalando (ma forse regalare non è il termine giusto, direi piuttosto che è il giusto guadagno
dopo tanti sforzi) delle preziose lezioni di vita, cose che ti rimarranno per sempre.
E' sempre difficile scegliere la strada più dura, anche se si ha la consapevolezza che è quella giusta, ma, come dici tu, almeno noi siamo
fortunati perché possiamo e dobbiamo scegliere.
Sono mooolto contento per te.
Ti sento in pace con l'universo, e questo è uno stato che bisogna gelosamente custodire dentro se stessi, oltre che cercare di trasmettere
agli altri.
Un grosso abbraccio Gian
 

13/10/2009 9.24

Ciao Omero!!
Che bello quello che scrivi...ma sei proprio tu????Alla mamma verra' un colpo con tutto quello che ha penato quando andavi a scuola....con i tuoi compiti di italiano a dir poco TRAGICI!!!!!Sono proprio contenta per te,hai fatto una bellissima esperienza che ti servira' per tutta la vita...e hai visto proprio giusto,quella gente non ha scelta mentre noi ci lamentiamo sempre quando abbiamo tutto quello che vogliamo...almeni tu hai scelto di prendere una strada diversa,anche se per poco tempo.Va beh,pensando ad altro,al tuo arrivo vedo che tutti sono pronti a rimpolpare la tua mitica pancetta!!E non ti hanno visto tornare da Praga o,peggio ancora,da Londra!!!!!
Ti aspettiamo
Bacioni Carlotta stefano e nane

 


 

13/10/2009 11.27

Questa mattina sveglia alle 4.30 per vedere durante la gita le prime luci dell'alba!

molto bello e suggestivo. Abbiamo camminato per circa 3 ore fra boscaglia fitta e roccia lavica nera. dalla cima di circa 500 metri si godeva di un bellissimo panorama sulla costa e le colline circostanti! domani mattina mi rimetto sulla bici puntando verso nord!

Ciao a tutti e al prossimo collegamento! Giacomo


13/10/2009 11.53

"Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede, La mente non può sapere quello che il cuore sa.."
il tuo cuore è il muscolo che sta lavorando di più, questo viaggio lo sta mettendo alla prova, con quante sensazioni si sta confrontando!
la carenza e monotonia nel cibo per il corpo in qualche modo bilanciano la ricchezza di emozioni di cui ti stai nutrendo, alternando sfinimento ad euforia.
ormai il temporale è arrivato, ci sei dentro finalmente!
ora come mai il testo di questa canzone mi sembra appropriato, la metterò su e te la dedicherò
ciao esploratore di te stesso giugi
p.s. non abbassare la guardia ;)

 

13/10/2009 14.51

Ciao Giacomino

ho sempre saputo che gli Stef fossero un po' ( chi piu' chi meno vero Beppe ? ) fuori di melona .
Non sospettavo tu li superassi tutti . In positivo naturalmente ! Sto' seguendo quasi quotidianamente la tua straordinaria avventura . Mi picerebbe fare una rimpatriata o milanese o veneziana per vedere le fotografie ma soprattutto per sentirtele commentare di persona .
Tra i moltissimi incoraggiamenti , saluti e congratulazioni che ricevi ogni giorno ( compresi i cani di tua sorella !!!)
ti facciamo anche i nostri
Bibe e Laura
 

14/10/2009 15.16

Ciao fratello!

Hai finito di prendere il sole e mangiare aragoste??????Muovi un po' quel culone pesante e pedala...................!!!!Io sono morta,ho fatto spinning!!
Bacioni Carlotta

 

14/10/2009 19.47

Grazie di condividere questi tuoi pensieri, sono una scusa per soffermarci e lasciare che la mente vaghi libera - anche se solo per qualche istante - in queste frenetiche giornate milanesi ;)
 

forse mi sbaglio, ma durante le prime settimane mi trasmettevi le sensazioni di un bambino che scopre il mondo, con gli occhioni spalancati, stupito di tutto quanto gli sta intorno, mentre da quando sei arrivato a Fort Dauphin sembri come "illuminato", consapevole di ciò che ti circonda e leggero.
Ok, non sei diventato Buddha, ma penso che quei 10 giorni nel deserto siano stati un viaggio nel viaggio, come la crisalide attraverso cui il bruco diventa farfalla...
 
vorrei le ali anch'io, non sai che voglia ho di provare le stesse esperienze ed evolvermi!!!
ma per ora, il Bruco-Giugi, ti può solo mandare un grosso abbraccio con tutte le sue zampine e augurarti buon proseguimento di viaggio.

15/10/2009 10.20

Ciao!

Ma quanti ammiratori che hai.....!!!!Appena torni ci porti un po' al parco????A te che piace tanto tenerci e portarci fuori........!!!
Bacioni
Gina e Emma
PS un saluto anche da noi....Carlotta e Ste

15/10/2009 10.31

Salve Viandante e Poeta illustrissimo,
Te l' avevo sempre detto che non avresti dovuto fare il grafico, ma un bel Ginnasio e poi un Liceo Classico coi fiocchi! Invece ti sei sgobbato uno IED qualsiasi ed ecco i risultati! Un Nobel per la letteratura buttato al vento!! A parte gli scherzi,capisco benissimo i tuoi borborigmi esistenziali, siamo o non siamo contemplativi?! E' una ricchezza, quella che hai accumulato in queste settimane, che non potrai mai sperperare e che ti guiderà per sempre. Intanto noi ti aspettiamo con sempre più emozione: hai presente, mercoledi' 28/10 alla sera, davanti ad un buon piatto di spaghetti, ( quelli della mamma!) , quante domande ti faremo? Un bacio grosso grosso mamma e papà

15/10/2009 16.27

Ciao!

Ho forato la bici!!!Credo durante un avventuroso viaggio tra il traffico di corso venezia a milano diretta verso LA FARMACIA!!!!!!!!Che sfiga,oltre a dover andare a lavorare ho anche dovuto spingere la bici fino a casa e scoprire che il ciclista indicato su google vicino a casa non esiste...!!!!Cosi' sono anche dovuta andare al lavoro a piedi oggi pomeriggio(ben 10 minuti di strada).....
Bacioni Carlotta
 

17/10/2009 21.45

Questa sera ho fatto il risotto alla zucca che so che ti piace tanto...

UPS!!! peccato che tu non sia qui! ..vorrà dire che mi toccherà finirlo tutto io! :P
Adesso vado che comincia Ulisse, non posso perdermelo!
buon viaggio, Penelope ;)

 

18/10/2009 10.23

Carissimo Giacomo, ti ho scritto poco niente ma pensato tanto!

Come ti capisco quando leggo le tue righe…….mi vengono le lacrime agli occhi!

Eri già una bellissima persona prima, dopo questo viaggio tornerai ancora più bello. Diverso e più bello.

Un abbraccio forte Zia Adelina

 

18/10/2009 13.51

Ciao!Finalmente abbiamo avuto tue notizie!!Ieri sono stata a firenze ad un battesimo e ho preso il treno superveloce,come quello ch prenderai tu!!!!Come va li?Ormai manca poco al tuo ritorno!!!Sei contento?Forse ti dispiacera' finire il tuo viaggio!!Buona domenica
Bacioni Carlotta
 

19/10/2009 15.47

Ciao fratello!

Non montarti troppo la testa con tutti questi complimenti..............!!!!!!!!!!!!!
Buona giornata
carlotta
ps ma com'e' passato in fretta il tempo...sembra ieri che sei partito!!ciao

19/10/2009 23.36

GIACOMO il grande

Ecco voglio scriverti qualche cosa, sento che lo voglio fare, vorrei dire qualche cosa per esserti vicino, ma più leggo le tue parole e più mi sento distante, privo di sostanza. Cosa posso dirti stai vivendo una esperienza unica di una portata sensazionale, e cosa ti posso dire io, posso dirti solo cose che suonerebbero banali, mi sento che non ho argomenti posso solo ammirarti per quello che stai facendo e per il coraggio che hai avuto per realizzarlo e per la forza con cui lo porti avanti. Leggo quello che scrivi e mi appaga, seguire la tua avventura a distanza è come poter aprire una finestra su di un mondo reale che non è certo quello che sono abituato a vivere tutti i giorni. Sicuramente io non vivro mai sensazioni di questa portata ma grazie ai tuoi racconti qualche briciola riesco ad assaporarla anche io. Più passa il tempo e più le tue parole assumono valenze di una autenticità palpabile e con un altissimo livello di emotività intrinseca.

Grazie Giacomo forse non lo sai ma tutto questo lo stai facendo un pò anche per tutti noi che ti seguiamo da lontano.
Perdonami per la forma con cui ti ho scritto queste parole, ma preferisco scriverle lo stesso piuttosto che rinunciare.
Ti abbraccio forte. JACK
PS Un giorno potrò dire: in un tempo lontano fummo compagni di squadra a bigliardino

 


 

15° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  20/10/2009

Una camera, piccola, finestra fragile, muri scrostati, qualche ragnatela qua e la, un comodino con sopra una bottiglia, un gran casino dentro, ma la serratura funziona. "E' la miglior sistemazione che ho trovato in queste settimane e per 8 euro". Il Naturaider Giacomo è a Farafangana. "Un gran paesone, si sta comodi, il difficile, il vero imprevisto è passato, ricordo con una certa malinconia i 1400 km di gran sudore, di spinte, di sabbia, di caldo, di labbra secche, di desiderio che finisse in fretta la giornata ma per poi sperare che ce ne fosse un'altra ricca di emozioni e scoperte interiori. Ci bevo su una birra e brindo, ho avuto tanto e non dimenticherò. Un segno indelebile che porterò prezioso in me. E' qualche giorno che pedalo su asfalto e tra vegetazione verde brillante, mi sto spostando verso Nord il viaggio sta per concludersi tra pochi giorni. La mia bici ha tenuto bene, solo qualche problema al cambio nei giorni scorsi ma che ho risolto a Manakarao da un artigiano che con pochi arnesi mi ha sistemato alcune schiacciature. Rimango qui anche domani e poi giovedì alle 07:00 prenderò il treno. Altro mezzo, altri incontri, altre esperienze spero utili.

Un abbraccio a tutti voi e a chi è in viaggio, buona avventura.

E come noi Naturaider diciamo "LA VITA E' UN'AVVENTURA"

A prestissimo Giacomo


 

20/10/2009 1.14

Caro Giacomo,

Ho pensato a lungo su come dirtelo, ma è per me troppo difficile.
1. Durante la tua assenza ho scoperto di essere in.. vena di scherzi! (sono stata buona, ti saresti davvero spaventato! :P)
2. A causa di una nuova e terribile influenza del luppolo, l'Unione Europea ha vietato la vendita e il consumo di birra fino a data da destinarsi.
3. Vasco ha fatto una cover di Creep.
La buona notizia è che solo una di queste notizie è vera.
chiedendomi se deciderai ugualmente di tornare, (o se, a questo punto, non deciderai di voltare nuovamente la ruota anteriore, vedi il francese di Deep Water ;) ti mando un bacino!
giugi
 

20/10/2009 7.45

Carissimo Giacomo, che sapore aveva la birra che ti sei gustato per festeggiare l' ultimo dei 1400 km. di sterrato, sabbia e via discorrendo? Ieri mi parlavi di asfalto scorrevolissimo, tra verdi colline, per arrivare a Farafangana: altro pedalare, ma certamente ti resteranno più in mente, perchè più guadagnati, i 1400 km. sudati a spingere la bici!

Ormai ci sei, il treno, ancora un po' di bici e poi l' aereo: quel che si dice: ogni mezzo è buono!! Un abbraccio e, ormai, a presto ( contento?, Mah!) Mamma e papà

 

20/10/2009 9.21

Ciao omero viaggiatore!

Ormai manca poco!!!Noi siamo tutti contenti che torni a casa....!tope comprese.....ci manca solo che il tuo treno super rapido non arrivi in tempo...!!
Ti aspettiamo
Bacioni Carlotta e Ste

 

20/10/2009 9.54

Ciao Giacomin!
Leggo con piacere che il tuo viaggio continua alla grande!
Appena torni a Milano ci beviamo una birra (anche due) cosi mi racconti tutto!
Duri 'i banchi
Un abbraccio Giovanni

 

20/10/2009 18.28

Ciao Giacomo,

il tempo (e la strada, quando c'é) passa, eh? Purtroppo.
Quando torni?
Ciao Zio renato

22/10/2009 8.06

Carissimo Giacomo, ormai il tuo cerchio nel Madagascar si sta chiudendo. Ancora mi pare 160 km e ad Ambositra ritroverai le tracce delle tue ruote: ne hai fatta di strada! Incominci a sentire il profumo della stalla? Oggi qui a Venezia ci sarà l'acqua alta: te lo dico perchè tu possa, lentamente e a piccole dosi, prendere di nuovo contatto con quel mondo, lontano mille miglia, che hai lasciato quasi due mesi fa. Salutami molto la Giovanna e ringraziala da parte nostra per l'accoglienza che ti ha riservato. Un saluto anche a Seba, penso però sia già ripartito. A presto, bacioni

Mamma e papà
 

22/10/2009 12.38

16° COLLEGAMENTO CON GIACOMO  22/10/2009

 

Ciao a tutti!
Che razza di viaggio! gli ultimi 10 giorni sono stati più faticosi del previsto. Decine e decine di guadi fino al ginocchio hanno rallentato la mia marcia e creato problemi alla bici... da qualche centinaio di chilometri devo pedalare con la corona grande in tutte le salite perchè il "rapportino" salta in continuazione! tradotto in soldoni una faticata! molto spesso dovevo scendere di sella e spingere nuovamente... salite troppo sconnesse e ripide se pur relativamente corte. il territorio è tutto a valloni ed i tratti pianeggianti pochissimi e rari. Il vento soffia costante da nord e non smentisce la regola non scritta che "in bici il vento è sempre contrario". Ho attraversato una decina di grandi fiumi senza ponti. Solo una grossa chiatta mossa da un argano a mano faceva la spola. Prima di spostarsi da una riva all'altra attendeva che ci fossero auto o persone in abbondanza. Le attese si sprecavano! anche in questa zona i villaggi non offrono molto ma mi hanno dato la possibilità di dormire in stanze affittate presso alcune famiglie e scambiare con loro qualche parola in un francese stenato al lume di una candela (ovviamente non esiste elettricità).

Percorrendo gli ultimi chilometri di sterrato mi è venuta in mente la strofa di una canzone... "forza e coraggio la sete il miraggio la luna nell'altra metà... lupi in agguato il peggio è passato... forse fa male eppure mi va... ". Un nodo mi ha stretto la gola e ancora una volta ecco il sottile velo di lacrime fare la sua comparsa... momenti bellissimi per i quali vale la pena passare momenti "difficili".
In questi giorni dubitavo della "necessità" di arrivare fino ad Ambositra in bici... ormai funziona malissimo e sono veramente stanco!...ma ho deciso di si! voglio provare ad arrivare fino alla mia meta pedalando e anche spingendo se necessario... anche se potrebbe sembrare non è per masochismo! ormai sono a un passo dal "mio mare" e so quale sarà il "premio" ad attendermi... so che se tengo duro ancora un poco tutti gli sforzi fatti verranno ampiamente ripagati più di quanto non sia già accaduto. Ne sono convinto e non voglio privarmi di questa gioia (almeno voglio provarci)... ancora 150 km... poi leggo i vostri messaggi e mi ricordo che "nessuno sforzo viene fatto in vano"... che se anche parte delle mie emozioni vi arrivano per me è una vittoria perchè ho sempre pensato che riuscire a regalarne sia un grande privilegio e una bella fortuna! oggi tocca a me e a voi perchè me ne avete date tantissime in cambio! grazie!

Ieri ho percorso in treno i 250 km che separano Manakara da Finaratsoa. Eccezionale! eravamo tutti ai finestrini... grandi e bambini come alle giostre. Lungo l'unico binario gruppi di ragazzini e adulti aspettavano il nostro passaggio festanti! tutti che salutavano tutti... una vera festa! Alle stazioni venditori venivano sotto ai finestrini per vendere le merci. Banane, cesti in rafia, pesce, arachidi, galline e polli vivi... io con i pochi soldi che mi avanzavano ho comprato un po' di cibo per il viaggio che è durato circa 10 ore! ma ero seduto comodo e sul finestrino! ed eccomi a Finaratsoa!

Un abbraccio a tutti e grazie!
Giacomo


22/10/2009 15.04

Ciao! Manca poco ormai...qui si stanno preparando grandi festeggiamenti per il tuo arrivo!Mi sembra che sia stata piu' dura del previsto quest'avventura...sinceramente non mi riesce facile neanche immaginarlo!Da pessima viaggiatrice quale sono...!!Qui piove e fa freddino..ti aspetta il solito traffico di questa citta' che non ti piace piu' tanto...al contrario mio!Al tuo ritorno mi sa che ti converra' passare qualche giorno in montagna e poi a venezia...milano sarebbe un colpo!!!!Ti aspettano anche le cagnoline!!!

Bacioni Carlotta stefano gina emma

 

 

23/10/2009 9.45

 

Caro Giacomo,

Conosci che cosa è profondo nel tuo cuore.

Raggiungalo ed abbraccilo con tutta tua alimentazione, come facendo quel stai facendo una punta per tutti noi che ti scriviamo.

Goda la ricompensa ed il sorriso. 

Grazie per le foto e le parole. 

Grazie tanto Giacomino. 

Un abbraccio da noi,

Blanche and Dacha

 


26/10/2009 10.50

E' FINITA???!!!!!!!Ti aspettiamo mercoledi!!!!

Bacioni

Carlotta Stefano Gina Emma

 

26/10/2009 13.05

Un pensiero da Giacomo per tutti noi........

Ciao Mauri!
grazie delle bellissime parole...
Sono tornato dove tutto è cominciato... è stato un viaggio enorme... difficile molto per me. Con tanti momenti difficili e altri stupendi. Ma le sensazioni provate e quello che mi ha "insegnato" sono cose uniche, impagabili e difficili da comunicare. Spero con tutto me stesso che non mi abbandonino mai e di riuscirne a fare tesoro per migliorarmi sempre. Per ricordarmi sempre delle cose che hanno reale valore nella nostra esistenza e di quali meraviglie si annidino dentro di noi. Viaggiare é anche questo. Vedere il mondo fuori e quello dentro. Non é ne banale ne facile...
Adesso penso di dover far passare qualche giorno per far sedimentare le sensazioni per provare poi a comunicarle...

Grazie mille per aver reso possibile la condivisione con tutti quelli che ne hanno avuto voglia... è stato emozionante leggere i commenti e gli incoraggiamenti.

Fantastico per la cena di Natale ci speravo proprio! é sempre un gran piacere rivedersi!
Un grande abbraccio,
Giacomo


27/10/2009 10.41

Ciao viaggiatore!!!

Questa e' l'ultima email....domani ci vediamo!!!Cosi' per qualche giorno all'ora di pranzo dovro' cucinare................!!!!!!Riso in bianco va bene...??Siamo tutti pronti per il tuo arrivo...a domani sera!!
Buon viaggio e non dimenticarti mai di questo viaggio
Un bacione
Carlotta Stefano Ginella Emmuccia

 


 


 

Gran meraviglia e viaggio!

5500km fra casa e la Turchia.

(agosto 2007 del Naturaider Giacomo)


1a parte

IL GIORNO PRIMA

Finalmente apro le pagine di questo diario, il giorno prima della partenza.
Fra poche ore andrò a Pinerolo a prendere Mari. Dopo cena, ci dirigeremo verso Milano dove passeremo la notte. Il programma prevede di svegliarsi presto domani mattina, per percorre quanti più chilometri sia possibile verso est.
Slovenia: è li dove vorremmo passare la prima notte di questo viaggio, che da Milano ci porterà fino in Turchia attraverso Slovenia, Ungheria, Romania e Bulgaria.
è qualche mese che accarezziamo questa idea e, come una donna corteggiata da tempo, domani ci concederà il suo primo appuntamento.

Tutto è pronto ormai. Devo solo accendere la moto e percorrere viale Buenos Aires che, come non ha fatto mai, ci porterà lontano, dimostrandoci come la strada che porta a Istanbul passi proprio sotto casa.

Giro per casa cercando qualche cosa da fare. L’eccitazione sale. La musica della radio mi ipnotizza. Mi distendo sul divano di casa e mi perdo nel sogno di questo viaggio.

LA PARTENZA

Il mattino seguente il montaggio dei bagagli porterà via più tempo del previsto e siamo “costretti” a rinunciare al cavalletto della macchina fotografica. La moto è carica e pesante, ma sembra essere ben bilanciata.
Viaggiamo lungo la A4 in direzione Venezia. Da lì proseguiremo per Trieste, da dove passeremo l’ultima frontiera presente in Italia.
La Slovenia subito dopo il confine si è rivelata un immenso giardino ricco di vallate verdissime. Verso est il tempo non promette nulla di buono così, decidiamo di fermarci in un piccolo villaggio, dove con pochissime difficoltà ci sistemiamo in una pensione molto accogliente. La stanza mi sembra molto confortevole. Un grosso letto dai cuscini morbidissimi e il cantare dei grilli ci danno il giusto ristoro per la giornata di domani.
Spegniamo le luci e prima che il sonno si impossessi dei nostri pensieri sorridendo ci domandiamo: ma i grilli non dormono mai?
Al risveglio un panorama nebbioso e fresco ci saluta. Una buona colazione a base di tea caldo e poi prepariamo la moto. Decidiamo di sistemare in modo più pratico i maglioni. Ieri un temporale ha fatto abbassare sensibilmente la temperatura e il freddo si è fatto sentire.

II TAPPA

Ci stiamo avvicinando al confine Ungherese. Da Maribor, con nostra sorpresa, è finita l’autostrada. Sulla cartina sembrava continuasse, ma in realtà stiamo percorrendo una statale trafficatissima di auto e camion diretti al confine. Tutto questo sta rallentando un po’ la nostra media... poco male.
Ora ci troviamo in un localino lungo la strada, dove abbiamo ordinato una birra, acqua e due cotolette. La moto non sembra avere problemi.
Il paesaggio fino a Maribor è stato stupendo. Verdissime vallate con boschi e prati dal profumo di fieno. L’atmosfera è quella di un paese pulito e ordinato.
La giornata in moto sarà ancora lunga e decidiamo di ripartire senza perdere troppo tempo. Dopo 12 ore di viaggio finalmente, troviamo un letto. è stata una pratica lunga. Dopo diversi tentativi nei pressi del lago Balaton –luogo di villeggiatura per gli ungheresi- decidiamo di spostarci verso Budapest, distante ancora una settantina di km. Siamo stanchi, ma sembra non esserci alternativa. Verso le 23 arriviamo a Erd, alle porte della capitale ungherese.
Fuori i cani continuano ad abbaiare e sembrano tantissimi. Penso che fra non molto chiuderò gli occhi e con loro questa giornata. Domani dovremmo entrare in Romania.

III TAPPA

Alle ore 16.30 passiamo il confine rumeno presso Oradea.

Oggi abbiamo avuto la conferma che “piatto”, riferito ad una persona, così come ad un panorama, sia un termine dispregiativo. Non uno spunto, non un accento degno di nota. Così appare fuori dai nostri caschi la pianura ungherese: piatta! Ricorda terribilmente la pianura padana. Rettilinei, campi di pannocchie e qualche albero. La statale rimane molto trafficata.

È passata appena qualche ora, quando noto avvicinarsi da lontano una moto.
Il suo conducente si affanna in gesti che al momento scambio per saluti.
Rapidamente ci affianca e con la mimica ci fa capire che dobbiamo fermarci: da lì a poco avremmo perso il nostro bagaglio con tutto il suo carico! La fortuna, questa volta, si è manifestata sotto forma di motociclista. Con la memoria volo a questa mattina, quando, seguendo uno stupido istinto di pressapochezza, ho assicurato il bagaglio con soli due elastici invece dei soliti quattro. Sembrava saldo e così siamo partiti. La superficialità e la fretta non pagano mai.
Ad ogni modo, dopo qualche occhiata di disappunto fra me e Mari, Assicuriamo meglio il tutto e ripartiamo: al confine rumeno mancano solo 100km. La statale 72 si fa meno trafficata, così, in poco tempo e senza problemi, passiamo la frontiera.

Oradea ci appare con le sue logore fabbriche, monumenti di un passato che fatica ad andarsene. Con il confine cambia drasticamente anche il panorama.
Alla monotonia della pianura subentrano panorami collinari dove prati e boschi danno ospitalità più alla pastorizia che all’agricoltura. La strada è dolcissima: curve e dossi si alternano in un su e giù divertentissimo alla guida.
Ai margini della strada poche abitazioni di pastori e contadini. Le case sono ad un solo piano e, disposte ordinatamente ai margini della carreggiata scorrono al nostro fianco. Davanti alle porte d’ingresso, pigramente accomodati su di alcune sedie, gruppetti di poche persone chiacchierano rilassate. L’impatto con la Romania è positivo! In qualche modo sembra aver mantenuto un legame con il suo passato. Scorgiamo una strada secondaria andare sulla nostra sinistra verso un paesino che a spanne sembra distare qualche chilometro. La strada è sterrata... tanto meglio! improvvisiamo un tentativo di trovare ospitalità per la notte... in realtà è solo una scusa per allontanarci un attimo dalla strada battuta, per scoprire cosa il caso abbia da offrirci.
La strada è abbastanza rotta, ma con calma raggiungiamo il paesino visto in lontananza. Dagli sguardi sorpresi e incuriositi dei contadini si intuisce che qui di turisti non ne vedano molti. Placidi e a gruppetti di tre o quattro persone ricambiano il nostro saluto. Qualche oca disturbata dalla nostra presenza “ringhia” alla moto.

Ci fermiamo per chiedere indicazioni a tre signore in compagnia di un amico.
Il linguaggio dei gesti funziona bene scatenando anche una sonora risata da parte dei miei interlocutori! Rido anch’io, consapevole di sembrare molto ridicolo ai loro occhi. Ovviamente non esiste una pensione in questo paese e così decidiamo di tornare alla strada principale, lasciandoci alle spalle questo salto fuori dal tempo. Adesso sono le 22.15 e ci troviamo in una piccola pensione ai margini della strada. Dormiamo in quella che normalmente sarebbe una stanza della famiglia ma, data la mancanza di altre stanze, è stata “arrangiata” alla bene e meglio per noi. Negli armadi e nei comodini abbondano vestiti e oggetti di vario genere. Anche la prima notte rumena si chiude con il cantare dei grilli.
(fine prima parte)


2a parte

IV TAPPA

Oggi ci troviamo a Sighisora: una cittadina fondata attorno al 1200. La Transilvania ieri si è rivelata con paesaggi collinari dolcissimi. Distese di colline pratose e valli larghissime hanno accompagnato il trasferimento fino a qui, dove siamo arrivati verso le 21 con 37776 km.
Con un po’ di pazienza troviamo una bellissima stanza: pulita, grande e con anche la televisione. Il mondo occidentale entra attraverso il monitor.
Programmi del tutto simili ai nostri si alternano sullo schermo proponendo, collegamenti dai luoghi “IN” dell’ estate, telegiornali dai conduttori tirati a lustro e pubblicità che reclamizzano prodotti e stili di vita del tutto lontani dai villaggi di contadini sino ad ora incontrati.

Il paese arroccato su di un’altura è molto carino ma, anche molto turistico... oggi niente moto! ci prendiamo un giorno di “vacanza”, per riposarci un po’ e per girare a piedi i vicoli del paese dove si dice abbia vissuto da bambino il temutissimo Conte Dracula.
L’impressione è che qui tutto sia stato sistemato più per i turisti che non per reali esigenze dei suoi abitanti. Quella che viene considerata la perla della Romania ci delude un po’.

V TAPPA

Stiamo aspettando che la carne sia pronta mentre le bambine giocano nel giardino che, al momento per la verità sembra più un cantiere. Loro giocano come fanno tutti i bambini del mondo e mi viene da pensare che per vivere questo momento abbiamo dovuto percorrere mezza Europa. Che ci faccio qui?
quali casi fanno si che io sia qui con Mari per vivere questo momento? se lo scorso anno non avessi perso quel traghetto per recarmi in Grecia non ci saremmo incontrati. Se il Naturaider Seba non si fosse recato a Istanbul nel suo viaggio in bicicletta non mi avrebbe dato l’idea di percorrere tutta l’Europa
dell’est passando anche per la Romania. dunque cosa ci facciamo qui?

La casa che ci ospita è in costruzione e qui vive una bellissima famiglia con bambini simpatici e allegri. La giornata è stata intensa. Abbiamo percorso circa 230 km non facili: strade sterrate e rovinate costeggiate da paesi tagliati fuori dal turismo. I bambini al nostro passaggio salutano sorpresi e contenti. Io guido e mi godo la natura e la cultura che scorre al mio fianco, contento di allontanarmi dalla bella ma turistica Sighisora.
Puntiamo a sud, dove, prima di arrivare a Curtea-de Arges, dobbiamo scalare un passo di montagna che raggiungerà una quota prossima ai 2500 m. Dal basso si scorgono nuvole dense di pioggia: ci fermiamo per vestirci e si riparte. La strada è rovinata, ma spettacolare. Il “transfagrasan”, noto per essere la strada asfaltata più alta della Romania, fortemente voluta da Ceausescu, si inerpica sulla dorsale dei Carpazi. La nebbia si abbassa, avvolgendoci in un panorama suggestivo e surreale: ci troviamo nella patria del conte Vlad: colui che per la sua crudeltà ispirò la leggenda del conte Dracula. in realtà, il vero conte Vlad Tepes, detto l’impalatore, si trovava impegnato nella difesa delle sue terre e del suo popolo contro l’invasione turca. Si racconta che fosse un sanguinario feroce e che non esitasse ad impalare i suoi prigionieri. Da qui, la fantasia dello scrittore inglese Stocker ha fatto il resto.
La strada che ci aspetta è ancora lunga e molto rovinata. La media è bassa e per non rischiare supero raramente la seconda e la terza. Arrivati in paese, eccoci nuovamente alle prese con la ricerca di un letto. Un signore ci indica di seguirlo, così, in pochi minuti, ci troviamo a casa di questa famiglia che per meno di venti euro ospiterà me e Mari per una notte con tanto di grigliata! Mi trovo a chiaccherare con la mamma di Dariana. Ci racconta del suo lavoro e delle sue preoccupazioni. Ha in gestione un centro estivo per ragazzi sieropositivi e teme che per mancanza di fondi il centro debba chiudere. è un po’ triste e preoccupata. Ci racconta anche dello zio che da qualche anno, si è trasferito a Roma per lavorare. Come molti si era trasferito in Italia per cercare fortuna. Dai racconti sembra che non se la passi poi così bene e, a quanto pare, le cose gli andavano meglio quando in Romania faceva il camionista. Sono contento di essere entrato nell’intimità di questa famiglia. Dormire qui ha un senso. Ho imparato qualche cosa, ho parlato con qualcuno che abita queste mura facendone una casa vera, ricca di storie e di vita quotidiana. Sono grato a loro per essersi aperti con noi e alle bambine per aver giocato in nostra compagnia. Fra qualche anno qui ci sarà una pensione... molto meglio essere qui adesso...

VI TAPPA

Il mattino seguente, dopo un caffè e qualche chiacchera in compagnia di chi ci ospita, ci dirigiamo verso il castello del Conte Vlad. Una “scalata” di oltre 1400 gradini ci attende per conquistare il castello posto a protezione della Transilvania. Una buona colazione ci darà la giusta energia per affrontare questa fatica! da queste parti, però, di bar non ce ne sono molti e così siamo costretti a ripiegare sotto ad un albero con paio di mele e qualche merendina.
La salita fortunatamente è riparata dal sole. L’abbigliamento da moto fa la sua parte e ora della “vetta” ci ritroviamo zuppi di sudore. Purtroppo il castello non ci ripaga dello sforzo... non ne rimane che la struttura in mattoni! immaginare lungo i pendii gli invasori turchi che cercano di espugnare l’impalatore non è difficile; peccato che il castello non ci aiuti in questo volo di fantasia. Dopo qualche foto riprendiamo la nostra strada verso il monastero di Horezu.

I piani, in teoria, prevedevano una sosta al monastero per poi puntare verso Brasov. Il tempo però non sarà dalla nostra parte e un forte vento con pioggia ci costringerà a cambiare idea. La guida è resa faticosa dalle folate di vento e la strada, pur divertente, non è molto veloce e viene interrotta da alcuni lavori in corso. Verso le 19 troviamo dove dormire.
Prima di chiudere gli occhi decido di sistemare il mio casco... durante la giornata mi ha dato un gran fastidio.

Al risveglio un sole splendente illumina il paesaggio. Fuori l’aria fresca del mattino mi mette buon umore. Prima di preparare la moto rimango qualche minuto a godermi l’atmosfera e la foschia che si dirada con il montare del nuovo sole. oggi è una settimana esatta di viaggio.

Mentre facciamo colazione penso al fatto che, durante la guida, spesso mi ritrovi ad immaginare ai panorami e situazioni che scorrono davanti alla mia moto come ad un nastro che, srotolandosi sotto di noi, rivela una diversità di situazioni e mondi che per noi sono energia. Mi piace pensare che anche lei, come me, abbia bisogno di nutrirsi di vedute sempre nuove.
Sentirsi un po’ nomadi, spostarsi da un luogo all’altro passando dalle pianure attraverso colline e montagne, il caldo e la pioggia, per arrivare lontano. Tornare a casa con ricordi che non avresti mai potuto immaginare.
Storie di persone e racconti che fanno della realtà una cosa fantastica.
Sono al tavolo del bar della nostra pensione, quasi pronto per una nuova giornata a cavallo fra casa e l’Asia.

(fine seconda parte)

3a parte

VII TAPPA

La giornata è raggiante e luminosa. La buriana di ieri è scomparsa. I prati lungo la strada sono in fiore e gli alberi carichi di frutti: pesche, prugne, mele e pere. Ai loro piedi, i contadini ne colgono i doni. La vita che scorre al fianco della moto mi rilassa e oggi mi sento completamente immerso nella meraviglia di questo viaggio. L’aria è leggera e la moto scorre veloce e sicura. Siamo sulla strada che porta a nord, verso Sibiu. La strada sembra in buone condizione e segue sinuosa il fiume che la costeggia.
il panorama cambia. Stiamo attraversando nuovamente i Carpazi e le colline si fanno via via più alte. Usciamo dalla strada principale per percorrerne una secondaria, nei pressi di un paesino che ci attende oltre ad un ponte.
In un secondo ci ritroviamo nuovamente nella Romania rurale. Strade rovinate, su cui passano contadini e carri trainati da buoi. Da dove ci troviamo si vede il fiume scorrere a valle. Nelle sue anse, con il tempo, i detriti hanno formato delle piccole pianure, ora calpestate da pascoli. Nel silenzio dei prati, arriva da lontano un carro trainato da due vacche che stanche, arrancano su per la salita, ci sorpassano e lentamente scompaiono dietro la collina. Mari contempla il panorama assorta nei suoi pensieri. Il suono dei grilli e il vento leggero mi ricordano le estati passate a casa in montagna... penso ai miei genitori, immaginandoli comodamente sdraiati sui prati di casa.

VIII TAPPA

Oggi al, tramonto, attraversando nuovamente i Carpazi e planando sulle pianure del sud della Romania, ho avvertito per la prima volta la sensazione che effettivamente io, mari e la moto, stessimo percorrendo un tragitto che attraverso l’Europa dell’est ci avrebbe condotti in Asia. Alle 22.15 troviamo una stanza lungo la strada per Bucarest. Il contachilometri segna 38.642. Nei due giorni passati abbiamo visitato le due belle cittadine di: Sibiu e Brasov. Entrambe dal sapore sassone, sono state fondate nel 1300 circa. Una bottiglia di vino, della musica clsassica suonata dal vivo nella piazza centrale di Sibiu - capitale europea della cultura per il 2007 e un giro a piedi per le viuzze del suo centro rendono la nostra permanenza qui molto piacevole.
Lungo la strada verso Bucarest, facciamo una breve sosta anche a Brasov, da dove la strada e il paesaggio si faranno montani. alla vegetazione collinare subentrano fitti boschi di pini dal verde scuro. La strada sale formando curve molto divertenti alla guida. L’aria diventa leggera e frizzante. Prima di proseguire verso le pianure, ci fermiamo a Sinaia per far visita al castello di Peles. Fatto costruire dal primo re rumeno verso la fine del 1800, splende per la sua bellezza circondato da un panorama di montagna e prati purissimi. Incarna quello che si potrebbe definire il classico castello dello fiabe. Ci piacerebbe visitarne gli interni ma le visite sono chiuse da poco... ci consultiamo e decidiamo di continuare a viaggiare.

Il tempo scorre veloce e ormai ci troviamo sulle distese pianeggianti del sud. la nostra ombra si allunga sulla sinistra fino ad uscire dalla strada.
La luce avvolgente del tramonto ci accompagna nei nostri pensieri. Cala il buio. Siamo alle porte di Bucarest!

IX TAPPA

Il mattino seguente, anche senza volerlo ci ritroviamo nel centro della città. Cercando la strada verso il confine bulgaro ci imbattiamo nel famigerato palazzo del parlamento voluto da Ceausescu. Per farlo costruire, il dittatore, mentre il suo popolo moriva di fame, ha speso capitali enormi e raso al suolo interi quartieri fino ad occupare un settimo dell’intera città. La struttura è possente e grandiosa. Per le sue dimensioni è seconda solamente al pentagono.

Il traffico è congelato. Siamo imbottigliati in un ingorgo senza fine. Il caldo si sta facendo soffocante. Un termometro segna 39 gradi... il motore butta su vampate calde, mentre a piccoli passi cerchiamo di uscire da questa caldaia. Fortunatamente siamo sulla strada giusta e, una volta fuori dalla trafficatissima capitale, la strada si farà veloce e in poco tempo arriveremo al confine bulgaro. Il Danubio compare all’improvviso placido e maestoso. è lui la vera frontiera naturale fra i due stati. Mi alzo in piedi sulla moto per godermi a pieno questo spettacolo mentre attraversiamo il ponte che ci condurrà in Bulgaria. Attraversarlo è una vera emozione!
La giornata è bella e, man mano che scivoliamo giù lungo la nuova nazione, come il sudore sulla mia fronte, il caldo si farà sempre più opprimente. Le strade sono buone e l’andatura sostenuta. Belle colline e valloni ci condurranno per circa 80km.

Alcuni rumeni, informati del nostro itinerario, ci avevano avvisati di non viaggiare con il buio lungo queste strade. Apparentemente bande di delinquenti, spacciandosi per agenti di polizia, fermano le auto per poi rubarle. Vero o meno che sia, decidiamo di non rischiare. Abbiamo percorso abbastanza strada, così decidiamo di fermarci in un grigio paese a circa 50 km a ovest del Mar Nero. Dove ci troviamo ora è una brutta stanza di albergo dallo stile decadente e dal sapore post-comunista. La stanza è piccola e sporca. Non abbiamo acqua corrente per lavarci. Mari storce il naso. Avrebbe voglia di farsi una doccia fresca per lavarsi via il sudore della giornata: domani dobbiamo svegliarci presto per arrivare a Istanbul il prima possibile. Qualche ragazzino schiamazza sotto la finestra. Noi proviamo a dormire, ma Mari è un po’ nervosa. La stanchezza comincia a farsi sentire.
Io penso che si stia comportando benissimo... è il suo primo vero viaggio in moto!

(fine terza parte)

4a parte

X TAPPA

50 km di ottima strada, e in pochissimo tempo ci troviamo a fare il bagno sul Mar Nero! è stato emozionante bagnarsi sulle sue sponde... immaginare che molto più a est, attraversandone le profondità, famiglie georgiane stanno probabilmente passando ore liete a mollo nelle stesse acque. Per qualche motivo ho sempre immaginato questo bacino come a un qualche cosa di lontano e diverso dai nostri mari... invece, almeno in questa zona, è del tutto simile al nostro Adriatico e a tratti l’acqua assume colorazioni che non hanno nulla da invidiare al più blasonato Mediterraneo.
Mentre scrivo, ci troviamo all’ombra di un ristorantino per pranzare. La signora che ci serve parla uno stentato ma efficace italiano. Scopriamo che vive a Ercolano e che è tornata a casa per le ferie. Il confine dista una trentina di km, e la strada che attraversa questo tratto di entroterra è rovinatissima. Ci troviamo al valico più a est che collega la Bulgaria con la Turchia. Dobbiamo procedere come delle lumache, usando spesso anche la seconda. Il paese che ci ospita per mangiare si trova un paio di km fuori dalla strada principale. Calmo e senza rumori, il locale si affaccia sulla piazzetta principale. All’ombra si sta molto bene e un pranzo a base di pollo e Coca Cola andrà benissimo. Le mosche ronzano su di noi insistentemente.
Sono già le 14.25 e la strada è ancora molto lunga... circa 300 km ci separano da Istanbul.

In poco tempo arriviamo al confine turco. La strada migliora, anche se le buche dell’asfalto si mimetizzano ancora con le ombre scure e nette proiettate dalla vegetazione. Alle 14 arriviamo alla frontiera, per uscirne circa due ore dopo. Nel giro di pochi chilometri il panorama cambia nuovamente: al fitto verde dei boschi di latifoglie subentra l’oro della vegetazione bruciata dal sole e macchiata qua e la dal verde di qualche albero. è stupendo. La luce del pomeriggio amplifica le tonalità calde della vegetazione e della terra color ocra. La strada scende placida lungo le colline. Passiamo il primo paesino, ed ecco apparire la sagoma, slanciata come quella di un razzo pronto al decollo, di un minareto. Più avanti, il letto di un fiume secco ricoperto di erba verdissima, si addentra in una piccola gola formata da poche rocce ricoperte di erba gialla. Il contrasto è netto e fantastico.

L’autostrada che porta a Istanbul corre veloce, anche se passeranno circa 150 km prima di trovare un distributore. Viene la sera mentre ci avviciniamo alla grande città. Sulla nostra destra la luna illumina il Mar di Marmara, che con i suoi riflessi ci dice che ci stiamo avvicinando a quella che per noi è la meta simbolica del nostro viaggio: Istanbul, sospesa fra Europa e Asia.
Il traffico si fa sempre più intenso, ma è regolare. Grossi grattacieli popolari ci accolgono nella periferia della città. è una metropoli enorme e i milioni di luci che si stagliano alla nostra vista mi affascinano. Il traffico monta come impazzito e, senza nemmeno rendercene conto, ci troviamo in una tangenziale traboccante di auto e tir che sfrecciano, suonano e si incrociano in quella che a noi appare come una trappola mortale. Senza perdere la calma seguiamo per Ankara, sperando di trovare indicazioni per il centro storico: e lì che vorremmo trovare un albergo. Scorgo una scritta che potrebbe essere quella giusta, ma non sarà così. Il frastuono dei veicoli rimbomba nei caschi e presto scopriamo di essere ancora lontanissimi dal centro. Cerchiamo nuovamente la tangenziale e ci perdiamo per una serie di vicoli della periferia, trafficati e senza semafori. Gli incroci sono una lotta fra chi si fa valere di più e sembra che le precedenze non esistano.
Siamo vulnerabili sulla nostra moto. Penso che l’unica soluzione sia quella di non farsi intimidire e di far valere il proprio diritto di rotta così, come si usa da queste parti. Fingo di essere uno del luogo e con una certa “prepotenza” procedo per la mia strada.
Chiediamo nuovamente indicazioni e finalmente troviamo la tangenziale.
Studiando la cartina, mi ero reso conto che la nostra uscita si doveva trovare poco prima di passare il Bosforo.
Un taxi ci sorpassa, quasi toccandoci, due macchine da dietro inchiodano dando l’idea di tamponarci. Mari è terrorizzata e vuole scendere dalla moto.
Solo dopo scoprirò aver pianto dalla tensione dentro il suo casco.
D’improvviso ci troviamo al pedaggio per il ponte sul Bosforo. L’ingresso sul ponte rivela una veduta della città stupefacente. Un brulicare di luci, spezzato dal lungo stretto. sulle rive, barche illuminate ondeggiano vistosamente. Rimango a bocca aperta per lo spettacolo che vedo. Il ponte mi appare enorme e mi sembra un limbo fuori dal baccano assordante del traffico. Il tutto dura pochi secondi e all’improvviso un cartello ci ricorderà che abbiamo cambiato continente: siamo in Asia. è stupendo, e da qui la città appare nettamente spezzata in diverse zone, sensazione dovuta alla sua particolare morfologia. Cerchiamo un posto dove dormire, ma non una pensione, hotel, ostello viene a darci conforto. Niente da fare. Sono circa due ore e mezza che vaghiamo per la città e ormai quasi 13 che viaggiamo.
Torniamo nella Istanbul europea attraverso un secondo ponte illuminato con migliaia di luci colorate. La direzione è quella giusta e ci stiamo avvicinando al centro, ma non riusciamo a trovare una strada che ci porti li. Tutte le strade sembrano portare altrove. Ci troviamo persi in un labirinto. Questa volta chiediamo indicazioni ad un tassista e finiamo per accordarci così: Mari salta sul taxi con lui, telefonino alla mano. Io cercherò di stargli attaccato fino a destinazione. All’una del mattino dopo 15 ore di viaggio e 550 km percorsi, troviamo da dormire.

Ora ci troviamo ai piedi di Santa Sofia. Seduto su di un capitello, scrivo queste righe. Il vento soffia dal bosforo e all’ombra degli alberi, fra le rovine si sta beatamente. Mi sento in contemplazione e, sebbene manchino ancora cinque giorni di viaggio, con la memoria assaporo il viaggio passato.
La musica orientaleggiante dei bar vicini si mescola al rotolare delle foglie cadute. il vento fra gli alberi si mischia ai suoni precedenti in una piacevolissima sinfonia di relax. Finita l’ora della preghiera, durante la quale i visitatori non sono ammessi, andremmo a visitare la moschea Blu.

Istanbul è certamente una città da visitare. La sua parte migliore, per quanto mi riguarda, si rivela al buio della notte. Ieri sera, dopo una birra e un panino al pesce preso nei pressi del ponte di Galata, abbiamo fatto una piacevolissima passeggiata fino alla punta del Corno d’Oro. Qui, in compagnia di una tazza di tea, siamo rimasti a contemplare in silenzio il panorama. Davanti a noi brillavano nuovamente le luci delle abitazioni e del ponte lungo lo stretto. La veduta è a 180 gradi sulla baia e sulle alture su cui Istanbul si adagia. Alla nostra destra l’Asia e alla nostra sinistra l’Europa, collegate solo da un lungo ponte illuminato, nel buio della sera.

(fine quarta parte)

5a parte

XI TAPPA

Dopo due giorni trascorsi a Istanbul, ci dirigiamo verso sud, destinazione Kutahya. Questa località è famosa per la produzione delle piastrelle decorate con ornamenti di vario genere... il nostro hotel ne ha la facciata ricoperta. Uscire da Istanbul è stato facile e piacevole, dato che la strada, per buona parte, costeggia il Bosforo. Qui villette e imbarcazioni sembrano staccarsi dal caos della città a cui appartengono. Il primo tratto di autostrada è noioso e ho sonno. Mari è sempre più stanca, il suo umore, oggi, è un po’ giù. Ci fermiamo in una stazione di servizio per mangiare qualche cosa. Al suo interno, un mini bazar delle spezie appare come una sorpresa. Compro del pane, dei datteri, alcuni dolcetti turchi e qualche cosa da bere. Mari è seccata e non ha fame. La sosta di Istanbul non le è servita per ricaricarsi e dice che, se fosse per lei, la moto sarebbe rimasta parcheggiata lì.
Ripartiamo in direzione sud ovest. La giornata è calda e il sole infuocato scalda l’aria. La strada pare buona e scivola divertente in una vallata dal colore grigio verde e dalla terra rossa. Alcune rocce si stagliano sul blu del cielo. Un fiume sulla nostra sinistra scorre lento fra la vegetazione.
La valle si apre e i campi coltivati fanno la loro comparsa. Da lontano i fitti cespugli di cui sono coperte le colline, mi ricordano la fitta chioma riccioluta di un uomo di colore. facciamo un’altra sosta. Mari mangia e, forse, con l’avvicinarsi di Kutahya, il suo umore migliora. Ripartiamo quando una luna quasi piena sale davanti a noi, su di un cielo reso ancora pallido dalla luce del crepuscolo. La vegetazione ora è arida e ricorda le isole incoronate in Croazia. Una pianura lievemente ondulata e praticamente “desertica” si para ai nostri occhi, poche luci appaiono all’orizzonte.
Scompare la luce e con lei scompare anche la magia del tramonto. La strada è stretta e piena di camion e le condizioni dell’asfalto non ci aiutano.
grossi solchi scavati dai tir creano dei binari pericolosi per chi si trova a cavallo di una moto. In più, come se non bastasse, le luci dei veicoli provenienti dalla direzione opposta rendono il tutto ancora più insidioso.
Fortunatamente tutto andrà per il meglio.

XII
TAPPA

Il mattino seguente, prima di rimetterci sulla strada, ci concediamo una visita al bazar del paese. Kutahya non è nulla di particolare, ma passeggiare per le sue vie sarà piacevole. Qui scorre la vita. Uomini e donne lavorano nelle loro botteghe, altri si trovano nelle sale da tea per qualche chiacchera in relax. Pare però che le donne siano escluse da questo rito.
Passeggiando, scorgiamo una saletta molto carina e appartata affacciarsi sulla strada. poche sedie in legno e una panchina con adagiati alcuni tappeti, accolgono pochi clienti, prevalentemente anziani. Turisti, qui, non ce ne sono. I ragazzi corrono su e giù portando, vassoi carichi di piccoli bicchieri di tea. Ci accomodiamo e in breve tempo anche noi consumiamo il piacevole rito. Rimaniamo seduti una mezz’oretta, scattando di tanto in tanto qualche foto. Il proprietario del locale è un signore baffuto molto espansivo. Alcuni amici gli fanno compagnia e si divertono a posare per qualche scatto. Al momento di salutare, con nostra sorpresa, scopriamo che, molto gentilmente, i tre bicchieri consumati ci sono stati offerti dalla casa. Cordialmente ringraziamo e salutiamo, riprendendo così la nostra via verso sud. sono circa le 13. Oggi vorremmo percorrere una strada secondaria e relativamente poco battuta, per visitare due villaggi da dove si dice che il panorama sia particolarmente suggestivo. Chiediamo ad un benzinaio informazioni ma, per nostra distrazione e mancanza di segnalazione, non giriamo dove avremmo dovuto. Non importa, pensiamo che il posto meriti una visita e decidiamo di tornare indietro per una trentina di chilometri. La strada è bellissima e con poco traffico. Il paesaggio diventa sempre più arido e a tratti, si potrebbe definire desertico. Le colline sono dolci pendii gialli. Qualche albero spezza questa visione monocromatica. Oggi Il cielo terso e le ombre delle nuvole proiettate sulla terra danno la sensazione di muoversi effettivamente su di un piano tridimensionale.
Arriviamo ad un bivio che porta ad un paesino, da dove la strada si farà sterrata. Percorriamo circa duecento metri e sulla sinistra due contadine intente a lavorare i campi fanno la loro comparsa. Il quadro è bellissimo.
Ci fermiamo per qualche foto. Le due sembrano essere madre e figlia e si divertono all’idea di farsi fotografare. Ci salutiamo con un cenno della mano e in pochi minuti entriamo in paese. Le vie sono in terra battuta e polvere. Le abitazioni sono disposte ai piedi di bizzarre formazioni rocciose che sembrano sbucare dal nulla. Tutto appare sporco e povero. Una ragazza dal capo coperto ci incrocia senza degnarci di uno sguardo. Prosegue per la sua strada come se non fossimo esistiti. Incrociamo una vecchia signora che invece si avvicina, parla la sua lingua a noi incomprensibile, per poi chiederci dei soldi. con lei un paio di bambini. Mi sembra una strega e non pare essere particolarmente accomodante. giriamo la moto e torniamo alla strada principale. Alcune rondini si incrociano in volo a pochi passi dalla moto saettando come pazze. poco dopo, delle mucche e poche oche interrompono il nostro cammino. Da nord forti raffiche di vento portano nuvoloni neri. Raffiche sempre più forti sbilanciano la moto. Ora è buio. Il paese che vorremmo raggiungere dista ancora 50 chilometri, ma in queste condizioni non mi fido. Con Mari decidiamo di pernottare al prossimo paesino.

XIII TAPPA

Nei due giorni successivi ci dirigeremo verso Pamukkale, per poi finire ad Efeso.
La strada in questi ultimi due trasferimenti mi sembrerà noiosa e brutta.
Sarà stato per il fatto che non stavo bene, o altro, ma non mi è sembrato di scorgere nulla degno di nota. Molto bella, però, si è rivelata Pamukkale. Le sue vasche di travertino bianco sono particolarissime formazioni di calcio. L’acqua calda, ricca di minerali, scendendo lungo il fianco della collina, si raffrenda facendo depositare il calcio contenuto in essa.
Camminarci sopra a piedi nudi è piacevolissimo, a tratti un po’ “doloroso”.
Standoci sopra, la sensazione è quella di camminare sopra un’ immenso cavolfiore o più semplicemente una nuvola. Il tramonto è qui molto suggestivo e noi ci sediamo su di un punto poco affollato per goderci la
pace del posto. Seduti sulle nuvole, ascoltiamo il suono dell’acqua calda che placidamente scorre verso la valle. Sulla sommità della collina, un sito termale di epoca romana ­ Hierapolis - domina la valle. La sera pernottiamo in una pensione moto accogliente, gestita da una coppia di ragazzi.

XIV TAPPA

Il mattino ci svegliamo colpiti entrambi dalla “maledizione del viaggiatore”: tutto ciò renderà le operazioni di partenza più faticose e lente... ad ogni modo, prese le giuste precauzioni, arriviamo ad Efeso. Il sito archeologico è conservato molto bene e la struttura urbanistica della città è praticamente integra. La via del porto è perfettamente visibile e fa una certa impressione pensare che alla fine di quel tratto di strada, dove ora sorgono campi coltivati, una volta si trovava il mare. La città si adagia lungo un pendio e, dall’alto dell’agorà, la vista sul porto doveva essere veramente magnifica. Non è difficile fare una volo di fantasia e immaginarsi i mercanti e gli abitanti di qui aggirarsi indaffarati per le sue vie. A Efeso il nostro conta chilometri segna 40569 chilometri.

(fine quinta parte)

6a parte (ultima)

XV TAPPA ARRIVO A CESME

E' mezzanotte quando ci stacchiamo dal piccolo porto di Cesme. Guardo le luci della costa turca allontanarsi, e con loro anche questo viaggio. Verso prua si scorgono già vicinissime le luci dell’isola greca di Hios. Dopo di loro, il Mediterraneo aperto, cosparso di isole greche, poi casa. La costa turca appare buia e con poche luci. Mari dorme. Siamo sistemati sotto ad una scala all’esterno del ponte numero 7. Si sta bene, anche se i mortori fanno un gran baccano. Fortunatamente però siamo al riparo dal vento e l’idea di passare due notti sotto alle stelle del Mediterraneo mi piace molto. Attorno il buio è pesto. Mare e terra si mescolano all’orizzonte. Guardo verso nord e, oltre il mare, lontano, scorgo le terre e i luoghi che abbiamo percorso in questo viaggio. Oltre la costa greca scorrono i prati bulgari e rumeni che poi, percorrendo la strada a ritroso, ci porteranno dritti a casa. Si sta chiudendo un anello. Dei giorni passati, oltre ai luoghi visitati, mi è rimasta la grande gentilezza del popolo turco. Incontri brevi ma belli. In qualche modo questi scorci di umana semplicità mi hanno ricordato il Marocco e il suo popolo Berbero. Doni di poco conto, ma dal grande valore di ospitalità e umanità. Forse delle luci sempre più lontane a poppa mi sto portando via qualche cosa. Così spero di ogni viaggio. La Turchia ne meriterebbe sicuramente uno più approfondito. Per ora, però, ci attendono due giorni e due notti di navigazione.

Sono le sette precise quando il sole sorge rapidamente alle spalle di Andros. Questa notte, verso le cinque del mattino, mi sono svegliato e il buio circondava la nave. Non una luce o stella illuminava l’orizzonte. Anche la luna sembrava essersi nascosta. Il mare era scuro e immobile.

Una barca a vela scorre sulla nostra sinistra. Bello il mare, la sua vista mi rilassa. Il sole mi fa socchiudere leggermente gli occhi. La nave dorme ancora. è un momento caldo di pace. Sono calmo e rilassato, contemplo il mare e le sue onde serenamente. Un lento movimento e una musica magica mi fanno sembrare che la meraviglia che ho davanti ai miei occhi si rifletta in me.

Cala la sera su questa giornata di traghetto passata fra chiacchere, sole, letture e ricordi della vacanza fatta lo scorso anno in Grecia. Il ripercorrere in nave i tratti fatti in moto lungo la sua costa, ha risvegliato ricordi offuscati dal tempo. Lo stretto di Corinto e il tratto che lo separa da Atene, Delfi, Cefalonia e Itaca. Dopo cena abbiamo osservato il sole spegnersi nelle acque dello Ionio, immaginando di scorgere in lontananza le coste della Calabria. La sera è molto umida ma non troppo calda, anzi, al vento è quasi fresco. Fra poco ci rintaneremo nel nostro sottoscala per passare l’ultima notte di nave.

Prima di chiudermi nel mio sacco a pelo, penso, a come sia interessante scrutare il mare e mi domando il perchè. In fondo si tratta solo di una vasta distesa blu e, se vogliamo, anche monotona e desolata. Eppure molti di noi si soffermano per ore a scrutarne gli orizzonti. Perchè? Pensandoci, la mia risposta sta proprio nel suo vuoto. Come accade certe notti quando il silenzio è totale. Non si sente nulla. Non un rumore, un suono o una voce.
Il nostro orecchio però sta lì, allerta, proprio per questa assenza di rumori, cercando di coglierne uno. Che l’occhio si comporti allo stesso modo con il vuoto del mare? che rimanga anche lui acceso per elaborare i dati cercando di scorgere qualche variazione degna di nota? uno scoglio, un delfino, un faro o altre  imbarcazioni? già, forse è così...

E' circa mezzanotte quando mi sveglio. La luna è mascherata dalla foschia e si riflette pallida sul mare calmissimo. Navighiamo ancora nel buio e sembra di trovarsi a bordo di una navicella spaziale persa nel cosmo. L’umidità è forte e tutto sulla nave è bagnato. Mi fermo sul ponte di poppa vicino al nostro sottoscala a parlare con Appo. Lui è del sud della Turchia, nei pressi del confine con la Siria. Sembra una persona gentile e onesta. Lavora a Genova da diciotto anni ed è sposato con una ragazza sarda. Osservando il mare parliamo per almeno un’ora. Parla soprattutto lui. Mi racconta di quando nel Œ85 viveva a Beirut sotto le bombe della guerra. Ne parla come di un”esperienza fortissima dove, più che la tragicità della vita in quelle condizioni, emerge la solidarietà e la voglia di vivere fra chi cercava di portare avanti la propria esistenza sotto le bombe. Ne esce quasi un quadro “positivo”... la guerra, dice, ti mette in pace con te stesso. Mari dorme, non curante della gente che continua a muoversi intorno a lei.

L’
ARRIVO A CASA.

Eccomi nuovamente a casa. Come il giorno prima di partire, ascolto della musica. Mi rilasso e sto un po’ con me stesso. Entrando a Milano, penso come davanti al muso della mia moto stia scorrendo un mondo estraneo a quello passato. Istanbul, sterrati, tramonti, persone... la moto procede sicura nel traffico. Tutto scorre davanti a questo muso. Penso e faccio mie queste sensazioni. è la conclusione di un bellissimo viaggio. 5500 km, un rientro “tumultuoso”, che mi ha ricordato una 24h di mountain bike. Viaggiare tutta la notte per arrivare a casa alle sei del mattino, quasi sognando.

Il mattino seguente prendo la bici, percorro la mia strada verso il lavoro, ritiro i soldi. La città è piena e già frenetica sembra essersi dimenticata di tutto. Mi fermo al bar per una colazione italiana. Ricomincia un nuovo anno. E' bello partire. Ancora più bello è partire per poi tornare.

 

 

Giacomo