Spazio Naturaider...... 
MTB e Trekking

VIAGGI-AVVENTURA

Dal mare alla luna

Il Mauna Kea metri 4.250

Isole Hawaii

 

Il 21 aprile, giorno del mio cinquantesimo compleanno, sono salita in sella alla bici sulla cima del Mauna Kea, vulcano spento sulle Isole Hawaii.

Il giorno prima sono partita dalla spiaggia nera tropicale di Hilo in riva al mare e dopo 70 chilometri divisi in due tappe sono arrivata agli osservatori astronomici che stanno in cima a questo vulcano spento a metri 4.250.

Non c’è quasi nulla, si pedala su un fondo di pietra lavica difficile da gestire e si sale, si continua a salire, si sale sempre senza sosta e veramente senza pietà. Settanta chilometri che non mi hanno dato pace, mai. Duri, durissimi. Ma con forza, ostinazione e concentrazione nonostante un ginocchio mal messo c’è l’ho fatta e, arrivata in cima ho acceso le candeline ed ho espresso un desiderio.

 

Un grazie ai molti amici che mi hanno aiutata in questa impresa; un grazie ai miei preziosi genitori ed un grazie a te Maurizio che continui ad essere la mia benzina e che mi fai ancora puntare il dito al cielo. Alla prossima.

   

LIVE WITH ALOHA

  Donatella


Ciao a tutti ragazzi

16-17 febbraio

Week and pazzesco all'insegna della neve polverosa , per un voto 10 mancava solo un bel cielo azzurro e la vostra compagnia.

Sarà per le prossime Ciao Manu Anto e Saskja (del Naturaider Emanuele)

 


I Naturaider in Uganda febbraio 2013 (della Naturaider Donatella)

Nel mezzo di un calore insopportabile, un lago.

Poi sei persone in bici.

Potrei unirmi a loro per fare sette persone.

Mettere i piedi a bagno nel lago è la mia idea, vedere elefanti o altri animali è la loro.

Manca solo il dialogo, siamo accaldati e stanchi, ma va bene così.

Ascoltiamo il silenzio e la pace chiassosa della foresta mentre la cuoca ci prepara la pastasciutta.

Basta un sorriso: io divento Donatella; loro Antonella, Luciana, Emanuele, Livio, Roberto e Siro.

Penso ed il tempo si ferma.

Penso che l’altra sera ho sentito il ruggito del leone, era lì. Credo che ci siano animali che si vedono e altri la cui presenza si sente soltanto. Solo sentirne la presenza mi ha regalato un certo sapore di paura.

Penso che sto imparando a riconoscere la qualità ed il colore del suolo. Quando si è in bicicletta è importante. Ho incontrato sabbia gialla e polverosa nella savana del Queen Elisabeth Park, i sassi ed il terriccio tipico del mio Carso mentre ci si avvicinava al Congo, il terriccio bruno nella foresta impenetrabile fertile di foglie, la pietra vulcanica nella zona dei crateri e la temuta argilla che dopo uno scroscio di pioggia ti impantana bici, cambio, ruote ed abiti.

Penso a tutte le soste fatte lungo il percorso circondati da un anfiteatro di mani di bambini contemplanti a chiederti sweet!, sweet!.

Penso ai tanti imprevisti avuti a causa di un’organizzazione non tra le migliori, imprevisti che comunque non ci hanno tolto l’entusiasmo.

Penso ancora a quanta strada e fatica faremo insieme e li osservo con i piedi a bagno nell’acqua.

Quale miglior attesa prima di andare avanti a pedalare. Fantastico.

Non hanno visto gli elefanti. Giusto qualche scimmia, per loro. Tutto ciò che desideravo per me.

Non siamo mai soli.

La pasta è pronta!

 

Sempre grazie caro Maurizio per averci insegnato a puntare il dito al cielo!



In Alto Adige sui ghiacci 28-29 luglio (dei Naturaider Donatella, Antonella ed Emanuele)

Cari amici Naturaider e Namibiani,

vi invio le foto " bellissime" che abbiamo fatto questo week end. Siamo stati a 3200 metri al rifugio Biasi al bicchiere.

"...sempre più desideroso di scalare i monti, guardare le punte più ardite, provare quella gioia pura che solo in montagna si ha. Solo la montagna, credo, ci fa spesso comprendere come la nostra umanità dolorante si purifichi e si esalti soffrendo."

Bacione dai tre Naturaider e tanto entusiasmo.....

 Antonella, Donatella ed Emanuele

 


LAPPONIA 2012 | impressioni di viaggio (della Naturaider Donatella Baldassi)


ciao Maurizio,
ciao Naturaider!

Sono arrivata ad Enontekio nel cuore del Parco Nazionale dellOunas Pallas Tunturin ed ho dormito in un capanno di legno ed una simpatica temperatura di -28°C.

Sono rimasta ammutolita davanti a questo mare bianco di neve sopra il 68° parallelo a 400 chilometri oltre il Circolo Polare Artico. Sono nel cuore della Lapponia ed il mio cuore è già sotto zero. Mi attendono sette giorni di trekking con gli sci trascinandomi la mia slitta di 35 kg. In programma sono da affrontare 100 chilometri, trascorrere le notti in tende o capanni disabitati, farsi il fuoco, cucinare ed arrangiarsi.

Intorno boschi congelati, tundra, tanto freddo, alcune orme di animali e 14 orme di esseri umani, le nostre.

Sto provando sulla mia pelle la temperatura polare. Può scendere a cifre incredibili sotto zero. Non per niente Dante la associa ai castighi riservati ai traditori di ogni genere. Mi trasforma il corpo in piaga, in perpetua occasione di sofferenza nonostante sia molto ben attrezzata. Il gelo mi attacca senza avvertire, pizzica, morde, taglia, seziona e distrugge senza che me ne accorga. Non me laspettavo così. Anche dopo il freddo quando sono protetta nelle calde capanne di legno il mio corpo mi fa male. Pizzica ed è dolente. La giacca a vento si congela e fa uno strano rumore, come se stessi calpestando delle patatine fritte, ad ogni mio movimento.

Comunque è fantastico! Qui si alternano solo due stagioni quella del giorno e quella della notte. Quella del freddo relativo e quella del freddo assoluto. Ma freddo sempre.

Il mio occhio è più aperto a cogliere i cambiamenti di colore della neve ( ma si può?) e lorecchio pronto a catturare un verso di un animale, le narici per sentire gli odori della neve.

Ho visto laurora boreale ma non voglio correre il rischio di descriverla. E difficile da raccontare. Posso solo dire che sembrava una bestia selvaggia pronta a balzarmi addosso dal cielo fin dentro di me, impressionante, luce che continuava  a muoversi e torcersi, fumo che ondeggiava . Euna luce che può essere udita; schioccava la coda, faceva rumore. Gli antichi norreni credevano che laurora boreale fosse la splendente armatura  delle valchirie mentre cavalcavano nel cielo.

Ho passato giorni felici fatti di niente, di risate, di trekking, di fatica; ho imparato a riconoscere le orme sulla neve di lepri  e linci; ho visto lelegante pernice bianca e lo zigolo delle nevi;  ho passato  giorni di grande freddo e di meno freddo, di minestre calde, di odori, di amabili disguidi ed equivoci, di tempo bevuto a fondo senza assilli da fuggire né mete da raggiungere, tempo buttato spensieratamente come la moneta nel cappello di un mendicante

Anche questa volta, come tante oramai, grazie Maurizio. Sei la mia benzina.

Donatella